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L’Officina del Fare e del Sapere

Pubblicato il 13 settembre 2019 0

È suonata il 9 settembre la campanella della scuola media parentale di Gubbio, Officina del Fare e del Sapere promossa dall’associazione La Chiocciola.

L’associazione ha ideato un centro di educazione sperimentale per i ragazzi che con il nuovo anno scolastico sono tenuti a frequentare la scuola secondaria di primo grado.

L’idea nasce da un gruppo di genitori che, un anno e mezzo fa, si sono attivati per dare vita ad un progetto sperimentale che potesse rispondere alle esigenze educative dei propri figli. “Siamo stati seguiti dalla pedagogista Nicoletta Sensi con grande sensibilità ed esperienza. Con lei abbiamo fatto un lavoro preliminare sul nostro gruppo di genitori mirato ad identificare la nostra visione dei figli, di come sono e di come potrebbero diventare da grandi se avranno l’aiuto necessario. Siamo poi passati ad identificare una visione antropologica comune dei nostri ragazzi che percepiamo come esseri multidimensionali, dove ogni dimensione – fisica, emozionale e spirituale – ha bisogno di una cura specifica e cosciente. Dopo aver approfondito le diverse esperienze pedagogiche in Italia, da cui abbiamo tratto spunti per costruire la nostra scuola dei sogni, abbiamo trovato gli insegnanti e altri genitori si sono uniti a questa avventura ” spiega Fabio Artuso tra i genitori promotori della scuola.

Il progetto ha una fonte ispiratrice precisa: ”L’officina del Fare e del Sapere si rifà ai principi dell’Educazione Diffusa di Paolo Mottana dell’Università Biccoca di Milano” spiega Artuso. “. Il Professor Mottana è già stato da noi alcune volte e continuerà a seguire il progetto in futuro. Non mancano nel nostro approccio anche alcuni elementi della pedagogia steineriana e montessoriana. L’educazione emozionale avrà un posto speciale nel programma didattico, così come l’outdoor education. Con l’aiuto di specialisti, ogni ragazza e ragazzo sarà al centro di un piano di sviluppo personalizzato, focalizzato sulle sue potenzialità e sulle sue debolezze per sviluppare un pensiero consapevole e critico e dare un supporto alla sua crescita fisica, mentale ed emozionale. I nostri figli saranno supportati a diventare giovani adulti sperimentandosi nella società e misurandosi con tutto ciò che li circonda.”

Un’esperienza educativa che proietta i giovani verso la città e i suoi abitanti non può prescindere dal contatto con le istituzioni e con le associazioni del territorio: “Il nostro progetto è incentrato sull’idea di officina. Usciremo dalla forma tradizionale di scuola tra quattro mura e ci proietteremo verso la città ed i suoi saperi e saper fare. L’apprendimento vero avviene solo se c’è interesse ed entusiasmo da parte dei ragazzi. Partiamo quindi dalle visite e dalle esperienze dirette per poi tornare in aula e fare gli approfondimenti con esperti che agganceranno le lezioni alle visite/esperienze. In pratica, un giorno a settimana si passa nel bellissimo centro storico di Gubbio, dove i ragazzi fanno esperienza di lavoro nei laboratori degli artigiani, possono scegliere tra diverse opere di volontariato e anche gestire un loro spazio attraverso il quale interagiranno con i cittadini. È quindi un’officina nella quale plasmeranno le loro conoscenze mossi dall’entusiasmo più che dall’obbligo scolastico”.

Una scuola della comunità e per la comunità che a sua volta dona i suoi saperi ai più giovani rendendoli protagonisti di oggi e di domani. In che modo?

“Questo è un progetto non solo aperto verso la città ma che si pone anche l’obiettivo di sperimentare una nuova interazione tra grandi e piccoli nel tessuto cittadino. Abbiamo sfondato delle porte aperte con l’Amministrazione Comunale e stiamo infatti discutendo diverse possibili collaborazioni che sono ancora in via di definizione. Inoltre abbiamo già “mappato” moltissime associazioni, organizzazioni, individui che hanno dimostrato una sensibilità ed un interesse notevole a collaborare a questo progetto, capendone la valenza e l’importanza per una città come Gubbio. Collaboreremo con l’Universita’ degli Scalpellini e dei Muratori, che è una delle realtà più importanti della città, oltre che con i giovani architetti di Altra Città. Il primo periodo della scuola sarà incentrato sulla costruzione della scuola stessa, ovvero all’organizzazione degli spazi, al loro arredamento e alla loro decorazione. Abbiamo previsto un laboratorio per la costruzione di alcuni mobili in cartone, con Eleonora Albanese, un’artista locale e tanto altro”.

La programmazione giornaliera, mensile e annuale della scuola segue il ciclo naturale di vita dell’uomo e della Terra scanditi dalle stagioni: l’autunno è di preparazione, l’inverno di interiorizzazione, la primavera di apertura e l’estate di scoperta e ozio. “La scuola si svolge dal lunedì al venerdì, cinque ore, di mattina. Poi ci sono due pomeriggi in cui i laboratori vengono aperti anche ai ragazzi che non frequentano la mattina. In questo modo diamo la possibilità ai ragazzi di conoscere altri coetanei e a persone esterne di interagire con noi. Un laboratorio è di inglese e uno sulla creatività della durata di una stagione”.

A questa scuola non ci si iscrive semplicemente, si partecipa e ci si conosce per condividere l’idea e portare avanti il progetto.

“Siamo felici di accogliere altri ragazzi, ma non parliamo di una semplice iscrizione. Crediamo che sia importante conoscere i genitori e che anche i ragazzi si conoscano di persona tra loro.” Dice Fabio Artuso. “Non si tratta di fare una selezione, ma di capire bene il progetto pedagogico ed anche l’impegno richiesto alle famiglie al di là della retta. E’ un progetto molto coinvolgente anche per noi genitori e crediamo che questa sia una parte fondamentale, oltre che interessante e piacevole”.

E veniamo ai costi. “La retta è in funzione al numero di iscritti, ma sicuramente sotto ai 300 euro al mese per 10 mesi annui. Un’altra cosa importante da chiarire è che ci sarà un monitoraggio didattico dell’Istituto di San Francesco di Sales di Città di Castello, che si occuperà anche della verifica annuale delle competenze previsto per legge. E’ un istituto paritario con tantissimi anni di esperienza che farà un controllo di qualità esterno. Le verifiche saranno fatte rispetto alle indicazioni programmatiche ministeriali, per assicurarci che le competenze dei ragazzi siano quanto meno al livello necessario previsto dal ministero, ma siamo certi che potranno essere molto più sviluppate!”

Per info: officinafaresapere@gmail.com

Facebook: Officina del Fare e del Sapere

di Marta Valota

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