Tutta un'altra SCUOLA
  • Home
  • Chi siamo
  • EVENTI
  • News

Sharanagatì, la scuola libertaria

Pubblicato il 1 settembre 2019 0

È nata ad Aprilia una scuola libertaria che accoglie persone di tutte le età: una comunità educante in un luogo che la fondatrice definisce “liberato”.

“Un luogo liberato – spiega Ines Fragorzi, fondatrice e accompagnatrice della nuova esperienza educativa nata ad Aprilia – è quel luogo dove la natura è, e mostra il tempo e lo spazio così com’è, con le sue opportunità e risorse infinite per chi le sa cogliere, dove non c’è orologio, routine e quei ritmi scanditi dall’adulto che deve gestire il fanciullo. Possiamo anche intendere un luogo senza regole dove l’unica cosa da ricordarci è il rispetto, che raccoglie sentimenti profondi ma anche l’importanza di guardarsi e guardare. Quello che il bambino vive viene accolto dall’adulto consapevole, che lo accompagna verso una continua scoperta di sé stesso senza giudizio”.

Dove si trova la sede e che fascia di età accoglie?

La nostra scuola si chiama Sharanagatì, che significa prendere rifugio, e per me è quel rifugio che è dentro ognuno di noi, è ad Aprilia, una città non molto vecchia ma che storicamente raccoglie molteplici migrazioni, con un apporto di colori, profumi, canzoni e detti popolari. Storie di famiglie in viaggio e nuove opportunità. È una città urbana piccola ma con periferie immense come rami di un albero, che si diramano fino al mare. So che questa città può fare tanto ed esprimersi ancora meglio, ma Sharanagatì qui è una cosa davvero ‘strana’ e un po’ si fa fatica anche solo a spiegare cos’è. Questo non è un ostacolo ma un incentivo a continuare a promuovere i semi dell’aggregazione, dello scambio, del fare in generale e fare bene. Per questo motivo i progetti di inclusione non prevedono standard di età e categorie ma l’idea di comunità educante. Ci piace dire e diffondere infatti che i nostri progetti partono dai 0 ai 104 anni, poiché ‘tutti siamo maestri’.

Perché avete scelto di dare vita a una realtà libertaria? 

Abbiamo scelto di proporre la via della libertà osservando, ascoltando i miei figli e tutti i bambini che abbiamo incontrato, io soprattutto da quando sono mamma. Vedevo le loro esigenze inespresse, ma soppresse dalla gestione dell’adulto, dal proporre un cibo e ad un terminato orario, a proporre giochi o input che sposavano più le proiezioni e i bisogni altrui che quelli del bambino stesso. Crediamo davvero che il bambino non sappia scegliere? Quante volte gli chiediamo se ha sete o se deve andare in bagno piuttosto che mostrargli dove può trovare da bere se ha sete e dov’è il bagno? Non è costruire fiducia e autonomia anche questo?! Quanto lavoro c’è da fare dentro di noi per poter liberare un bambino dai nostri errori? Dalle nostre proiezioni? Ma soprattutto quanto neghiamo a noi stessi per servire un bambino perché non crediamo nella sua autonoma gestione dei bisogni?

 In precedenza avete portato avanti un progetto di libera aggregazione. Com’è andato? 

Per un anno circa abbiamo proposto laboratori esperienziali, uscite in outdoor, Agorà di consapevolezza, momenti di ascolto, uscite in natura e raccolta di erbe, giornate open alla scoperta di sensi, colori ed emozioni in libera aggregazione e a titolo gratuito. Cioè nella scelta di stare insieme oltre ogni forma di burocrazia ma appunto per scelta. La libera aggregazione è contemplata come un diritto dalla nostra Costituzione, ma credo a tutti i livelli di diritto umano. E perché non farlo? Perché non ritrovare l’onore nella parola data e nella stretta di mano piuttosto che solo dietro un contratto di ammissione a socio? Poi abbiamo scelto di immettere Sharanagatì nel diritto positivo, registrazione dello statuto, assicurazioni e tutto quello che ne consegue, come ennesimo insegnamento che esistono dei modi di percepire il senso di sicurezza tra fogli e inchiostro piuttosto che in una relazione sana e vera tra uomini.

Ora che siete associazione, come sarà sviluppato il vostro progetto? 

Le proposte di Sharanagatì sono molteplici: dalla biblioteca civica, al cerchio delle donne, al caffè letterario, alle chiacchiere olistiche, ai corsi sulle erbe spontanee. Sarà anche supporto all’allattamento, accoglienza dai 0 ai 104. Il progetto ‘Crescere tra cielo e terra’ accoglie bambini i primarie e probabilmente anche medie (accogliamo l’evolversi delle cose), mettendo a disposizione strumenti e accompagnatori per un apprendimento libero da coercizione ma scelto dal bambino, esperienziando il sapere attraverso il gioco ma soprattutto con le emozioni.

Clicca qui per contattare Ines Fragorzi

di Isabella Wilczewski

  • Tweet
  • Share 0
  • +1
apprendimento esperienziale,educazione libertaria,scuola libertaria   Blog

Leave a Comment


Annulla risposta

Devi essere connesso per inviare un commento.


  • Torna alla Home
  • Chi siamo
  • News
@ 2020 Editrice Aam Terra Nuova srl – PI 05373080489 – via Ponte di Mezzo, 1 50127 Firenze – email tuttaunaltrascuola@terranuova.it