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Educazione parentale a Padova

Pubblicato il 5 marzo 2016 0

Arriva a Padova, vicino alla piazza più grande d’Europa, il Prato della Valle, il primo spazio nel centro patavino di educazione parentale.

E’ il caso de La Scuoletta dietro al Prato, che nasce inizialmente come proposta per le prime due classi della scuola primaria, ma che in futuro sarà pronta ad accogliere tutto il ciclo delle elementari.

L’approccio di insegnamento, concordato tra i genitori, spazia dalla pedagogia Waldorf allo stile libertario, riconoscendo, infine, come massimi insegnati di vita, se stessi e il Mondo, nelle sue molteplici espressioni e mutamenti.

Partendo dall’associazione Cerchidarcobaleno, già attiva in temi di maternità, genitorialità ed educazione, un gruppo di genitori ha dato vita alla Scuoletta, la cui campanella suonerà a settembre 2016.

A parlare di questa proposta è Maria Antonietta Zuccalà, presidente dell’associazione e mamma di un futuro alunno della scuola.

Come e perché è nata l’associazione di promozione sociale Cerchidarcobaleno ?

E’ nata quattro anni fa per offrire attività e percorsi di sostegno alla maternità e alla genitorialità, spaziando anche nell’educazione e crescita, con proposte di laboratori esperienziali per i bambini in età prescolare e scolare. Oltre alle attività legate al mondo della maternità e del femminile, in questi ultimi mesi abbiamo iniziato a interessarci di educazione parentale, dato che i nostri bambini stanno crescendo e sono prossimi all’inizio del ciclo scolastico della scuola primaria. Così abbiamo deciso di inserire tra le attività dell’associazione anche il progetto della Scuoletta dietro il Prato, che sta entusiasmando e coinvolgendo nuove persone ogni giorno di più. mani-scuoletta

Perché avete scelto di attuare un’educazione parentale?

Abbiamo scelto di creare una scuola parentale perché vogliamo essere partecipi della crescita dei nostri bambini. Vorremmo creare, insieme a formatori e insegnanti scelti, una scuola che permetta ai nostri figli di essere felici nell’andarvi, di fare esperienze che formino la loro persona, provando e scoprendo il piacere dell’imparare. Vorremmo dare ai nostri bambini e bambine gli strumenti necessari per conoscersi e sentirsi sicuri in relazione con il mondo. Seguiremo il programma didattico ministeriale, ma con metodologie alternative a quelle della scuola tradizionale, con un insegnamento che, grazie al numero ridotto di bimbi, garantisca una diversa attenzione alle specifiche esigenze di ogni bambino e di ogni bambina, e che permetta di apprendere più piacevolmente e di sentendosi protagonisti del proprio percorso di crescita. Come genitori avere la possibilità di partecipare al loro percorso e apprendimento è pure per noi stessi una possibilità di crescita. Ogni giorno è una sfida, ogni giorno i nostri bimbi ci chiedono di metterci in gioco e di imparare qualcosa, dipende da noi come vogliamo affrontare tutto ciò: se da protagonisti o da spettatori, delegando ad altri. Una scuola parentale richiede impegno da parte di tutti, ma crediamo che sia un impegno ripagato dalla bellezza della condivisione.

Quali pedagogie e stili educativi si prefigge di trasmettere?

Non miriamo a trasmettere pedagogie, la nostra scuoletta sarà di ispirazione steineriana e libertaria, secondo quella che è la formazione della maestra che abbiamo scelto; ma desideriamo anche un approccio “globale”, che vada al di là di schemi pedagogici prefissati. Vogliamo ispirarci a tutto ciò che riteniamo utile alla crescita dei nostri figli e delle nostre figlie nel mondo educativo e pedagogico; pur sentendo molto vicina la pedagogia di Rudolf Steiner per la profondità con cui tratta e percepisce il bambino e la bambina , i nostri bambini provengono infatti tutti da un asilo Waldorf, vorremmo riportare l’attenzione anche alle esigenze dei tempi che stiamo vivendo e alle istanze che nascono proprio dai nostri figli in questi tempi attuali.

