Tutta un'altra SCUOLA
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ScuolAgire, i semi del cambiamento

Pubblicato il 1 febbraio 2017 0

ScuolAgire è un progetto educativo dell’associazione Le Nuvole di Civita Castellana (Vt). E già il primo corso ha raccolto feedback più che positivi.

In seguito alla ricerca pedagogica durata vari anni che nel 2014 è sfociata nel libro “Pedagogia, un’arte in divenire” (Anima Edizioni, Milano) e la partecipazione al Tavolo Tecnico del festival Tutta un’altra scuola, l’associazione Le Nuvole di Civita Castellana viene frequentemente contattata da genitori, educatori e insegnanti. «Cercando di trovare una soluzione alle molteplici problematiche legate alla scuola di oggi, si è pensato di dare vita ad un progetto in grado di costruire reti di educatori di Nuova Pedagogia diffuse nel territorio – spiega la presidentessa dell’associazione Adele Caprio – Il 16 ottobre 2016 è partito il primo anno del corso di formazione per educatori di nuova pedagogia a Viterbo e siamo in procinto di iniziare nuovi corsi (bastano dieci persone per dare vita ad un gruppo studio) in altre città italiane. Il corso, della durata di due anni, prevede un approccio teorico/pratico con lezioni sia frontali che laboratori pratici: principi e metodi di nuova pedagogia, elementi di psicologia dello sviluppo, il mondo interiore del bambino, educazione ambientale, educazione civica, intercultura, costellazioni familiari, come aprire una scuola genitoriale, laboratori del risveglio, di pittura, danza, musica e teatro evolutivo».
Gli abbonati alla rivista Terra Nuova, che coordina il progetto “Tutta un’altra scuola”, hanno garantito il 10% di sconto sulla quota di iscrizione al corso di ScuolAgire.
«Al momento il gruppo di Viterbo sta lavorando all’apertura di ben 5 scuole genitoriali dislocate nel viterbese: 2 agriasili, 1 scuola primaria/secondaria nel bosco, due punti di homeschooling e un progetto con fondi europei per aprire un liceo genitoriale, insomma un programma in grado di accompagnare i bambini/ragazzi da 0 a 18 anni – prosegue Adele Caprio – A questo programma verrà affiancato, durante tutto il percorso, un lavoro di conoscenza di sé e di decondizionamento secondo i principi della psicosintesi del dottor Roberto Assagioli, in quanto non si può essere un buon genitore o un buon insegnante se non si sono risolti i conflitti e le ferite della propria infanzia, rischiando il più delle volte di riversare sui piccoli una tremenda eredità di tipo psicoemotivo. Siamo cioè profondamente convinti che non si possa lavorare con i bambini se non si ha il coraggio e l’umiltà di partire prima da se stessi. L’obiettivo a lungo termine è di lavorare sullo sviluppo del potenziale umano dell’adulto per salvaguardare il naturale sviluppo del potenziale umano dei bambini».
Qui di seguito si riporta l’esperienza di Federica Masini, educatrice pisana che frequenta il corso a Viterbo come uditrice in attesa che parta un gruppo di studio ScuolAgire anche in Toscana:

