E’ nata in Veneto Montessori School, prima scuola montessoriana bilingue della regione. Accoglie bimbi da 3 a 11 anni.
La scuola si trova a Passarella, una località in prima periferia di San Donà di Piave, in provincia di Venezia, e a 5 minuti da Jesolo; accoglie la Casa dei Bambini (scuola dell’infanzia) e la Scuola Primaria, quindi si rivolge a bambini dai 3 agli 11 anni, ed è immersa nel verde della campagna veneta a pochi chiloetri dal mare. Quando le iscrizioni aumenteranno, e la struttura non permetterà più la capienza ideale, la sede verrà costruita prendendo spunto da “La scuola che vorrei” dell’architetto Renzo Piano, così spiegano i promotori del progetto.
Il progetto è nato inizialmente per introdurre una sezione di scuola primaria montessoriana all’interno della scuola pubblica, poi si è evoluto; lo spiega Silvia Bernardini, presidente dell’ Associazione Montessori Veneto Orientale.
Com’è nato questo progetto e perché?
Il desiderio di fondare una Scuola a Metodo Montessori nacque in me come una profonda esigenza avvertita nel momento in cui sono diventata mamma. Ho cominciato con umiltà, come fanno un po’ tutti i neo genitori, a leggere con interesse e curiosità libri di pedagogisti, per cercare di soddisfare i dubbi e le perplessità che un ruolo così importante fa scaturire in qualsiasi genitore responsabile. Tra tutti i libri letti mi accorsi che spiccava con particolare rilievo il nome di Maria Montessori. Percepivo il suo pensiero vicinissimo a quella che è la più intrinseca e genuina natura del bambino, senza fronzoli e senza dilungarsi in esempi inutili. Da lì cominciai ad approfondire la sua pedagogia, le sue ricerche e, una volta percepito di trovarmi in una sorta di sabbie mobili, ho deciso di rimanervi piacevolmente intrappolata. E il mondo in cui mi sono affacciata mi ha aperto un universo. L’universo che ogni genitore dovrebbe conoscere affinché il proprio bambino possa parteciparvi. E da questo pensiero, interpretato un po’ come una missione, con un gruppo di genitori, mi sono attivata per introdurre una sezione di scuola primaria montessoriana all’interno della scuola pubblica. Purtroppo si è rivelato un grandissimo dispendio di energie e di forze. Ci siamo prodigati in tutto e per tutto affinché questo meraviglioso progetto potesse decollare ed essere esteso al più vasto numero di bambini. Con amarezza non siamo riusciti nel nostro intento: il progetto nel pubblico non è riuscito a decollare. Con delusione e, non lo nego, anche un po’ di rabbia, ho raccolto le mie energie e non mi sono persa d’animo. Il non essere riusciti a proporci nel pubblico non significava che non potessi percorrere altre strade per realizzare questo sogno: dovevo aprire una scuola Montessori privata. E fu così che incontrai ad una conferenza che avevo organizzato sul metodo Montessori, Martina Teso, oggi vice presidente dell’Associazione e assieme abbiamo dato vita a questo progetto: la prima Scuola a metodo Montessori bilingue in Veneto che comprende la Scuola dell’infanzia ( Casa dei Bambini come Maria Montessori chiamava) e la Scuola primaria.
È la prima scuola Montessori bilingue nel Veneto; come mai la scelta del bilinguismo ?
La nostra scuola accoglie bambini da 3 a 11 anni. Sia nella scuola dell’infanzia che in quella primaria c’è la compresenza di due insegnanti, l’insegnante prevalente italiana e quella madrelingua inglese. Il bambino così si abituerà in un processo naturalissimo a rivolgersi indistintamente in lingua italiana o in lingua inglese. Io provengo da un percorso universitario linguistico e so quanto importante sia l’approcciarsi a una lingua straniera in età precoce, quando, come Maria Montessori afferma, il bambino è dotato di “mente assorbente”. Di contro sono pienamente convinta che la lingua inglese non debba sostituirsi completamente alla propria lingua madre, poiché ritengo che alla perfezione della lingua straniera non debba essere sacrificata la propria lingua d’origine. Possono coesistere entrambe le realtà linguistiche senza far prevalere l’una sull’altra: questo è il bilinguismo su cui puntiamo. L’estrema importanza della conoscenza di una lingua veicolare come l’inglese, consente ai nostri bambini di divenire adulti, di realizzare ponti con l’estero, di trovare delle risorse per il loro futuro, di poter evadere da recinti territoriali che a volte dobbiamo subire proprio per l’insicurezza che comporta il non conoscere una lingua e quindi il non riuscire a comunicare con ciò che sta fuori dal nostro confine.
Perché hai scelto il metodo Montessori?
