La Regione Toscana è nel comitato organizzativo di Didacta, la fiera della didattica che si tiene a Firenze dal 18 al 20 ottobre. Una scelta di campo.
«La Toscana punta molto sull’educazione, per questo siamo nel comitato organizzativo di Didacta, alla sua seconda edizione» spiega l’assessore all’istruzione della Regione Toscana, Cristina Grieco.
Didacta, dopo il successo del 2017, torna alla Fortezza da Basso a Firenze dal 18 al 20 ottobre ospitando numerose proposte per il mondo della scuola e dell’apprendimento.
«Si sta facendo molto negli ultimi anni per rendere il sistema scolastico più rispondente a quelle che sono le esigenze e le sollecitazioni che i nostri tempi richiedono – spiega Grieco – Diversi sono i versanti su cui la scuola avrebbe bisogno di un ripensamento e non solo sul fronte della didattica e delle metodologie, ma anche sulla capacità organizzativa, sul rapporto tra tutte le sue componenti e con i soggetti del mondo esterno, con i quali dovrebbe trovare una relazione costante. Occorre una scuola più dinamica e più dialogante, che sappia stare al passo ed interpretare i cambiamenti del mondo che la circonda».
«Questo anche per riuscire a tenere insieme il rapporto con i propri studenti, perché le nuove generazioni hanno modalità di percezione e di apprendimento sempre diverse, con le quali ci si deve saper confrontare – prosegue l’assessore – Anche una manifestazione come Didacta può dare un grande contributo in questo senso: uno spazio in più per parlare di scuola, per confrontarsi e riflettere sulle tematiche educative e anche per presentare ciò che di meglio mette a disposizione il mercato del settore».
Anche “Tutta un’altra scuola” parteciperà a Didacta con una propria postazione e un angolo incontri che ospiterà ventotto esperti nei tre giorni della manifestazioni. QUI IL PROGRAMMA
In Toscana ci sono diverse iniziative che mettono al centro il soggetto che apprende. Ce ne parla sempre l’assessore Grieco: «Esperienza positiva è quella che mette la scuola in costante dialogo e coprogettazione con il territorio attraverso la governance dei nostri PEZ -Progetti Educativi Zonali- che, concepiti come risposta integrata ai bisogni dei territori, permettono la realizzazione di attività rivolte ai bambini e ragazzi dai 3 mesi ai 18 anni di età e intervengono per prevenire e contrastare la dispersione scolastica, promuovendo l’inclusione di disabili e stranieri e contrastando il disagio scolastico, nonché per promuovere esperienze educative durante la sospensione del tempo scuola, agendo anche per qualificare il sistema dei servizi per la prima infanzia in una dimensione di continuità educativa a zero a sei anni».
«In questo contesto si lavora per integrare tutte le esperienze, anche mettendo in gioco metodologie innovative come l’apprendimento cooperativo, l’educazione tra pari e l’esperienza diretta e responsabilizzazione di ognuno – prosegue Grieco – Abbiamo lavorato su iniziative attorno alle quali si sono create Reti di scuole. Si pensi ai Laboratori del Sapere Scientifico con una Rete che coinvolge oltre 90 scuole, di ogni ordine e grado, per realizzare gruppi permanenti di ricerca/innovazione, con la costruzione, monitoraggio e valutazione di percorsi didattici innovativi nell’ambito dell’educazione scientifica e matematica per garantire il successo nella formazione degli studenti e contrastare la dispersione scolastica. Gli insegnanti coinvolti fanno attività di formazione, ricerca, progettazione, realizzazione didattica e documentazione delle esperienze didattiche innovative, raccolte nella piattaforma regionale web dedicata, con lo sviluppo ogni anno di un progetto specifico per l’approfondimento della metodologia LSS per l’insegnamento e l’apprendimento delle discipline STEM Science, Technology, Engineering e Math».
«Ulteriore progetto della Regione Toscana da ricordare è Senza Zaino che nasce dall’idea di realizzare una scuola diversa da quella tradizionale che è normalmente impostata sull’insegnamento trasmissivo e standardizzato impartito nei tipici ambienti definiti cells & bells (celle e campanelle), unidimensionali. Senza Zaino invece mira alla costruzione della scuola come comunità, luogo di condivisione, di cooperazione e co-costruzione del sapere attraverso la promozione di ambienti didattici innovativi e ruota attorno a concetti chiave quali: responsabilità, comunità, ospitalità. L’esperienza in pochi anni si espande nella nostra regione fino a costituire la Rete delle Scuole aderenti al progetto a livello nazionale, per diffondere il Modello Senza Zaino attraverso percorsi di formazione per docenti e formatori, il coordinamento zonale, la modernizzazione delle strutture di supporto, percorsi di accreditamento e certificazione e attività di valutazione».
Assessore, si moltiplicano anche i pareri critici verso l’uso sempre più massiccio della tecnologia digitale a scuola; è una direzione ineluttabile o ritiene sia necessario gestire questa tendenza per evitare gli eccessi soprattutto nelle età più precoci?
«La tecnologia digitale non è “buona” o “cattiva”: è uno strumento contemporaneo e dobbiamo sfuttare al meglio le sue preziose potenzialità, riuscendo ovviamente a prevenederne e contrastarne le storture. Nelle scuole i nostri ragazzi realizzano molte attività grazie -anche- alle novità tecnologiche inserite in un processo educativo ben costruito. Un esempio è dato dall’esperienza degli interventi nell’ambito delle azioni a supporto dei poli tecnici professionali, nella logica di sviluppo della strategia regionale Industria 4.0, negli ultimi tre anni scolastici sono state sperimentate forme di didattica laboratoriale innovativa nelle materie di base per gli istituti tecnici e professionali partecipanti alle reti dei poli (l’attività è svolta in collaborazione con Indire). Inoltre, nei progetti finanziati dal Fondo Sociale Europeo 2014/2020 per il rafforzamento dell’offerta formativa degli istituti tecnici e professionali, la didattica laboratoriale è svolta in codocenza da insegnanti e personale delle imprese delle filiere strategiche, costituisce il cuore degli interventi ed è finalizzata alla definizione di una sempre più consistente alleanza formativa tra scuola e mondo del lavoro».