ESPERIENZA IN SCUOLAGIRE: DAL RISVEGLIO ALLO SVILUPPO PSICOLOGICO
«Come si arriva a ScuolAgire? Credo che ognuno ci arrivi per una via diversa, come è giusto che sia.
Nelle differenze che ci contraddistinguono ogni individuo cerca il suo percorso per evolvere e migliorarsi.
La cosa sorprendente in realtà è scoprire che c’è una “tappa” comune e necessaria.
Io posso solo raccontare il mio inizio in questa avventura, nella speranza che possa essere utile.
Avete mai avuto la sensazione di vivere anestetizzati? Come in uno stato di torpore perenne. Un lavoro con orari impossibili, la casa, un padre anziano che adoro, ma che mi impegna un po’ di energie, i pomeriggi passati a dormire per recuperare il sonno circadiano interrotto e le relazioni sociali molto ridotte. Quando riesco il pilates. Quando riesco il cinema. Quando riesco prego, medito e penso. Quando ho un minuto fra un lavoro domestico e una rogna burocratica da sbrigare leggo. Vi suona familiare?
Mi sono fermata. Mi sono ascoltata e ho sentito qualcosa che non mi piaceva. Quella non ero io. Non del tutto almeno. Quella era la Federica che ha scelto un lavoro e una casa, cioè un mutuo che ti vincola a vita ad un sistema che ti schiaccia per spremerti. Lavora, compra, consuma. Cosa? Oggetti che tanto non godi, perché non hai il tempo per farlo. Vorresti goderti le relazioni, ma non puoi, perché mentre gli amici sono liberi il week-end tu lavori e quando sei libero tu loro lavorano. La sera esci troppo tardi per cenare fuori o andare al cinema e non riesci ad andare a letto ad un orario decente. E per citare Primo Levi, “Se questo è un uomo”…
Ci sono molti modi per togliere la dignità ad un essere umano. Privarlo della possibilità di realizzare i suoi talenti, la sua intelligenza e naturale predisposizione, perché “bisogna lavorare per permettersi una casa e pagare le bollette e mangiare e per il resto se avanza qualcosa bene, altrimenti pace” è uno di quei modi. E’ ridurlo alla vita da automa, da sinapsi bruciate, come nel bellissimo film di Charlie Chaplin “Tempi Moderni”.
Ma la bella addormentata si è svegliata. Si alza, si stiracchia, fa un bello sbadiglio e si scrolla un po’ di torpore di dosso. Nella vita c’è di più, molto di più. C’è un mondo da rivoluzionare perché non è l’eredità che intendo lasciare a nessun bambino quella che vedo là fuori. Le risorse del pianeta che finiscono, l’organizzazione della società da rifare, l’impoverimento dello spirito, la manipolazione delle informazioni…solo per dirne alcune. Da dove iniziare allora? Dalle fondamenta, dalla costruzione di solide basi, L’EDUCAZIONE. Iniziamo da lì, ricominciamo. Ma in che modo fare? La scuola pubblica non mi rispecchia. Pesante, obsoleta. Uno strumento per addormentare quei poveri bambini, per opprimerli, senza insegnare loro a ragionare, senza rispetto per i loro tempi.
Mi informo e scopro che esistono delle alternative e mi imbatto in un articolo online che parla di Adele Caprio. Chi è Adele? Una bomba atomica per istituzioni; destabilizzante, esplosiva, una persona che ha fatto tabula rasa su se stessa per ricostruirsi dal principio. Una donna energica, con una grande volontà. La contatto e lei mi risponde subito, molto disponibile e gentile e mi aggiunge al suo gruppo: SCUOLAGIRE VITERBO.
Scopro che fra le tante attività in ballo hanno l’apertura di scuole genitoriali! Il tipo di alternativa che cercavo. E l’occhio mi cade su un corso che sta partendo, suddiviso in diversi seminari. Decido di partecipare al primo a fine dicembre.
LABORATORIO DI RISVEGLIO. Questa è stata la parola magica che ha fatto scattare la molla, che mi ha spinta a fare 5 ore di treno da Pisa a Civita Castellana. Se vogliamo costruire una nuova pedagogia, più adatta ai tempi che stanno cambiando dobbiamo iniziare da noi stessi. Liberarci dei vecchi schemi che spesso ci portano a convincere noi stessi che tante delle nostre scelte siano effettivamente nostre. Ma è davvero così? Siamo sicuri che non vengano condizionate da famiglia, istituzioni, stimoli esterni come pubblicità, credenze e tutte le sovrastrutture che fanno parte del nostro bagaglio culturale? Il risveglio non è una parte facile. E’ come un pugno dritto allo stomaco, una voragine che ti si apre sotto i piedi, che fa franare tutte le piccole