Maria Montessori è conosciuta in tutto il mondo per aver sviluppato un approccio educativo basato sull’indipendenza, sulla libertà di scelta del proprio percorso educativo (libertà non significa però non avere delle regole) e sul rispetto per il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino. Per Maria Montessori ogni bambino deve essere apprezzato e valorizzato per la sua unicità e non punito perché diverso dallo standard (che invece si cerca tristemente sempre più di imporre nel metodo tradizionale). In una Scuola Montessori, rari saranno i casi in cui il bambino verrà spedito dallo psicologo o dal neuropsichiatra alla ricerca di chissà quali diagnosi. In una Scuola Montessori ogni bambino ha la possibilità di ricercare e di fare emergere il suo naturale talento senza essere ostacolato da un insegnante troppo invadente o troppo presente. I tre elementi fondamentali della pedagogia scientifica di Maria Montessori sono l’ambiente, il materiale e l’insegnante (o meglio ancora, l’adulto). Secondo il metodo Montessori, l’ambiente deve essere curato, ordinato, attraente, preparato e programmato al fare da sé; il bambino deve sentirsi come se fosse a casa, deve sentirsi a suo agio, deve sentirsi in un luogo protettivo, non giudicante, dove poter ripetere a piacere l’attività che lo interessa secondo un tempo e un ritmo personali. L’ambiente deve essere promotore di crescita. Nel metodo Montessori il materiale ha un ruolo determinante: si tratta di un materiale scientifico che ha trovato recente approvazione dalle neuroscienze. L’importanza del materiale Montessori è stato avvalorato da pedagogisti e scienziati che ne confermano l’ importanza per lo sviluppo cerebrale del bambino. Il materiale scientifico, peraltro costosissimo, non è un materiale fine a se stesso come si può trovare in un comune negozio di giocattoli: con esso l’insegnante proporrà delle attività ai bambini, le più adeguate, le più’ consone a soddisfare il periodo sensoriale in cui il bambino in quel momento si trova. Il materiale offerto dall’insegnante deve tenere conto degli interessi esplorativi dei bambino. Anche il materiale, come l’ambiente, si rivela attraverso ogni oggetto come promotore di sviluppo. L’insegnante ha un ruolo importantissimo in una scuola a Metodo Montessori: non giudica, non punisce, non castiga, non premia, non incita, non promuove, ma soprattutto non è mai direttivo, non fa mai sentire la propria autorevolezza. Osserva. Ecco cosa fa un insegnante Montessori. Osserva affinché il bambino non venga interrotto e ostacolato nella sua attività. Il bambino deve avere tutto, ambiente, materiale, insegnante, a suo favore affinché tutto permetta al raggiungimento del suo obiettivo da solo, in autonomia, senza doversi appoggiare continuamente a qualcuno per la risoluzione a un problema. Gli interventi calmi dell’insegnante (che non alza mai la voce, che non loda ma nemmeno biasima) aiuteranno il bambino ad accettare serenamente i suoi limiti, i suoi ritmi e soprattutto i suoi errori, traendo da questi ultimi infiniti insegnamenti e non considerandoli motivi di pudore o di vergogna. Ricordiamoci come Maria Montessori definiva l’errore: “Il Signor Errore”.
Perché avete scelto di essere scuola parentale?
Abbiamo scelto di essere scuola parentale per avere più autonomia nelle materie didattiche da proporre ai ragazzi, per essere quindi più al passo con i tempi e meno ancorati agli schemi tradizionali per molti aspetti superati. Tale scelta si confa’ in pieno a quella che è la pura essenza del Metodo Montessori: non è possibile blasonarsi di un metodo che ha come centro del suo universo pedagogico il rispetto per il bambino, il rispetto dei suoi tempi e ritmi di apprendimento per poi doversi conformare alle scadenze dei programmi ministeriali. No, ci sarebbe davvero uno stridente contrasto tra la natura del metodo Montessori fondata sulla liberalità e sulla valorizzazione delle unicità dei singoli bambini, con il livellamento della classe a cui tende essenzialmente il metodo tradizionale. I programmi didattico educativi nelle scuole Montessori sono gli stessi di quelli ministeriali, ciò’ che cambia è il percorso attraverso i quali vengono raggiunti. Anzi … non sono gli stessi, diciamo le cose come stanno: un bambino alla fine del suo percorso nella scuola dell’infanzia in una Scuola Montessori sa fare le tabelline, a quattro anni e mezzo sa leggere e scrivere, a cinque anni conosce tutte le bandierine d’Europa… e al raggiungimento degli undici anni, alla fine del percorso dei cinque anni di primaria, il bambino può letteralmente vivere di rendita alle medie grazie alla straordinaria materia tipicamente Montessoriana che è l’educazione cosmica, ovvero una materia che raggruppa tutte le materie mediante delle interconnessioni. Non bisogna lasciare che qualcuno possa turbare il nostro bambino nel suo armonioso e unico divenire. Ricordiamoci che il bambino è padre dell’uomo. C’è un’immagine a me molto cara espressa da Maria Montessori: il bambino è una fiammella. Se questa fiammella non viene protetta ed alimentata, correrà’ il rischio di spegnersi. Per non riaccendersi più. Mai più.
La scuola ha un gruppo Facebook QUI, per contatti
e il sito web QUI
di Isabella Wilczewski