Si chiama ‘Anchesepiove’ perché, anche se c’è qualche brutta nuvola nera, i bambini possono comunque provare il piacere di stare all’aria aperta.
Possono toccare i tronchi degli alberi o i sassi dei sentieri, camminare e imparare a conoscere la realtà dal vivo e non solo passando per i mille filtri di libri, programmi televisivi e spiegazioni. Gestita dalla cooperativa sociale ‘Il Millepiedi’, ‘Anchesepiove’ è una bella scuola di Rimini che ospita ventitré bambini dai due anni e mezzo ai sei, dove lavorano tre accompagnatori, due tirocinanti e un’ausiliaria. Si definisce scuola democratica ad approccio montessoriano, ma comprende al proprio interno influenze di varie pedagogie, «perché il più grande ostacolo a una educazione davvero buona è la rigidità» dicono gli operatori. Ecco infatti che, oltre ai materiali tipici della proposta montessoriana, ai bambini vengono suggeriti anche laboratori di acquerello steineriano, si tiene in grande considerazione la ‘pedagogia della lumaca’, che mira a riconquistare un giusto rapporto con il tempo, senza nevrosi e rincorse insensate, e la ‘outdoor education’.
‘Anchesepiove’ è una scuola giovane ma piena di energia e iniziative. È nata nel 2014 a Rimini, da un gruppo di genitori interessati a un approccio educativo diverso per i propri figli. Prima c’era un piccolo gruppo di nove bimbi, poi, con il passare delle settimane, i bimbi da nove sono diventati dodici, poi quindici, per arrivare ora a ventitré, numero cui la scuola ha deciso di fermarsi per potersi dedicare con la giusta attenzione a tutti. Dentro la struttura offerta dal Comune di Rimini, i piccoli dipingono, maneggiano la creta, lavorano il legno, giocano liberi nel cortile dove tra albero e albero spuntano le sagome dei robot che qualche ingegnere in erba ha creato di soppiatto con i materiali di risulta e il vascello pirata (una barca vera, in carne e poppa), su cui ci si può arrampicare e giocare a viaggiare in giro per il mondo. Gioco sì, ma anche realtà: perché i giovani pirati il giro del (loro) mondo l’hanno fatto davvero. Per trovare il tesoro nascosto si sono impegnati a leggere delle complicate mappe di Rimini, hanno imparato a orientarsi e ora sanno a memoria dov’è il museo, dov’è la stazione, dov’è il comune, il parco, la collina; se la sanno cavare tra salite e discese, tra piazze, vicoli e slarghi.
E come veri pirati, i bambini di ‘Anchesepiove’ provano il piacere della libertà e della scelta, tenuti metaforicamente (e non) per mano dagli insegnanti, che qui non si chiamano più insegnanti ma, appunto, accompagnatori. Il loro ruolo, o meglio la loro missione, non è tanto insegnare regole o nozioni, che rimarrebbero fredde e sterili nelle menti dei piccoli e presto verrebbero dimenticate, ma accompagnare i bambini verso quello che vogliono scoprire, scortarli nel percorso che li condurrà a valorizzare le proprie predisposizioni e a individuare propria strada. Così, gli accompagnatori un po’ lasciano che siano i bambini a trovare da soli le occupazioni preferite, un po’ suggeriscono e propongono e cercano di ‘snidare’ dolcemente i più timidi dalla loro chiusura, affinché esprimano anche loro i talenti. Per avvicinare allo studio musicale, ad esempio, la scuola propone una volta alla settimana una giornata da trascorrere interamente con un musicista. Un modo per sperimentare una vita tra le note e per capire se queste risuonano o stonano con l’anima.
Sara Savoretti, una delle coordinatrici, descrivere la scuola con queste parole: outdoor education, gioia e rilassatezza, lentezza e rispetto dei tempi, narrazione (perché un’altra delle suggestioni pedagogiche che hanno influenzato ‘Anchesepiove’ è quella del professor Riziero Zucchi, secondo cui la narrazione è importante per i bambini ma anche per i genitori, i protagonisti della storia personale dei propri figli) e anche fatica e dedizione. Occorrono molte energie, infatti, per mettere d’accordo tutti i genitori e le persone che ruotano intorno alle classi senza dover arrivare a prendere le decisioni sulla base della maggioranza. Ci sono discussioni e riunioni in cerchio per raggiungere una visione comune e concorde, così come tante energie richiedono i bambini e le loro attività.
“Bello, bellissimo. Ma come fate?” ha chiesto, qualche mese fa, l’esponente di un ente riminese che, interessato al progetto, si era fatto spiegare le attività di ‘Anchesepiove’ e raccontare le giornate della scuola. “Tornerete a casa stanchissime!”
«Certo – ha risposto Sara – ma anche vive e felici. Perché in una scuola così gli educatori possono finalmente esprimersi, essere creativi e propositivi nel rapporto con i bambini; non vivono paralizzati come gli insegnanti di una scuola pubblica tipica, che tra le imposizioni dall’alto e la paura di essere denunciati per qualsiasi cosa non se la sentono di uscire dal piccolo seminato tracciato loro da presidi non sempre illuminati. Quando i ventitré ragazzini di ‘Anchesepiove’ escono, in fila, per andare a scoprire un nuovo percorso o per visitare la chiesetta sopra la collina, dove possono osservare pelli di serpenti, farsi raccontare le storie avventurose dei frati e visitare il Museo degli Sguardi, e si aggiustano le mantelline, dall’altro lato della strada gli alunni di una scuola pubblica li guardano attraverso i vetri, e forse non staranno più attenti alla lezione».
Sara 347.9808696
Il Millepiedi – cooperativa sociale, via Tempio Malatestiano 3, 47921 Rimini
tel 0541.709157 – fax 0541.70866
di Silvia Valerio