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I bimbi della Scuola di Titù

Pubblicato il 14 dicembre 2015 10

Si trova a Treviso, la Scuola di Titù, e nasce da un gruppo di genitori che sognano una scuola diversa e l’hanno anche realizzata!

Si sono messi a pensarne una a misura di bimbo, convinti che le esperienze, i sentimenti e i pensieri in cui i bambini sono circondati, determineranno le qualità dei futuri adulti che saranno. Il passo successivo è stata la creazione di Ambrosia Onlus, cooperativa sociale senza scopo di lucro, in capo alla quale, nel settembre 2013 è nata la nuova realtà scolastica. Comincia così l’avventura di dieci bambini e un maestro visionario e appassionato, di provenienza steineriana, ma che a Steiner non intende limitarsi. Ad oggi la Scuola di Titù conta più di 50 bambini, 10 maestri e diversi collaboratori, strutturata in Giardino d’Infanzia (Stella di Titù), Elementari e Medie. A parlarne, per spiegare com’è organizzata questa scuola, sono i genitori che l’hanno fondata.

Su quali pedagogie e stili educativi si basa?

La definizione scelta è quella di scuola-laboratorio, in continuo mutamento, dove il dialogo e la collaborazione tra insegnanti e genitori è costante, rifiutando la rigidità di un modello unico. Tuttavia la pedagogia principale di base è quella Waldorf, tenendo come riferimento anche lo stile libertario.

Stile libertario in ambito pedagogico, cosa significa per voi?

Per noi è il tentativo di rinunciare a ogni forma di moralismo, di aspettativa e di costrizione verso i bambini. Le regole sono essenziali per il buon svolgimento della vita di classe e di istituto ma, nei limiti consentiti per le diverse età, andranno possibilmente comprese e condivise da chi le deve seguire. Questo atteggiamento non contraddice quello che nella pedagogia Waldorf viene definito il “principio dell’amata autorità”: infatti è proprio attraverso “l’amata autorità” che il bambino comprende, fa proprie e accetta le regole proposte dall’insegnante o da altri compagni in una situazione di “autoregolazione creativa”. Le regole vengono condivise, si lascia spazio alla discussione, si accettano proposte di soluzioni diverse. E questo genera maggior coinvolgimento e condivisione, quindi un’accettazione profonda.titu pagina
Altro ambito fondamentale di applicazione dello stile libertario è la valutazione delle verifiche, delle competenze e del comportamento. Sostanzialmente lo stile libertario mira a fornire all’adulto che verrà, un maggiore senso di responsabilità e di empatia nei confronti del mondo e degli esseri che lo abitano, partendo dall’ipotesi che solo ciò che è stato elaborato e conquistato in libertà è fecondo e duraturo.

Cosa comprende il piano di offerta formativa per le elementari e medie?

Il P.O.F. (piano di offerta formativa), comprende tutte le materie previste dal curricolo statale, ma si coltivano in modo equilibrato le sfere della mente, del cuore e delle mani, in modo unitario, sia con materie scientifiche e umanistiche, sia con materie artistiche e manuali. Si valorizza così una crescita armonica e gioiosa, nella convinzione che la cultura non possa prescindere da musica, arte, lavoro manuale e teatro. L’inglese e il lavoro manuale vengono praticati tutti i giorni. Le materie artistiche come pittura, modellaggio, musica, recitazione e teatro, vengono proposte nel pomeriggio, dopo il pranzo, quando è più difficoltoso affrontare le materie più concettuali. Il tutto si svolge in un ambiente confortevole, sano e creativo, dove grande attenzione è posta ai giochi e ai materiali così come alle attività e al cibo.

Giardino d’infanzia; parliamone un po’.

