Si chiama “Il primo fiore” ed è una scuola parentale a orientamento steineriano che partirà a Montegrotto Terme. I promotori ci spiegano come sarà.
In un periodo in cui è in crescita l’apertura di scuole parentali, Petra Gatnerova e Nicola Trolio hanno accolto la sfida e dato vita a questo nuovo progetto. “Il primo fiore”, scuola parentale a orientamento steineriano, nascerà a Montegrotto Terme, ai piedi dei Colli Euganei, in provincia di Padova.
«Il primo passo è stato quello di fondare l’associazione Duha che in ceco significa arcobaleno – spiegano – come tutti i colori che hanno i bambini. Per la parte organizzativa e burocratica siamo stati seguiti e indirizzati da esperti nel campo, sia per quanto attiene le norme in vigore, sia per la procedura degli assolvimenti burocratici necessari, sia per lo studio degli adeguamenti strutturali della scuola».
«Per fondare una nuova scuola, infatti, è necessario seguire un iter burocratico – proseguono i promotori dell’iniziativa – Tutto ciò non deve spaventare e potrebbe essere utile essere guidati da chi questo iter l’ha già seguito. Anche per quanto riguarda la messa a norma della sede è necessario seguire delle normative regionali e statutarie. Per la sede della nostra scuola – spiega Nicola – abbiamo acquistato una casa di circa 400 mq con ampio giardino che stiamo ristrutturando. Per fortuna, potendo ristrutturare la casa, abbiamo la possibilità di poter rispettare tutte le normative vigenti che in termini di scuola, anche privata e/o parentale, sono molto rigide per quanto riguarda gli adeguamenti agli spazi, alle misure di sicurezza, alle norme igieniche e agli incartamenti vari. La ristrutturazione è già in corso e il gruppo genitori è ben affiatato, ognuno con le proprie peculiarità e competenze».
Il punto di forza delle scuole parentali è spesso il gruppo di genitori che ne fanno parte e che lavorano assieme per un obbiettivo comune e per la serenità dei propri figli. «Abbiamo scelto di aprire una scuola per l’amore incondizionato che nutriamo per i nostri figli – aggiungono Petra e Nicola – mossi dal desiderio profondo di poter offrire loro una realtà educativa migliore dove loro stessi possano sentirsi accolti in un ambiente confortevole, con educatrici amorevoli. Lo abbiamo fatto anche consapevoli che forse ci saremmo riusciti, dal momento che proveniamo dalla fondazione di altre due scuole ad orientamento steineriano, dalle quali abbiamo imparato limiti e punti di forza di una realtà steineriana. Siamo stati motivati dalla ricerca di una realtà scolastica migliore per i nostri figli, che rispetti i tempi di apprendimento del bambino; che rispetti il bambino con i suoi singolari talenti; che sia aperta ai genitori e che possa diventare un punto di riferimento per la crescita di chi vi partecipa, bimbi e adulti».
“Il primo fiore” aprirà a settembre 2018 con lo Spazio Giochi per bimbi dai 3 ai 6 anni e la primaria, con l’intento di completare il ciclo.
Petra e Nicola, perché avete scelto di chiamare la scuola “Il primo fiore”?
Qual è la stagione più bella dell’anno? Molti risponderanno la primavera, come abbiamo fatto noi. E la primavera la si capta quando nascono i primi fiori. Ecco, la nostra scuola, forse con un pizzico di orgoglio e vanità di mamma e papà, vuole essere una primavera per i bambini; un luogo dove il bambino può crescere armoniosamente e in equilibrio, avvolto nella natura, quella vera, quella sincera che riscalda il cuore e l’anima.
Su che pedagogia si basa la vostra proposta?
Sulla pedagogia steineriana. La nostra scuola è ad orientamento steineriano con insegnanti ed educatrici esperte che hanno decine di anni alle spalle di insegnamento.
Seguirete altre pedagogie o metodi oltre a quello steineriano?
Non direi, anche se non ci piace definirci “rigidi” e “chiusi” in dogmi e preconcetti. Siamo un’associazione libera con libere persone. Crediamo che ogni scuola sia diversa proprio perché diverse sono le persone che ne fanno parte e certamente è nostra intenzione che ci sia apertura verso ogni suggerimento e/o intuizione che ogni persona possa apportare. Ci teniamo a sottolineare che al centro della nostra realtà c’è e ci sarà sempre il bene del bambino, non gli interessi dell’adulto. Abbiamo intenzione anche di sviluppare un progetto legato alla natura. Per prima cosa, ogni famiglia pianterà un albero per ogni figlio iscritto a scuola, con il suo nome. Ci sarà l’albero di Sofia, di Elena, di Giovanni, di Giacomo, di Andrea, di Mia, di Emma, di Elisabetta, eccetera. I bimbi poi vivranno molto l’esterno, il giardino, il prato, gli alberi, la sabbia (oltre alla sabbiera classica, sarà messa a disposizione dei bimbi un’intera montagna di sabbia). Raccoglieranno i frutti dagli alberi; semineranno nell’orto. Ci saranno le galline nel pollaio e i porcellini d’india in giardino. Poi, ancora, di fronte alla nostra scuola c’è un maneggio e stiamo prendendo accordi per fare in modo che una volta ogni quindici giorni i bimbi vadano lì per vivere la realtà dei cavalli, prendersene cura, cavalcare. Poi, ancora, ci sarà la stagione dell’uva per raccoglierla e pigiarla; la stagione delle marmellate con i frutti dei nostri alberi; la stagione della raccolta delle erbette di campo; le lunghe passeggiate sui colli e alle terme; le gite in piscina per i più grandi e tante tante altre idee. Soprattutto, i bambini vivranno il più possibile l’esterno, con lezioni all’aperto, tavoli e sedie nella primaria sotto gli alberi. Anche i più piccoli staranno molto fuori per vivere a pieno ogni stagione. Insomma, da noi i bimbi si possono, anzi si devono, sporcare.
di Isabella Wilczewski