Sono già oltre 260 le scuole che hanno aderito al manifesto del movimento delle Avanguardie Educative, che fa capo all’istituto Indire.
Ventidue scuole hanno firmato nel 2014 a Genova il manifesto delle Avanguardie Educative, oggi si avvicinano a grandi passi alle 300. Il movimento è nato grazie all’impulso di Indire, l’Istituto Nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, ente di ricerca del ministero dell’Istruzione.
A spiegare le finalità del movimento è lo stesso presidente di Indire, Giovanni Biondi, in un video-intervento diffuso da Indire.
«Si tratta di un movimento culturale – dice Biondi – che nasce per portare al sistema le esperienze di innovazione che le scuole stanno conducendo da anni. Ma non tutte le esperienze, bensì quelle che possono rappresentare un elemento di rottura del modello tradizionale tayloristico organizzato ancora sulla lezione frontale, sul libro di testo, sul mero ascolto degli studenti e il loro non-coinvolgimento. Siamo in un momento di rottura; oggi i grandi sistemi nati a suo tempo per l’alfabetizzazione di massa pensati per traghettare una società agricola pressoché analfabeta verso una società industriale sono in profonda crisi. E questa crisi è testimoniata dagli studenti stessi, ormai insofferenti nei confronti del linguaggio della scuola, degli orari, dell’organizzazione; ma è testimoniata anche dalla disconnessione che questo tipo di scuola ha ormai in modo irreversibile nei confronti della società che in questi anni ha galoppato; la scuola è rimasta troppo uguale a se stessa, sempre con lo stesso modello trasmissivo, la stessa logica narrativa che informa insegnamenti e materie. Il movimento delle avanguardie educative nasce dunque per portare al sistema e sostenere quelle innovazioni che cercano di superare questo modello».