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Scuola dei Colli: un anno dopo

Pubblicato il 18 agosto 2017 0

È passato un anno dalla nascita della Scuola Steineriana dei Colli Euganei, realtà che ha iniziato il suo percorso nel settembre 2016 nel Padovano.

Per la precisione a Bresseo di Teolo. Ne avevamo parlato qui quando ancora era solo un progetto, e ne riparliamo oggi a distanza di un anno per fare un bilancio dell’annata trascorsa. A raccontare com’è l’esperienza di fondare e condurre una nuova Scuola sono Petra Rizzardo, Presidente dell’Associazione Gioiamo, fondatrice della scuola e maestra di classe e Zaira Carraro, genitore e amministratore.

Trascorso un anno dall’apertura della vostra Scuola, sapreste fare un bilancio complessivo di come sono andate le cose?

Maestra Petra: E’ difficile fermarsi a pensarci! Una Scuola così giovane richiede impegno continuo, come un bimbo appena nato che va continuamente seguito. Tutto deve essere creato, impostato, costruito. Io arrivavo da 10 anni di lavoro in scuole Steiner-Waldorf grandi e strutturate, quindi avevo sempre dato per scontata la struttura di base della Scuola, che invece qui ho dovuto affrontare per la prima volta. Non è per niente semplice costruire un contesto di collaborazione e di abitudini condivise come quello di una scuola steineriana, soprattutto se si lavora con persone che non l’hanno sperimentata. Molto lavoro va dedicato a far comprendere alle persone come funziona il contesto in cui si sono introdotte – dato che il lavoro delle scuole Waldorf non l’ho improvvisato io alla Scuola dei Colli Euganei, ma è frutto di 100 anni di esperienze, lavoro, errori e condivisione, e si svolge in continuo collegamento con il movimento delle scuole Waldorf italiano e internazionale. Questo è uno degli aspetti più belli: non si è una realtà “sola” o isolata, ma una parte di un organismo al quale si può contribuire e dal quale si può ricevere continuo sostegno (interiore e formale).

Zaira Carraro, genitore e amministratore: Personalmente sembra passato molto più di un anno. Cerco di spiegarmi: quando ho conosciuto maestra Petra mi accingevo a iscrivere mia figlia in un Giardino d’infanzia di una delle meravigliose scuole Waldorf che la nostra regione offre. Io e mio marito sapevamo che il percorso scolastico di nostra figlia, che desideravamo per lei fin da prima che nascesse, ci avrebbe coinvolto maggiormente rispetto a una scuola statale ma non potevamo pensare fino a questo punto. Oggi sono una persona diversa: una figlia che ha frequentato il suo primo anno del Giardino d’infanzia, una gravidanza cominciata e portata a termine contemporaneamente alla nascita dell’Associazione e all’apertura della Scuola e un secondogenito che fra i paio d’anni seguirà la sorella.

Avete trovato difficoltà iniziali?

Petra: Apparentemente no, nel senso che poche persone volenterose avevano molti incarichi e tutto funzionava… per un certo periodo. Poi è stato necessario dividere il lavoro e le attività secondo le competenze e le inclinazioni (e il tempo!) di ciascuno. Questa forse è la difficoltà: trovare la persona giusta da mettere al posto giusto. Le situazioni e gli eventi sono però così veloci e carichi di entusiasmo che questo processo non è per niente pesante. Una vera sfida è stata organizzare la cucina (spazi adeguati, personale, esigenze alimentari…), ma questo lavoro, oltre a completare l’offerta scolastica, ha anche dato vita al nostro Gruppo di Acquisto Solidale, che è un importante aiuto per le famiglie della Scuola e del territorio circostante. E’ stato importante anche il supporto volontario di alcuni genitori (ad esempio per mansioni di Segreteria), in quanto una Scuola giovane fatica a trovare le risorse economiche che permettano di sostenerne la struttura. Una certa struttura infatti è indispensabile anche in una Scuola giovane, per garantire qualità e serietà dell’insegnamento.

Zaira: La maggiore difficoltà nelle realtà Waldorf risiede nelle relazioni personali che si creano tra gli adulti, genitori ma anche insegnanti. Intendo dire che ogni sfida per portare a termine un pezzetto della nostra scuola (cucina, staccionata, le tende, la pulizia degli ambienti) nasconde un lavoro fatto da più persone che si sono incontrate e talvolta scontrate nelle idee. Io e mio marito  ci diciamo sempre che l’inserimento più difficile non è stato per i bambini ma per i genitori.

Ci sono state attività o iniziative che avreste voluto fare e non avete fatto?

Sinceramente no, anzi siamo arrivati ad offrire una grandissima quantità di esperienze per tutte le età… dai corsi di arte per bambini e adulti, alle conferenze e gruppi di studio, ai gruppi artigianali, alla cura dell’orto e delle attività con gli animali, a esperienze in gemellaggio con altre scuole Steiner-Waldorf… insomma non ci siamo fatti mancare niente. Anche questo è figlio della “novità” della Scuola: abbiamo sperimentato in molte direzioni per vedere quali fossero le attività più in sintonia con le famiglie e il territorio

Come avviene la divisione dei compiti tra i genitori?

Zaira: La scuola vede la presenza dei genitori nel Consiglio Direttivo, nei gruppi di lavoro volontario, dalla lana alla falegnameria passando per le manutenzioni. Inoltre i genitori sono il corpo e l’anima degli appuntamenti fissi che organizza la scuola durante l’anno: Bazar di Natale e Festa di Primavera.

