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Barbara Riccardi, “Nobel” e rete solidale

Pubblicato il 17 gennaio 2016 0

Una comunità educante costruita su una rete di relazioni radicate nel territorio. È l’idea che ha permesso a Barbara Riccardi di essere candidata al Global Teacher Prize 2016.

Barbara Roccardi insegna alla scuola primaria di Spinaceto, Municipio IX di Roma ed è l’unica italiana ad essere candidata per il cosiddetto Nobel dell’insegnamento, cioè il Global Teacher Prize 2016. Ciò che ha determinato la sua candidatura, come ci spiega lei stessa, è stato «l’aver saputo creare alleanze tra scuola e famiglia, aver saputo fare rete con le istituzioni e le associazione del territorio. Abbiamo tirato fuori ognuno le proprie attività e competenze e le abbiamo messe a frutto per la comunità educante».

«Questo può accadere solo se un dirigente sa cogliere queste opportunità e sa valorizzarle. Io sono stata fortunata».

«Non dimentichiamo che sono tantissimi gli insegnanti che mettono tanta passione nel loro lavoro, siamo in tanti ad essere contenti di investire tempo ed energie e di impegnarci in cose nuove – spiega Barbara – È vero, tanto ce lo dobbiamo inventare. Siamo costretti a diventare scuola-impresa, dobbiamo andare a bussare a tante porte, partecipare a bandi, cercare fondi. Noi, come docenti, abbiamo bisogno di appoggiarci ad esperti per poter realizzare progetti di qualità, qualità educativa e formativa. Per esempio, nella mia classe c’è un bimbo il cui papà è geologo e docente universitario e ci ha aiutato a realizzare il progetto di un museo virtuale. Per i 50 anni della scuola di Spinaceto apriremo questo museo virtuale coinvolgendo tutte le istituzioni, Università Roma 3, Ordine dei Geologi, Consulta della Cultura del Municipio IX, teatro, biblioteca, protezione civile, centri anziani, associazioni, tutti porteranno fotografie e reperti di 50 anni fa che andranno a comporre un tesoro storico».

«La scuola di oggi ha tante opportunità e tante valenze per poter fare emergere lo spirito creativo che dovrebbe sempre essere uno egli elementi fondamentali a tutti livelli – continua Barbara – Noi docenti in Italia facciamo tante cose belle ma purtroppo non sappiamo valorizzarle e valorizzarci. Si finisce sempre per dare risalto agli aspetti negativi, alle cose che non vanno e trascuriamo di fare emergere ciò che facciamo di buono. Facendo confronti con l’estero, noi rimaniamo sempre una delle scuole migliori. Siamo avanti nel discorso dell’inclusione e nel metodo di lavoro sui bambini e ragazzi con disabilità e anche la valorizzazione di competenze ed abilità con le Nuove Indicazioni Nazionali».

La scuola primaria di Spinaceto con altre scuole di ogni ordine grado di Roma in rete e gemellate con le scuole di Parigi, grazie agli Uffici Scolastici di Roma e Parigi, realizzeranno un progetto sulla vita di Leonardo con l’allestimento finale di due mostre nelle due Capitali per confrontare le due realtà. «Poi lavoriamo sul made in Italy riconosciuto nel mondo come valore aggiunto, moda e alimentazione – prosegue Barbara Riccardi – Pratichiamo lo scambio delle buone pratiche, ciò che funziona nelle scuole italiane e francesi si scambia. In Francia, per esempio, funziona molto la didattica museale, sulla quale in Italia occorre lavorare tanto, visto che peraltro abbiamo la maggioranza delle bellezze artistiche e culturali. Dobbiamo sensibilizzare i bambini, fin dalla più tenera età, ad aprire nuovi orizzonti».

Ma la vita scolastica è fatta anche di frustrazioni. «Sappiamo bene e vediamo che ci sono limiti ma ce la mettiamo tutta pur di creare ambienti formativi migliori; purtroppo oggi non ci sono fondi, c’è bisogno di costruire reti solidali, c’è bisogno di alleanze sul territorio e di patti scuola-famiglia, tutti salvagenti per portare avanti il discorso qualitativo nella scuola, per dare una sferzata alla scuola».

Ora la candidatura al Global Teacher Prize 2016 è «una opportunità per mettere in luce ciò che c’è di bello nel nostro paese. Le cose belle esistono, noi facciamo uno dei più bei lavori. Lo si deve fare per passione, si deve trasmettere ai ragazzi la passione. I ragazzi devono essere messi al centro della lezione con le loro competenze. Chi è felice trasmette felicità. Quando vedi i tuoi alunni che al suono della campanelle corrono per essere i primi, contenti e cantando, allora è il segnale che hai superato il primo ostacolo, che hai ottenuto il primo successo».

Barbara Riccardi ha mosso i “primi passi” come insegnante di psicomotricità alla scuola materna e alle elementari: «Volevo diventare insegnante di educazione fisica. Quando ho iniziato a lavorare e fare ricerca attraverso il corpo, ho visto grandi risultati; il collegamento tra mente e corpo funziona benissimo, quando c’è benessere fisico c’è anche benessere mentale e viceversa e cominciando dai bambini piccoli tutto si può far apprendere meglio partendo da queste basi. I bambini sono svegli, attivi e curiosi e gli adulti devono incoraggiarli».

Barbara ha anche pensato a cosa potrebbe fare con il denaro del premio se dovesse vincere.

«La più grande soddisfazione sarebbe quella di creare un movimento culturale a tutto tondo, mettere in rete conoscenze e competenze, creare le scuole possibili, spazi polivalenti che siano luoghi di apprendimento». La scuola possibile è anche una rivista online, «io faccio parte della redazione; è riconosciuta dal Miur. Mettiamo a disposizione buone pratiche che portano un risultato, chi non ha idee, chi ha bisogno di spunti, chi ha paura di osare trova lì ciò che si può fare. Nel luogo e negli spazi che penso possibili, tutti da creare, vedo anche l’attività della formazione per genitori, docenti e ragazzi “possibili”».

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