Accogliamo il bambino piccolo cercando di ricreare e dare continuità al calore familiare. Il ritmo, l’imitazione e l’ambiente vengono riconosciuti come i fondamenti del giardino d’infanzia Stella di Titù. Il ritmo aiuta i bambini ad accettare il cambiamento e a percepire lo scorrere del tempo. Anche le attività legate alle stagioni e alle festività celebrano il ritmo dell’anno, mentre quelle giornaliere sviluppano il senso di sicurezza e la fiducia nell’ambiente che li circonda. L’imitazione è la modalità con cui i bambini, grazie ad un esempio da seguire, crescono e imparano. Il coordinatore didattico sottolinea l’importanza di creare un ambiente sereno e un rapporto di fiducia: “La crescita dell’essere umano avviene nello stesso modo in cui avviene la crescita di un seme nel terreno: è la qualità del suolo che fa la differenza”. Il profondo rispetto per il bambino come essere umano e cittadino del mondo di domani è alla base di tutto.

Cosa vi attende con il Progetto Cantù?

L’attuale sede, scelta perché era edificio scolastico a norma che permetteva l’inizio delle attività senza investimenti cospicui, si è fatta sempre più stretta ed è nata la necessità di spazi più ampi e adeguati. Abbiamo partecipato e vinto il bando del Comune di Treviso per l’assegnazione dell’immobile delle ex Scuole Cantù, a ridosso del centro storico, ampio e con un bellissimo cortile. Ma è nato un problema, come fa una scuola che si autofinanzia unicamente tramite le rette scolastiche, a sostenere i costi di un restauro impegnativo? Anche qui la soluzione è un’idea semplice e grandiosa insieme: il restauro sociale a costo zero.

Restauro sociale a costo zero, di che si tratta?

Si chiede poco da tanti, si chiedono materiali, si chiede alle aziende di partecipare al recupero e alla riqualificazione di un edificio storico per il più nobile degli scopi: educare e crescere bambini. Il nostro gruppo ormai nutrito di famiglie e maestri insegna ogni giorno ai bambini a impegnarsi per realizzare i loro progetti e sa che un sogno condiviso ha molta più forza del sogno di uno. Recentemente si è aperta anche la campagna di crowdfunding per il finanziamento del tetto. QUI per partecipare.

Che progetti intendete sviluppare nella futura scuola?

Oltre a trovare gli spazi adeguati per fare scuola, si desidera mantenere attivo un luogo storico e, scopo ancor più ambizioso, riqualificarlo e aumentarne il valore; trasformarlo in un luogo vivo, accessibile, utile alla comunità. Ciò significa anche utilizzare gli spazi a disposizione per fare non solo attività scolastica, ma anche coinvolgere le famiglie della scuola così come quelle esterne in mostre, convegni, concerti, spettacoli, corsi e tutto quanto può essere utile alla crescita della cittadinanza e alla sua aggregazione. Non solo mantenimento dunque, ma valorizzazione e condivisione. Inoltre, si vuole continuare ad ospitare il Circolo anziani di Santa Maria del Rovere che si vedeva già sfrattato e ora invece sogna il sogno di Titù. Sono diversi gli ambiti nei quali Scuola di Titù ha già cominciato a fare formazione nel senso più ampio del termine, e per i quali può portare in dote le competenze, le persone, l’organizzazione:

  • cultura dei vecchi mestieri e delle abilità artistiche manuali: si sono svolti corsi sia per bambini che per adulti, di cucito e di modellaggio della creta. Falegnameria e cura del verde sono attività che rivestono grande importanza cui partecipano sia i genitori che i bambini stessi;
  • musica: sono già avviate collaborazioni con Paola Pascolo dei “Doremissimi”. Scuola di Titù ha inoltre un proprio coro che vorrebbe aprire alla partecipazione esterna;
  • teatro: collabora con la scuola l’associazione teatrale di Valentina Paronetto e Nicola Mattarollo;
  • dibattito sui temi educativi: si sono tenute conferenze su svariati temi, invitando esperti e stimolando un confronto aperto anche sulle difficoltà educative che incontrano le famiglie oggi.

