C’è una scuola a Firenze dove i tre quarti dei bambini appartengono a 19 nazionalità differenti. E qui è nato il documentario “Ti racconto un pezzettino di me”.
La scuola (materna) si chiama “I Rucellai” e accoglie bambini che sono arrivati in Italia da tutto il mondo nella sua sede di via Palazzuolo a Firenze. Inevitabile che dirigenza e insegnanti pensassero a un percorso di interculturalità che ha portato fino alla realizzazione di un documentario. Il successo, a conclusione dello scorso anno scolastico, è stato tale che il personle docente ha deciso di proseguire su questa strada dell’integrazione e della condivisione delle storie personali.
«Innanzi tutto in via Palazzuolo e nel quartiere bisogna venirci. Così si vede con i propri occhi la vivace realtà di integrazione scolastica tra famiglie e bambini che provengono da ben 19 paesi» spiegano le insegnanti Tosca Bassi e Susanna Campesato che con entusiasmo credono e rilanciano ogni giorno gli sforzi di integrazione tra i bambini e le loro famiglie.
«E’ da questo dato che noi insegnanti abbiamo pensato di dedicare la progettazione dell’anno 2016/2017 alla valorizzazione e alla conoscenza delle molteplici culture che colorano la nostra scuola. Ci siamo ispirati a un progetto realizzato sedici anni fa nella stessa scuola quando gli iscritti di origine straniera erano un terzo, oggi ne registriamo i tre quarti».
“Ti racconto un pezzettino di me” è il titolo del progetto, divenuto poi documentario, che ha visto una eccezionale collaborazione tra genitori e insegnanti che si rinnova e si consolida tutti gli anni attraverso attività laboratoriali di vario tipo.
«E’ stato un progetto ambizioso che ha rappresentato un vero e proprio viaggio nel mondo, attraverso l’immersione in paesaggi, musiche, danze, profumi – proseguono le insegnanti – Le guide di questo viaggio sono stati i genitori che ogni settimana sono venuti a scuola a presentare il loro paese d’origine divenendo così protagonisti per un giorno. Dal mese di gennaio ogni settimana è stato presentato un paese diverso, con una scansione organizzativa ben precisa. Siao così riusciti a valorizzare ciascuna cultura presente nella scuola, a rafforzare l’identità di ciascun bambino e bambina rendendolo orgoglioso delle proprie origini e siamo divenuti comunità educante».
La regia e il montaggio del documentario sono stati effettuati da Giovanni Polisano, «che con la sua sensibilità e competenza – spiegano Tosca e Susanna – è riuscito ad entrare perfettamente nello spirito del progetto realizzando un prezioso documento che custodisce emozioni, ricordi, vite, principi e speranze per un futuro migliore».