“Tutta un’altra scuola” aderisce al documento redatto dalla Rete informale dell’educazione all’aperto: «Non vincoliamo tutto al solo rischio sanitario».
La rete informale che ha redatto e sottoscritto il documento vede al proprio interno numero realtà educative che in Italia hanno scelto il percorso della pedagogia del bosco, dell’educazione esperienziale e dell’outdoor education.
Anche noi di “Tutta un’altra scuola” abbiamo deciso di sottoscrivere il documento (che trovate scaricabile in fondo all’articolo) che si fonda su un’analisi chiara, ragionevole e ponderata.
«Pensiamo che il compito primario e irrinunciabile dei contesti educativi sia tutelare i bambini e i ragazzi perché abbiano esperienze e relazioni conformi ai loro bisogni fisiologici per una crescita e uno sviluppo sano dal punto di vista psico-fisico” si legge nel documento.
E ancora: «Abbiamo letto con attenzione le “Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e di gioco per bambini e adolescenti” elaborate dal Dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei Ministri e il “Documento tecnico sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico” inviato dal Comitato Tecnico Scientifico al Ministero dell’Istruzione ed al Ministero dell’Università e della Ricerca per contenere il rischio sanitario da covid-19 e ne accogliamo la direzione generale verso l’attenzione a misure preventive per contenere nuovi potenziali contagi».
«Allo stesso tempo, ci sembra necessario sottolineare che non possiamo fondare i nostri progetti educativi solo su principi di prevenzione del rischio sanitario: un’efficace gestione del rischio dovrebbe scaturire da una riflessione interdisciplinare che consideri le implicazioni sociali, ecologiche, pedagogiche ed etiche di ciascun intervento; ove sia invece fondata su norme e procedure standard, che si soffermano su singoli aspetti specifici, si mostra inefficace, paradossalmente creando nuovi e diversi rischi. Dobbiamo prendere atto che non c’è UN rischio, ma tanti, a seconda dei punti di vista e delle situazioni. Accanto al rischio sanitario, dobbiamo anche prendere in considerazione quelli educativi, sociali, lavorativi, economici».
«Per attuare misure che siano ben ponderate e misurate alla realtà dei contesti di applicazione, devono essere tenuti in conto i pareri di coloro che i questi contesti vivono e lavorano, e che li studiano. Come genitori, insegnanti, educatori e ricercatori vogliamo far presente l’importanza di includere il nostro punto di vista, e, ancora più importante, quello dei bambini e ragazzi che a scuola e nei contesti educativi passano una porzione significativa del loro tempo».
Per leggere il testo integrale dell’appello:
https://