“L’estate che verrà – Storie di un’altra scuola possibile” è un documentario di Claudia Cipriani e un progetto dell’associazione Ghiro film.
E’ il ritratto di alcune scuole pubbliche molto diverse da quelle tradizionali e che stanno portando avanti una rivoluzione, necessaria ma ancora sconosciuta. E’ il racconto di un anno intero trascorso in tre scuole, di tre gradi diversi d’istruzione e di tre luoghi diversi del Paese. Il film inizia in autunno in una scuola elementare “Senza zaino” di Milano, prosegue in inverno in una scuola media emiliana e termina in primavera a Salerno, in un Istituto superiore di agraria. «Nel film – spiega Claudia Cipriani – si vede come, tra molte difficoltà e una cronica mancanza di fondi, insegnanti, studenti e genitori portano avanti scelte coraggiose, controcorrente, e realizzano una scuola alternativa a quella più tradizionale, un luogo dove far germogliare piacere per il sapere e autonomia di apprendimento, dove si lavora in gruppo e si è aperti alla diversità. Un modo di insegnare e imparare che non punta solo a rinnovare la didattica ma che cerca di creare una comunità di persone che collaborano, discutono e affrontano insieme i problemi dell’imparare, del crescere, del convivere. Pur essendo ambientato quasi esclusivamente nelle aule e negli spazi dove si insegna/impara, L’estate che verrà diventa un viaggio, appassionante e ironico, lungo l’Italia, lungo le stagioni dell’anno e lungo i sentieri che partono dall’infanzia, attraversano l’adolescenza e arrivano all’età adulta».
Il documentario è frutto di una produzione totalmente indipendente portata avanti dall’associazione Ghiro Film, sostenuta in gran parte da una campagna crowdfunding. Negli ultimi tre anni Ghiro Film ha raccolto informazioni su esperienze di scuola pubblica che stanno rinnovando la concezione della didattica. «Nel documentario ci si è concentrati su tre di esse – aggiunge Claudia – Grazie all’aiuto di insegnanti, genitori e persone attente al tema, che hanno trovato interessante il progetto, l’associazione sta cercando di diffondere il documentario e con esso l’idea di come potrebbe essere la scuola pubblica, la consapevolezza di come alcune scuole stanno già attuando, con grande fatica, una rivoluzione. Diverse associazioni hanno organizzato proiezioni e dibattiti e altre se ne stanno aggiungendo. La speranza è che il documentario possa diventare uno strumento utile per mostrare a docenti e genitori forme e direzioni nuove e alternative a quelle dominanti».
Il trailer