Petra: Sì, i genitori sono sempre presenti negli organi della Scuola (Consiglio Direttivo, Assemblea…) e sono anche organizzati in vari Gruppi volontari (pulizie, artigianato, feste, eventi, attività culturali…). All’interno di questi Gruppi i genitori si organizzano autonomamente tramite dei referenti. Attraverso la presenza dei genitori in modo capillare nella Scuola si riesce così a rimanere in un rapporto continuo di scambio e confronto. L’unico organo in cui non sono presenti genitori, per ovvi motivi, è il Collegio Docenti, che si occupa di mantenere l’identità pedagogica della Scuola. I membri del Collegio sono però presenti negli altri organi e gruppi assieme ai genitori, quindi lo scambio rimane sempre aperto.

E’ semplice coinvolgere i genitori?

Petra: I genitori solitamente portano una grande carica di entusiasmo in una Scuola che hanno scelto. L’aspetto difficile è identificare le competenze per far sì che i contributi portati dalle persone siano un arricchimento per la comunità scolastica e non vengano dispersi. E’ frequente vedere iniziative dei genitori create con grande trasporto ma senza confronto con gli insegnanti o gli amministratori, che poi si rivelano per questo infattibili, con grande delusione dei promotori. Magari semplicemente coordinandosi dall’inizio si possono evitare queste delusioni, che demotivano le persone. Per evitare queste dinamiche e poter valorizzare le qualità di tutti, le scuole Waldorf lavorano nella direzione della cosiddetta “triarticolazione sociale”, ovvero cercando di coinvolgere in ogni aspetto del lavoro scolastico insegnanti, amministratori e genitori.

Zaira: Non tutti i genitori arrivano a scuola per lo stesso motivo: certo può essere una precisa scelta pedagogica affine al proprio pensiero e stile di vita, ma molto spesso anche sensibilità verso un percorso scolastico rispettoso del bambino, un’alimentazione preferibilmente vegetariana, l’intenzione del genitore di frequentare il gruppo di studio o i corsi di lavoro manuale. Indipendentemente dalle motivazioni per cui un genitore arriva alla scuola, trovato il suo spazio diventa di sicuro un arricchimento per tutto il gruppo.

Durante il percorso avete fatto errori che avreste potuto evitare?

Petra: Certo! I maggiori sono stati proprio di natura sociale. Abbiamo cioè coinvolto in posizioni gestionali della Scuola persone che non erano mature a ricoprirle, con conseguenze problematiche per tutta la Comunità scolastica (e qualche defezione). Sapendo che tutto si può risolvere tramite il confronto, anche questi errori portano un frutto positivo permettendoci di migliorare continuamente la conduzione della Scuola. Abbiamo anche imparato che alcune famiglie arrivano con aspettative molto diverse da quella che è la realtà della scuola Steiner-Waldorf, e che se non si arriva a trovare i giusti compromessi tramite il dialogo è giusto e naturale che si possano prendere strade diverse. Con un’attenzione maggiore alla storia delle persone ed all’immagine interiore che portano, potremmo sicuramente agire per evitare situazioni spiacevoli e conflitti.

Zaira: Sono d’accordo. Il terreno più scivoloso è proprio quello delle relazioni interpersonali. Probabilmente nell’ottica di totale accoglimento non abbiamo tenuto conto che molte famiglie possono fraintendere l’idea di “libertà” che portano la pedagogia steineriana e l’antroposofia. Sono sicura che, con maggior attenzione all’individualità dei genitori e a un dialogo iniziale, potremo proseguire il cammino di integrazione “ufficiale” della nostra neonata realtà con il movimento Steiner-Waldorf a livello nazionale.

Che propositi avete per il secondo anno?

Petra: Continuare a migliorare, poter allargare la proposta formativa a quante più famiglie possibile, per dare occasione a sempre più bambini di partecipare all’esperienza della pedagogia Steineriana. Ci piacerebbe anche rendere sempre più visibile e vivente il profondo legame tra l’antroposofia e la pedagogia Steiner-Waldorf, condividendo alcuni importanti strumenti per un cammino verso la parte migliore di noi. Quest’anno, tramite gli incontri culturali e il gruppo antroposofico, anche molte persone che non hanno i figli a Scuola hanno potuto comunque approcciarsi a un contesto per loro positivo e arricchente. Speriamo anche di poter proseguire la collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, che quest’anno ha inviato per tutto il periodo di lezioni delle tirocinanti che hanno potuto sperimentare e apprezzare la validità della pedagogia Waldorf e di alcune sue caratteristiche fondamentali come l’apprendimento tramite il gioco e il movimento, attività ritmiche, apprendimento artistico e musicale, educazione della volontà, cura della socialità della classe… Siamo felici delle esperienze di quest’anno e pronti per le sfide dell’anno prossimo!

Zaira: Come amministratore il mio proposito è quello di far tesoro delle esperienze del primo anno, anche degli errori, favorire il Collegio Docenti nell’attività pedagogica e, vista la richiesta, iniziare a lavorare con il Direttivo alla prossima sede della scuola. Come mamma aspetto con gioia settembre per accompagnare mia figlia al primo giorno di asilo nel suo secondo anno alla Scuola steineriana dei Colli Euganei.

Per contatti QUI

 

di Isabella Wilczewski

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