Valentina Bruno è una studiosa di genitorialità e ci propone il suo intervento, dopo essersi interrogata cosa significhi educare un figlio alle felicità.
«Quanti di noi genitori vorrebbero per i propri figli un domani all’insegna della felicità?! Ma se quelle emozioni, quei sentimenti ed impalpabili sensazioni che ci regalano stati di benessere, gioia e serenità, risultano essere spesso troppo poco presenti nelle nostre giornate – come possiamo assicurare ai nostri figli un domani che rispecchi le nostre speranze, i nostri desideri e tutto ciò che possiamo augurare in un prossimo futuro ai nostri bambini?
Da studiosa di genitorialità e consulente familiare posso affermare che la possibilità di educare un figlio alla felicità c’è se siamo in grado di vederla, percepirla e assaporarla, a tal punto da renderla parte di noi, del nostro pensiero e di tutto ciò che ci circonda.
Ma che cos’è la felicità?
La felicità è stata molto spesso il tema principale di libri, articoli, convegni, ma nonostante questo l’argomento risulta ancora uno dei meno chiari. Sicuramente le “responsabilità” maggiori le possiamo trovare nella sua sfuggevolezza, nella sua breve durata e nell’inconfondibile vuoto che entra in gioco quando la felicità se ne è andata… quel prezioso attimo è passato e noi ci troviamo a fare i conti con ciò che siamo, con le nostre vite ed i nostri ordinari timori.
Ma siamo noi a doverla riscoprire e quando l’avremo fatto ci stupiremo di trovarla così vicina, così terribilmente presente nelle nostre vite, tanto che ci eravamo dimenticati di averla. Solo quando scopriremo che essere felici vuol dire sentirsi semplicemente amati, rispettati ed in grado di fare e ricevere del bene, allora capiremo che non ci serve altro, che tutto il resto è un di più che offusca i nostri più intimi bisogni e le nostre più reali necessità.
Essere felici significa alzare gli occhi da terra per vivere la vita così com’è, con le sue imperfezioni con i suoi problemi, i suoi dolori, ma anche con le sue sorprese ed inaspettate gioie. Insomma, tutta quella totalità di sentimenti ed emozioni che fanno parte dell’essere uomo, dell’essere vivo. Ed allora scopriremo cosa risiede alla base dell’essere Felice, riscopriremo l’importanza delle persone, degli affetti e delle relazioni. Apriremo il nostro cuore ad un calore nuovo, capiremo che è meraviglioso donare Amore e che in questo risiede quella felicità non più momentanea, ma duratura, eterna.
Comprenderete la grande importanza di educare il vostro figlio alla felicità, afferrerete quali possibilità ed opportunità gli state donando. Sarete in grado di offrire quella sicurezza, quell’amore, quella comprensione che solo un genitore è in grado di garantire al proprio figlio e quindi gli permetterete di crescere e sviluppare tutto il suo potenziale senza troppe aspettative e pregiudizi. Il vostro bambino maturerà nell’amore e nel rispetto e giorno dopo giorno imparerà a dimostrarli a sua volta.
Pertanto, per garantire al proprio figlio una crescita felice e serena è indispensabile che il genitore utilizzi una serie di metodologie educative che lo aiutino a identificare i veri bisogni del figlio e questo comprende inevitabilmente l’abbandono del metodo educativo tradizionale che prevede il controllo del bambino attraverso l’utilizzo della paura e del ricatto. Questi atteggiamenti, infatti, inducono all’allontanamento del bambino dalla propria madre e dal proprio padre ed all’irrimediabile rottura del legame originario genitore-figlio.
Sin dal primo momento che ho stretto tra le braccia i miei bambini ho capito ciò che più avrei desiderato e voluto per loro non era scalata sociale, raggiungimenti in campo lavorativo o amoroso… ciò che desideravo e desidero tuttora è semplicemente la loro felicità, che costituisce il fine ultimo di tutte le richieste che i genitori rivolgono a me quotidianamente come consulente.
Educare un bambino alla felicità significa avere fiducia in se stessi e nei propri sentimenti, vuol dire essere coerenti con ciò che ci dice il cuore e richiede, necessariamente, una maggiore sensibilità verso i reali bisogni del bambino, seguita da una grande disponibilità a soddisfarli.
Dunque sarà indispensabile che il genitore utilizzi tutta una serie di metodologie educative atte a crescere il proprio figlio in totale rispetto della sua natura e del suo benessere. Al genitore spetterà il compito di sostegno, esempio e guida affinché il bambino acquisisca la padronanza delle proprie emozioni e dei propri bisogni senza stress e frustrazioni.
Sarà in questo modo che saremo in grado di donare la vera libertà e felicità ai nostri figli.
Questo non concerne il fatto di lasciar fare al bambino tutto ciò che vuole, ma significa offrirgli le condizioni tali da permettergli uno sviluppo emotivo adeguato, di gestire i propri sentimenti e di conseguenza i propri comportamenti senza il bisogno di un continuo ricorso all’imposizione, al ricatto ed alla paura da parte del genitore.
A ogni bambino va il mio augurio più sincero affinché riesca a raggiungere serenamente quello stato di crescita libera e autonoma che gli permetta di essere un individuo capace di “controllo”, proprio perché là dove arriva il suo auto-controllo, egli si libera del controllo degli altri e riprende pieno possesso della sua esistenza. Ed allora capirete che egli si sentirà amato, rispettato, compreso e accolto.
Quindi saprà crescere e realizzarsi; si scoprirà ricercatore instancabile di quei piccoli raggi di felicità che siete stati in grado di donargli».