Che insegnanti avete coinvolto?

La nostra maestra ha una formazione steineriana e libertaria, avendo insegnato per vari anni sia nella scuola Waldorf che libertaria della sua città di origine; ma abbiamo coinvolto anche altri educatori e insegnanti, provenienti da esperienze e formazioni diverse. Quello che per noi è importante è che tutti gli educatori che lavoreranno con i nostri bambini e le nostre bambine, sentano il loro universo con una certa sensibilità e attenzione, che riescano a leggerlo e aiutino anche noi genitori a comprenderli, per poter lavorare tutti insieme a una crescita serena e ricca, affrontando con coscienza i problemi e gli ostacoli che si potranno presentare.

Quali sono i principi fondamentali che volete trasmettere con questa scuola?

Condivisione, consapevolezza di sé e degli altri, conoscenza del mondo e accoglienza delle diversità. Vogliamo costruire una scuola crescendo insieme, seguendo un’idea comune di crescita, conoscendoci e migliorandoci. Una scuola che non rifiuti totalmente il programma di istruzione tradizionale, che dia cioè ai nostri bambini e alle nostre bambine le basi di una conoscenza comune, ma che al contempo, con metodi e visioni educative alternative, dia gli strumenti per affrontare la vita con sicurezza, con una maggiore consapevolezza di se stessi, del territorio in cui si vive, delle diversità che compongono questo stesso territorio e offra quindi una formazione aperta che permetta di essere liberi di muoversi e sperimentare.

Racconta una giornata tipo.

Alla mattina cominceremo con un orario flessibile e con la possibilità di un “car-pooling” tra noi genitori, che tenga conto delle esigenze di tutti; si farà lezione nelle prime ore del mattino. I nostri bambini e bambine faranno esperienze anche all’esterno dell’aula, per conoscere le scienze, l’interculturalità, la natura e tutto ciò che riterremo importante per l’apprendimento diretto, perché ci sono molti modi per arrivare allo stesso fine. Vorremmo inserire una lingua extra-europea, oltre all’inglese; pensiamo come proposta al cinese e all’arabo, per avvicinare i bimbi sia a nuove sonorità linguistiche, sia a tradizioni e culture con cui sicuramente convivranno nei prossimi decenni. Vorremo che imparassero a conoscere loro stessi, a essere autonomi e per questo avranno cura dello spazio in cui vivranno durante la giornata. Vorremmo dare loro la possibilità di coltivare e conoscere la Natura, nonostante la sede sia nel cuore di una città e non in aperta campagna, utilizzando tutte le risorse che il territorio della nostra città ci mette a disposizione.

Che attività e laboratori pensate di svolgere?

Dopo il pranzo condiviso, nel pomeriggio, ci saranno laboratori di diverso tipo, come musica, gioco-danza. Ci piacerebbe inserire il thai chi, lo yoga, fare laboratori di teatro, di letture animate…tutto a misura e in relazione alla loro età e a quello che loro stessi ci porteranno incontro strada facendo.

Com’è strutturata la vostra sede?

E’ un appartamento, con uno spazio-giardino dove poter anche coltivare un piccolo orto ed è a pochissimi metri da un parco dove si svolgeranno prevalentemente le attività dei bambini e delle bambine della Scuoletta. Sfrutteremo anche al meglio la vicinanza con alcune realtà importanti della città di Padova, come il meraviglioso Orto Botanico, che si trova a pochi minuti dalla Scuoletta. La nostra intenzione è quella di far vivere il più possibile ai bambini e alle bambine una scuola “dal vero”, per conoscere la natura, le scienze e tutto il resto, senza libri ma con esperienze dirette e personali.

di Isabella Wilczewski

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