Che differenze ci sono tra le scuole dei paesi che rientrano nella sfera d’influenza dell’Unione Europea? Ecco il rapporto che ce le racconta.
A rispondere è il rapporto pubblicato dalla rete Eurydice.
Si intitola “The Structure of the European Education Systems 2015/2016 Schematic Diagrams” e ci propone una fotografia dell’organizzazione dei sistemi d’istruzione di 37 Paesi: i 28 Stati membri dell’Unione europea oltre a Bosnia ed Erzegovina, Svizzera, Islanda, Liechtenstein, Montenegro, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Norvegia, Serbia e Turchia. I sistemi educativi presi in esame tuttavia non sono 37, bensì 42, dal momento che in Belgio e Regno Unito l’istruzione è differenziata in base alla geo-politica dei due Paesi.
La pubblicazione offre una panoramica aggiornata all’anno scolastico/accademico 2015-2016. Per ciascun Paese i diagrammi mostrano l’organizzazione del sistema educativo nazionale per cinque livelli di istruzione: educazione e cura della prima infanzia, istruzione primaria e secondaria, istruzione post-secondaria non terziaria e istruzione terziaria.
La prima sezione del rapporto presenta i principali modelli organizzativi esistenti a livello pre-primario e a livello di istruzione obbligatoria. In particolare, l’organizzazione dell’istruzione pre-primaria si distingue in Europa in due principali strutture: una percorso unitario (da 0 a 6 anni) che precede la scuola dell’obbligo e uno che prevede la suddivisione, come in Italia, tra asilo nido e scuola dell’infanzia.
Anche l’istruzione obbligatoria fino ai 12-13 anni viene erogata seguendo un percorso unico (come fanno a esempio i Paesi scandinavi e i Paesi balcanici) oppure suddividendola in segmenti formativi distinti che prevedono un programma di base comune per tutti gli studenti, cosa che avviene nella maggior parte dei Paesi.