Nasce a Roma “il nido nel quartiere”, educazione all’aria aperta riconosciuta dal Comune; l’idea è nata grazie all’asilo “Nati oggi”.
L’asilo Nati Oggi ha dato vita al “Nido nel quartiere”, progetto educativo autorizzato dal Comune di Roma, nel nascente quartiere del Torrino- Mezzocammino. «Si tratta di un innovativo progetto pedagogico libertario ed ambientale – spiega Anna Cacciamani, ideatrice e promotrice del progetto – che offre ai bambini non solo la possibilità di giocare liberi nella natura dei numerosi parchi della zona, ma anche la concreta opportunità di vivere al di fuori delle quattro mura della scuola proficue esperienze attive e sociali. Andare a fare la spesa al supermercato, incontrare le persone, giocare nella piazzetta del quartiere sono attività educative e sociali che favoriscono nei bambini un’apertura mentale ed un apprendimento significativo».
«E’ possibile vedere i bambini dell’asilo giocare all’aria aperta tutte le mattine, d’estate e d’inverno, col sole e con la pioggia – spiega Simona Pierini psicoterapeuta che si occupa di formazione ad applicazione strategica lavorando sulle emozioni – Educatrici ed educatori li guidano alla scoperta del contesto sociale e naturale. Se ne vanno cantando con le tutine impermeabili ed i loro fantastici fratini gialli. Tutti i bambini delle sezioni dei medi e dei grandi in fila indiana con le manine alla corda. Mentre per i più piccoli, che ancora non sanno camminare. il nido ha messo a disposizione due grandissimi passeggini, ognuno di 8 posti. Sperimentare liberamente è il dovere etico dell’educazione di “Nati Oggi” ed è al livello cognitivo sostanzialmente la condizione indispensabile per agevolare nei bambini la capacità
dell’autoapprendimento. Si impara facendo! E’ impossibile non ammirare la forza e la bellezza di questo percorso educativo all’aria aperta, una sperimentazione educativa continua per cambiare il modo di pensare, promuovere la cultura dell’incontro, dell’integrazione, della condivisione, del fare, dell’andare, dello scoprire, del giocare insieme con una sola e semplice regola: amare i bambini e stare a fianco delle loro esigenze. Il bambino deve percepire il mondo esterno come piacevole, interessante e curioso e non viverlo con ansia e come luogo pericoloso. Il ido nel quartiere non si limita soltanto ad essere l’espressione di una innovativa pedagogia funzionale, ma anche e soprattutto è quello che definirei un progetto di vita educante».
Ma come nasce questo percorso educativo libertario, ambientale e sociale? L’idea prende spunto dallo studio della pedagogia libertaria e degli orientamenti educativi presenti in nord Europa. Grazie ad un viaggio in Finlandia di Anna Cacciamani, coordinatrice pedagogica del Nido, ha preso sempre di più forma questa straordinaria educazione. «Il viaggio studio è stato unico nel suo genere- racconta Anna Cacciamani – vedere scuole, dai nidi alle medie adottare una formazione funzionale che parte dalla sperimentazione attiva e dal tessuto sociale mi ha molto colpita. Al ritorno a Fiumicino mi sono detta: voglio provarci! I bambini ad Helsinki colorano ogni giorno piazze e periferie, strade, quartieri e parchi,mercati e supermercati, cinema e teatri . Vedi questi bambini in giro per la città. Sono una danza di piccole anime che non stupisce la popolazione. I bambini lì sono il punto di partenza su cui costruire il sistema. Abbiamo visitato 8 asili e scuole tutti comunali e convenzionati, in ognuno con una grande organizzazione interna vi erano gruppi che giravano la città o i boschi. Temperature sotto lo 0 e con perlopiù pioggia. Quando sono andata a parlare con I rappresentanti delle istituzioni ad Helsinki, il dirigente delle politiche educative mi ha detto che il futuro sono i bambini , se partiamo da loro cambiamo la società. Dopo questo viaggio è cresciuta ancora di più la ferrea volontà di provare a cambiare la mentalità educative all’interno delle istituzioni anche in Italia. Indubbiamente il grande merito di Nati Oggi è quello di aver avuto il coraggio non solo di creare una educazione innovativa, ma di averla saputa proporre al vaglio delle politiche educative. Non si può soltanto criticare l’educazione istituzionale senza almeno provare ad evolverla. Cambiamenti importanti nel pensiero pedagogico stanno avvenendo grazie all’impegno di tante persone che credono nella proposta di una scuola
differente.. Il nido nel quartiere è la testimonianza di questo impegno, di voler cambiare direzione al livello istituzionale nel sistema formativo italiano. Nonostante le difficoltà iniziali legate a titubanze e freni culturali, il progetto è stato approvato dal Comune di Roma ed è ora al suo terzo anno di vita. Il Comune, dopo aver potuto osservare in pratica non solo la validità, ma anche la bellezza di una outdoor education nel tessuto sociale e cittadino romano, non ha potuto non legittimare l’orientamento pedagogico. L’asilo Nati Oggi vuole offrire l’alternativa ai nidi tradizionali tramite la costruzione di una pedagogia dinamica, basata sulla libertà di espressione, esplorazione e movimento all’aria aperta. Ma la scuola non offre soltanto una dinamica educazione all’aria aperta ad orientamento libertario ed ambientale, ma anche una ricca offerta educativa all’interno della struttura. Educazione alla libertà, educazione al movimento, rispetto dell’ambiente, arte del riciclo, uso degli elementi naturali, interculturalità, valorizzazione delle diversità,, alimentazione attenta a tutti I tipi di orientamenti e svezzamenti e soprattutto educazione all’arte, alla lettura ed alla musica tramite specifici laboratori. Ma la chiave del successo di questo orientamento educativo è la continua sperimentazione pedagogica che fanno di questa struttura uno degli asili più all’avanguardia di Roma».