Tra gli insegnati della scuola c’è anche Mariacristina Tortora che prima di arrivare nella Scuola di Titù ha fatto un’esperienza con Alice Project. Alice Project è un’associazione non governativa (NGO) regolarmente riconosciuta dal governo Indiano che mira a una proposta educativa per le società pluraliste e multireligiose. Il progetto, consultabile sul sito dell’associazione, si prefigge di “ aiutare gli studenti a conoscere la realtà esterna e interna, senza discriminazione (una più importante dell’altra), e sviluppare alcune qualità della mente come visualizzazione, immaginazione, concentrazione e memoria (che molti adulti hanno perduto per mancanza di esercizio nella loro infanzia)[…] recuperando, se possibile, le “qualità perdute” e prevenire la frammentazione della personalità e dell’intelligenza. Così come il Progetto Alice va oltre le divisioni di nazionalità, casta, religione e cultura, per realizzare una società multiculturale e pluralista, allo stesso modo, a livello personale, trascende le divisioni psicologiche create dai conflitti mentali per la formazione di una personalità armonica con una visione comprensiva del mondo. Da questa Unità sorgerà spontaneo il rispetto della diversità in ogni forma essa si manifesti. Dalla comprensione del sé, del mondo interno ed esterno deriverà una nuova cultura, quella della pace, della solidarietà e della tolleranza”.

L’esperienza di Mariacristina Tortora con Alice Project

«Dopo aver partecipato a due seminari teorici con la responsabile italiana del progetto Luigina De Biasi, ho avuto l’occasione di andare in India precisamente a Sarnath, vicino alla città santa di Shiva, per vedere , sperimentare e assaporare la realtà concreta del progetto – spiega Mariacristina – Ho trascorso un mese nella scuola, insegnando ai bambini dell’ asilo e proponendo un seminario parallelo agli insegnanti. Nella scuola si sta bene, si respira un clima di grande accoglienza e apertura. Ci si incontra ogni mattino nel cortile, di fronte allo stupa buddista , al tempio induista e a una bellissima  statua della Madonna e si canta tutti insieme. Poi si va in classe e nonostante i 900 alunni non c’è mai caos. L’esperienza con gli insegnanti poi è stata davvero bella. Dopo un mese di lavoro sul corpo e le sue capacità espressive, si era creato una bella atmosfera e apertura tra noi. Nella scuola è inoltre presente un piccolo gruppo di residenti Chakma, fuggiti dal Tibet perché perseguitati religiosi, Alice Project offre un aiuto anche a loro. Questa esperienza è stata fondamentale per me, imparando sia dai bambini che dagli adulti. Ho portata a casa la volontà di fare meglio, la volontà sempre più forte di portare una visione nuova del mondo, fatta di fratellanza, non solo predicata ma vissuta ,condivisa e compresa e di portarla innanzitutto ai bambini».

di Isabella Wilczewski

 

 

 

 

 

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10 Comments


  • Silvia 15 dicembre 2015

    Tutto questo è uno spettacolo, e mi piacerebbe moltissimo poter offrire a mio figlio un’opportunità simile, un diverso occhio sul mondo e su se stesso, una visuale alternativa della scuola e una possibilità di crescita diversa. Tuttavia, purtroppo, i costi sono proibitivi. Bisogna anche ammettere che una scuola così non è alla portata di tutti.

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    • Moriella 15 dicembre 2015

      Silvia,
      Grazie per le belle parole. Ti invitiamo a conoscerci, il costo non è mai stato e non sarà mai un ostacolo per accogliere un bambino. In una scuola come questa che è anche una comunità ci sono tante altre opportunità.

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  • lalla 15 dicembre 2015

    peccato che queste iniziative siano spesso se non sempre per pochi economicamente benestanti

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    • una mamma 16 dicembre 2015

      Ciao Lalla, sono una mamma della Titù. Se vieni a trovarci scoprirai che non ci sono per niente solo benestanti, socialmente la Titù è molto varia, Si, queste realtà si sostengono solo con le rette dei genitori, ma è anche vero che ci sono famiglie che contribuiscono con tempo, lavoro o si trovano soluzioni insieme…

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  • francesca mussoi 16 dicembre 2015

    ho sempre insegnato ora sono a casa causa ….forza maggiore ma mi picerebbe visitare la vostra realtà