certezze dell’essere umano. Impari che la storia non è proprio come te l’hanno raccontata e nemmeno la religione. Nessun tipo di religione usata per manipolare le persone, almeno. Ci vuole molto coraggio a destrutturarsi, ad accettare di mettersi in discussione. Ogni volta cade un pezzo e tu non sai dove aggrapparti.
Vi ricordate la “Storia Infinita”? Nella scena finale sembra che il Nulla abbia ingoiato tutto. Sebastian, il protagonista, siede davanti all’Infanta Imperatrice di quel regno ormai perduto. E’ amareggiato e si sente impotente. Ma poi lei gli porge un granello di sabbia e con un sorriso gli dice che quello è l’ultimo granello del suo mondo. Se lui userà la sua immaginazione potrà creare un mondo nuovo.
E’ questo il senso. Il granello è quello che resta di noi dopo che ci siamo tolti tutti i condizionamenti. Ma da quell’unico piccolo granello possiamo ricostruirci davvero per come vogliamo essere. Con immaginazione e creatività. Noi siamo i creatori del nostro mondo. Se impariamo a cambiare l’interno potremo cambiare anche l’esterno.
Il “nulla” non deve spaventarci, è solo una fase, una materia in potenza che sta a noi trasformare. Amatela quella non materia, quel buio e fatene una risorsa. Abbiate fede e fate il salto nel vuoto; vedrete che sotto di voi si formerà un ponte fatto di mani tese pronte ad aiutarvi, come quelle di Adele e di tutte le persone che ho conosciuto al corso, genitori e aspiranti educatori, persone piene di passione e amore per il proprio lavoro, che non si credono arrivate ma sanno che il percorso di ‘educAzione’ dura tutta la vita. L’ambiente e le persone mi hanno fatta sentire “a casa”. Il pranzo condiviso è stato un momento indimenticabile in cui ognuno offre un servizio all’altro, perché abbiamo dimenticato la gioia del servizio che ci unisce in una intima familiarità.
Pensate che siano cose troppo astratte? Allora se avete coraggio vi consiglio il secondo corso, PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO. Tosto, ma scientifico e vi mostrerà come la pedagogia usata nelle scuole oggi sia inutile e dannosa. Cosa vi ricordate delle nozioni imparate a scuola? In che percentuale le avete utilizzate o le state utilizzando per il vostro lavoro o le vostre scelte di vita? Pensate davvero che vostro figlio possa essere valutato da un voto e, in caso, che cosa valuta davvero il voto? Vi sembra che vostro figlio sia felice di andare a scuola? Che i suoi tempi di apprendimento siano rispettati, che le sue predisposizioni naturali vengano incentivate?
In verità, cosa vi aspettate davvero dalla scuola?
Io mi sono messa in discussione. Sento che mi piacerebbe insegnare, ma che non posso farlo fino a quando non sarò certa di NON riversare sui bambini/ragazzi frustrazioni, aspettative, problemi e schemi mentali che sono solo miei e che possono condizionarli. Io credo nella capacità dei bambini di autoeducarsi. Credo che gli abbiamo dato motivazioni sbagliate e che dovremmo ricominciare con un percorso tutto da inventare, più libero, per insegnare loro a pensare in maniera autonoma. A diventare responsabili del proprio futuro.
La parola chiave che mi risuona dentro è COMPRENSIONE di sé e dell’altro. Se capiamo noi stessi non accusiamo gli altri delle nostre mancanze e ci può essere la vera INTEGRAZIONE dentro noi stessi e con il prossimo. Le nostre diversità sono una risorsa anche quando sembrano stonare. Vanno semplicemente accordate.
L’integrazione delle nostre conoscenze, competenze, personalità è la chiave per creare insieme un percorso educativo per una nuova Era, che ci impone un distacco dal vecchio perché le nuove generazioni non appartengono più ai vecchi schemi. L’umanità sta evolvendo e il futuro dell’insegnamento è nelle mani di una “comunità educante” composta da genitori, docenti e chiunque possa apportare una conoscenza utile a tutti.
Benvenuti in ScuolAgire e se non vi piacerà ciò che sentirete…
Buona Vita a tutti».

Per maggiori informazioni: Adele Caprio 3887590052

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