E’ Martina Coco, educatrice della sezione dei “Medii” del Nido e responsabile dell’atelier del “posto delle storie”, a spiegare quali sono i laboratori. «Gli atelier attualmente presenti al Nido sono tre: il posto delle storie, l’attelier della musica e dell’arte che si divide in educazione artistica che riguarda le tecniche ed I tipi di pittura e le attività manipolative di materiali naturali ed artificiali con il conseguente riciclo degli elementi naturali.Per quanto riguarda la mia specifica attività reperisco I libri presso la biblioteca comunale PierPaolo Pasolini, facendo sempre molta attenzione nella selezione delle storie da proporre ai bambini. I libri sono scelti per fascia d’età e valuto attentamente sia il messaggio educativo sia il lavoro svolto dalle educatrici di rieferimento in sezione, in particolare gli obiettivi che hanno con il gruppo classe in modo da poter proporre letture adeguate al raggiungimento di queste finalità. Suddivido la mia attività di lettura in tre tempi :il rito di inizio che presuppone far entrare I bambini in una dimensione fantastica, l’ascolto da parte dei bambini ed infine la loro attiva partecipazione tramite la lettura nelle mani dei bambini». I laboratori vengono realizzati durante la mattina in modo che tutti i bambini del nido possano partecipare. A parlarci dell’organizzazione educativa interna dell’asilo è Lory Dimitri, educatrice della sezione dei “grandi” e responsabile dell’artelier della musica. «Quest’anno abbiamo
pensato di dedicare una settimana ad ogni attività in modo che ogni sezione perda soltanto un giorno a settimana come uscita nel quartiere. Mi occupo dell’educazione alla musica, all’ascolto attivo, alla conoscenza degli strumenti musicali, al saper distinguere I vari ritmi, le pause, I suoni. Per ogni attvità ci prefiggiamo degli obiettivi sia legati ai singoli bambini sia allo specifico gruppo classe nel rispetto delle capacità cognitive legate all’età. Riteniamo che il dialogo, la condivisione e lo scambio siano il motore per una pedagogia efficace. Perciò anche tra noi nel gruppo educativo scambiamo continuamente opinioni, idee e proposte riguardo i bambini per rendere i laboratori più mirati e meno standardizzati. L’interesse comune è quello di realizzare una educazione efficace accogliendo le esigenze del singolo bambino».
«Tuttavia il cuore educativo dell’asilo rimane l’educazione alla libertà, all’espressione, alla comunicazione e al movimento. Nati Oggi vuole combattere all’interno delle istituzioni la mentalità diseducativa del non fare, del non andare, dello “stai fermo che è pericoloso”, purtroppo insito nel tessuto culturale italiano – aggiunge Cacciamani – Il movimento agevola l’apprendimento,lo stare bene, la salute psicofisica dei bambini. Perciò ritengo che sia ora di contrastare la cultura della disciplina e del controllo che ha limitato i bambini in un grave e triste immobilismo fin dai primissimi anni di vita. Nell’educazione odierna il dinamismo ed il movimento, diritti primordiali e naturali dell’essere umano, continuano ad essere negati ai bambini, costretti fin dagli asili nido alla pedagogia del controllo che li imbriglia nella rigidità. I ragazzi italiani sono costretti per l’intera vita accademica dietro ad un banco, in schemi predefiniti che gli negano fondamentali percorsi creativi e semplicemente la libertà di essere. L’asilo Nati Oggi accoglie l’esigenza educativa e naturale del bambino a vivere, esprimersi, giocare e muoversi liberamente e con l’autorizzazione da parte del Comune di Roma del progetto del “Nido nel quartiere” segna un importante punto di svolta, cambiamento ed evoluzione nell’educazione istituzionale».