Un gruppo di genitori, educatori e insegnanti lancia un appello alla ministra dell’Istruzione per chiedere più chiarezza su presente e futuro della scuola.
Un gruppo di genitori, educatori e insegnanti lancia un appello alla ministra dell’Istruzione per chiedere più chiarezza su presente e futuro della scuola.
«L’allarme coronavirus ci ha catapultati in una dimensione spazio-tempo sconosciuta»: così la pedagogista Cecilia Fazioli. «Proviamo a orientarci».
Per una scuola senza voto nel primo ciclo d’istruzione, a partire da quest’anno segnato dal coronavirus: è il documento/appello de la Rete Senza Zaino.
«Il docente è libero oppure non è un buon docente»: così Antonio Vigilante, pedagogista e docente di filosofia.
«L’Italia al tempo del coronavirus può anche essere vista come ambiente in cui si svolge un esperimento sociologico»: l’intervento di Giuseppe Paschetto.
«Seguiamo la rotta del buon senso»: così Ombretta Barbieri, mamma e insegnante Steiner Waldorf, in questo “tempo strano e fermo”.
Proponiamo l’intervento della dottoressa Cecilia Fazioli, pedagogista, facilitatrice e counsellor, già co-fondatrice di una scuola parentale nel Faentino.
«Didattica a distanza, non scuola a distanza: quali strade percorrere per rimanere in contatto»: l’intervento di Marta Monnecchi*.