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    • Segreteria Titù 16 dicembre 2015

      Francesca grazie, puoi scrivere a segreteria@scuoladititu.it o chiamare allo 0422 308167

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  • SILVA 16 dicembre 2015

    Bellissimo progetto…ho letto il meraviglioso libro Alice Project: A scuola di felicità e decrescita e conosciuto la sua autrice Gloria Germani ….. è bello sapere che c’è tanto positivo fermento nella nostra zona…….fa ben sperare per le future generazioni! Anch’io ho una bimba….Alice che ha appena compiuto 3 anni l’ho iscritta alla Scuola Steineriana La Cruna di Zoppè di San Vendemiano, a gennaio farà l’inserimento, ma mi piacerebbe approfondire la vostra conoscenza ed in particolare quella con la Sig.ra Mariacristina Tortora. Potreste cortesemente segnalarmi anche via mail o su facebook (mi trovate come SILVA GOBBI) i prossimi incontri presso la scuola? Grazie

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    • Segreteria 16 dicembre 2015

      Ciao Silva,
      I prossimi open day sono: 16/1 e 20/2. La segreteria è comunque aperta tutte le mattine e siamo sempre contenti di incontrare nuove famiglie.

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  • Amelie 17 dicembre 2015

    E questo è il paradosso di questo tipo di scuole dove infatti non è scuola “inclusiva” ma esclusiva per chi può permetterselo.

    Purtroppo in Italia è così specialmente al nord, ma non solo in Italia.

    E dire che i soldi non sono mai stati ostacolo nell’inserire un bimbo in queste scuole non è affatto veritiero…

    Personalmente ritengo “l’educazione scolastica” e specialmente kindergarten e primi anni, un bene che va dato a tutti i bambini che va condiviso indifferentemente.

    .. Tante belle frasi ma Il gruppetto è di genitori discontenti con ovvio tempo danaro e ovviamente giusti contatti (!) e la scuola servirà un altro gruppetto di genitori discontenti con danaro e giusti contatti e così via… E così il perpetuarsi della storia… E il creare queste divisioni di classe anche tra bambini perche’ chi va in queste “scuole” e’ bambino libero e felice, mentre chi va alle statali non e’ piu’ bambino, no perde l’innocenza e la libertà dell’essere bambino.. Ahh! Questa idea del “lived in a bubble”…

    Per carita’ la scuola è bella e interessante, ma tutto qua.

    Ci sono aspetti che non vengono neanche valutati e che stanno nei diritti del bambino.
    Non credo avete nessun interesse invece a creare una vera scuola, Waldorf, che di base accomuna tutti che da’ opportunita’ a tutti i bambini, la liberta’ dell’apprendere del bimbo in quanto individuo, di trasformare la sua esperienza in conoscenza, in quanto bambino felice o infelice, di vario estratto sociale e capacità fisiche e intellettive, una scuola olistica, una che davvero coinvolga la communita’.
    Questa per me e’ la buona scuola questa e’ la bella scuola, ma non esiste questa volonta’…

    Per cio’ ritengo l’articolo, e tutto il resto mediocre.
    Bene che esistiate ma non esaltate il mondo dei bambini perché non è all’altezza loro, è un mondo creato da adulti per soddisfare gli adulti… Ovviamente un certo gruppo di adulti.
    … I bimbi in fondo hanno grandi capacità di adattamento, che sia scuola di Tito o Pubblica.

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  • Mauro 17 dicembre 2015

    Ciao Amelie, non abbiamo ben compreso le argomentazioni che hai messo sul tavolo. Hai avuto modo di entrare in contatto con qualche genitore che sta seguendo il progetto come base per le tue argomentazioni?
    Se ti va puoi approfondire il progetto sul nostro sito (http://www.scuoladititu.it) oppure venire a trovarci. Nella nostra testa il bambino, e non i genitori, sono al centro del nostro progetto. E piu’ aperta potrà essere, piu’ saremo contenti. Stiamo lavorando per questo. Speriamo di riuscirci. 🙂 Un papà della scuola.

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