Paola Matarazzo ha seguito “Tutta un’altra scuola” e lancia una proposta e una riflessione: «Uniamoci contro i voti».
Riportiamo la lettera ricevuta da Paola Matarazzo, con la proposta ad un’azione comune (e la ringraziamo!).
«Non mi dilungo in complimenti per l’edizione 2016 di ‘Tutta un’altra scuola’ perché penso ne abbiate già ricevuti una valanga.
Comunque non posso non sottolineare la mia ammirazione per la capacità di coordinare un evento che coinvolge realtà così diverse tra loro anche se animate dalla stessa passione per l’educazione.
E qui mi sorge un’idea un po’ balzana: se oltre a questo evento annuale bellissimo e l’impagabile lavoro di condivisione di idee e notizie (blog) si cooperasse per un obiettivo comune?
È vero che si tratta di realtà fra loro diversissime ma su qualcosa pare che siano tutti abbastanza d’accordo: i voti. Sono d’accordo scuole Montessori, scuole steineriane, le scuole democratiche e libertarie non hanno i voti; il Movimento di Cooperazione Educativa ha lanciato la campagna ‘Voti a perdere’ sottoscritta da molte associazioni, anche Senza Zaino è contraria ai voti e penso che chi in Italia sceglie l’educazione parentale non abbia nostalgia di voti e pagelle.
Anche dal mio punto di vista i voti (numeri o altro …) creano più problemi di quanti ne vogliono risolvere e prima si supera il sistema dei voti meglio è; se però penso di parlare di abolizione del voto con persone che non hanno il mio stesso punto di vista non posso non chiedermi che effetto possa fare alla gente sentire parlare di abolizione del voto.
La stragrande maggioranza delle persone non ha conosciuto che il voto dall’inizio alla fine della propria esperienza scolastica e non riesce ad immaginare una scuola senza voti; trova impossibile pensare che degli studenti si impegnino nell’apprendimento e nella vita di classe senza lo stimolo o lo spauracchio del voto o che un insegnante possa ‘farsi rispettare’ senza il ricatto del voto. Oltretutto il voto ha anche forti implicazioni affettive: molti sono stati spronati a studiare per avere bei voti e per fare meglio dei compagni proprio da genitori, o da insegnati che li stimavano particolarmente; non è facile ammettere che chi ti vuole bene possa anche essersi sbagliato.
Molti oggi per il bene di figli, nipoti ecc. non perdono occasione per informarsi di voti e rendimento scolastico, incitando poi a prendere voti alti e a puntare alla pagella bella, promettendo magari bei regali per bei voti; come reagiranno queste persone alla proposta di abolizione del voto? Non rischiano di accanirsi a difendere il voto solo per non dover mettere in discussione la loro vita quotidiana?
Forse nel contesto attuale iniziare chiedendo subito l’abolizione del voto rischia di non portare a vero ascolto, dialogo e cambiamento, ma anzi ad ostruzionismo
La psicologia sociale dice che noi umani apprezziamo di più ciò che ci è familiare, si parla di “effetto di mera esposizione” ovvero vi è una associazione positiva fra la esposizione ad uno stimolo (persona, musica, idea) e la simpatia per quello stimolo.
Magari si riesce ad ottenere di più iniziando a familiarizzare la popolazione italiana all’idea che si può imparare e bene senza voti e dare agli insegnanti che lo desiderano ampia possibilità di conoscere tecniche alternative al voto apprenderle ed essere supportati nell’applicazione.
Giusto inventando così su due piedi: realtà scolastiche che non usano il voto potrebbero aggiungere ai loro siti internet una pagina sull’argomento.
Chi è bravo a fare documentari poterebbe realizzarne uno sul fatto che ci sono bambini che crescono sani e felici senza voti (sottolineo, non un documentario per criticare l’uso del voto, ma per dire quanto si vive e si impara bene senza voti) magari girerà solo su canali secondari come Unlearning e fuoriClasse ma comunque verrà visto da parecchie persone.
Altre realtà potrebbero organizzare corsi di formazioni per insegnanti per disseminare tecniche alternative di valutazione …
Bando alle ciance e alle fantasie
ancora complimenti per la bella iniziativa e l’impegno
cordialmente
Paola Matarazzo»