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Sulle orme di Arno e Andrè Stern

Pubblicato il 31 agosto 2016 0

Maria Pia Sala sta portando avanti a Vicenza un progetto (l’atelier del gioco del dipingere) che nasce dagli studi di Arno Stern.

Si ispira, inoltre, all’Ecologia dell’infanzia di Andrè Stern, figlio di Arno che non è mai andato a scuola. Il progetto è dedicato principalmente ai bambini ma non solo.

È lei stessa che ci spiega da dove è partita e con quale ispirazione per avviare una proposta educativa che si basa sull’accoglienza di ogni bambino con le sue unicità, le sue potenzialità e le sue passioni, e che permette ad ognuno di mantener viva (o di recuperare se si è persa) quella dimensione mentale di gioco che favorisce la fiducia in se stessi, l’autonomia di pensiero, e la forza interiore.

«Anno 2007, viaggio in India; durante i giorni ad Auroville, nel Tamjl Nadu, una sera mi dicono che c’è una conferenza di Steiner – spiega Maria Pia Sala – Tra me e me penso che Steiner è morto da un po’, però visto che parleranno di bambini e di disegno decido di andare comunque perché a me, che ho fatto l’artistico e che ho da sempre avuto una grande passione per lavorare con i bambini, suona interessante. Arrivo alla conferenza e c’è un signore anziano, che non è appunto Steiner, ma Arno Stern, accompagnato dal figlio André (che non è mai andato a scuola!); ha circa 85 anni, piccolino, magrolino, con una grande energia e molto entusiasmo parla e mostra immagini incredibili. Intuisco che parla di qualcosa di molto importante, ma non comprendo davvero le sue parole. Sta dicendo che tutte le persone, indipendentemente dalla razza, dal sesso, dall’esperienza, dalla cultura e dall’età hanno bisogno di disegnare non per fare arte, non per comunicare ma per manifestare quella che in biologia è definita “memoria cellulare”: uguale in tutti. Aiuto! Di cosa sta parlando? Cosa sta dicendo? Ma ciò che mostra è straordinario! Percepisco che dietro a questi discorsi sta uno studio importante che appartiene alla scienza e che pochi conoscono. Stern l’ha definita Formulazione, un fenomeno naturale che spinge ogni essere umano a manifestare la Traccia Naturale universale attraverso il disegno; negli anni ha messo a punto un atelier (il Closlieu) dove, attraverso il gioco del dipingere, la Formulazione trova la sua massima espressione».

«Decido così di approfondire e di partecipare al seminario di una settimana che Stern propone. Ogni giorno sei ore di immagini strepitose (e due di atelier sperimentale) che testimoniano una scoperta scientifica che mi lascia senza parole e che riesco a comprendere davvero fino in fondo solo dopo anni a stretto contatto con le persone di tutte le età che partecipano al Gioco del dipingere nel mio atelier. Torno in Italia e qualcosa dentro di me è cambiato, sento di dover conoscere meglio la Formulazione, di dover dare la possibilità alle persone di dipingere in un atelier come il Closlieu e di divulgare il più possibile gli studi di Stern. Continuo a studiare per capire e dopo qualche anno finalmente mi sento pronta per iniziare l’esperienza: nel 2010 apro un atelier nella mia città, Vicenza. Persone di tutte le età dai 2 ai 65 anni vengono a dipingere e vedo accadere cose entusiasmanti: bambini che non volvevano più disegnare che ricominciano a disegnare con gioia, piccolini di 2 anni che dipingono un’ora ininterrottamente con una grande concentrazione, bambini di 4 anni che partecipano allo stesso gioco di adulti di 50 con naturalezza e armonia, ognuno sul suo foglio, adulti che mi ringraziano perché hanno riscoperto il piacere di giocare, bambini che abbandonano gli stereotipi imposti dagli adulti e liberano i loro disegni ritrovando il piacere di disegnare e giocare. Mi appare evidente che i bambini in particolare, se liberi da condizionamenti, disegnano solo per rispondere ad un bisogno istintivo e per giocare, non fanno arte e non vogliono comunicare, e comprendo quanto importante sia non intervenire mai quando disegnano: né con input, né con giudizi, né con lodi».

«Sono un servente del Gioco del dipingere e proteggo chi dipinge nell’atelier per aiutarlo a liberarsi da ciò che impedisce il gioco: la paura del giudizio, l’esigenza di una gratificazione alla quale è abituato, la fretta che non appartiene alla sua vera natura, il fare solo per eseguire un compito o per dare soddisfazione all’adulto. Conservo con cura i lavori di ognuno affinché non vengano esposti a giudizi. Cerco con tutta la mia energia di seguire le indicazioni di Stern per ricreare un ambiente in cui si gioca per il piacere di fare in quel momento, si dipinge per soddisfare il bisogno di tracciare, ci si relaziona con gli altri senza competizione e senza pregiudizi, si accoglie la diversità come unicità, si lasciano cadere pian piano le paure e ci si lascia andare a gesti spontanei. Un’esperienza che cambia le persone: me in qualità di servente e chi partecipa in qualità di bambino senza età. Un gioco non sempre facile perché sei a tu per tu con te stesso, ma appena riesci a liberarti dai condizionamenti finalmente entri in una dimensione nella quale tutto è in equilibrio: ciò che fai con ciò che sai fare, ciò che sei con ciò che tracci, l’incontro con te stesso sul tuo foglio e l’incontro con gli altri alla tavolozza. Con l’esperienza mi rendo conto che Arno Stern ha ragione: affinché accada tutto ciò, c’è bisogno di tempo, di costanza e di continuità, ed è necessario regalare ad ognuno il tempo sufficiente per recuperare quelle dimensioni naturali che tutti stiamo perdendo a causa di un mondo che va nella direzione opposta, dove la fretta, la competizione, la necessità di produrre, di mostrare e di emergere sugli altri hanno ormai la meglio. La maggior parte delle attività a cui i bambini partecipano è molto lontano da quel che accade nell’Atelier del Gioco del dipingere ed è difficile far comprendere agli adulti l’importanza di regalare ad ognuno tempi e spazi dove permettere alla Traccia Naturale di manifestarsi, mettendo in scena un mondo a propria misura, i propri sogni e le proprie preoccupazioni senza interferenze: liberi …come solo i bambini che sanno davvero giocare possono essere».

Info:

L’Atelier della Traccia – Contrà Canove 11, Vicenza

www.atelierdellatraccia.it

info@atelierdellatraccia.it

 

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