Il documentario “Figli della libertà”, di Lucio Basadonne e Anna Pollio, sarà proiettato il 7 marzo in 38 città italiane.
E’ bastata la caparbietà di due genitori per trasformare le riprese fatte con una semplice macchina fotografica in un film audace, intenso e “libertario” che raccoglie numerosissime testimonianze e pareri in merito al libero apprendimento. Ma “Figli della libertà” non è solo un inno alla libertà di apprendimento, ma un vero e proprio viaggio, spazio-temporale e interiore, di una famiglia che mette in discussione il sistema scolastico d’oggi. Dalle riprese di questo viaggio nasce un documentario, appunto, “libertario” , poiché è molto diverso dai tradizionali documentari perché non vengono rispettate volutamente regole per l’inquadratura, l’audio e il montaggio, ma che è lo specchio di un flusso di pensieri e scorci di vita quotidiana. Per analogia non è una lezione frontale sui banchi di scuola, piuttosto è una lezione in libero apprendimento dove i protagonisti, condividendo il loro percorso personale, danno strumenti e spunti di riflessione che lo spettatore poi userà, se vuole, per trarre le proprie considerazioni.
Lucio e Anna infatti, non hanno la presunzione di avere la verità in tasca; anzi nel loro viaggio emergono i dubbi che sorgono spesso ai genitori che decidono di uscire dalla strada della scuola tradizionale, per percorrere quella del libero apprendimento. Saranno, appunto, i dubbi, la necessità di ricercare e lo spirito intraprendente della famiglia ad animare il fluire delle vicende che lega i numerosissimi protagonisti di questo documentario che sono, oltre alla famiglia Basadonne, i bambini, nella loro spontaneità, gli insegnanti, gli homeschooler, i ragazzi della Summerhill School e gli esperti tra cui: Daniele Novara, Monica Guerra, Francesca Antonacci, Emily Mignanelli, Paolo Sarti, Paolo Mottana, Erika Di Martino, André e Arno Stern , Raffaella Cataldo e Silvano Agosti.
Come collante di tutto questo non si trova una vera e propria sceneggiatura, piuttosto un canovaccio che fa da filo conduttore al susseguirsi di pareri, testimonianze ed esperienze di vita, il tutto scandito da una divisione in capitoli. Il film nella sua alternanza, risulta tuttavia lineare, coerente e piacevolmente scorrevole. A supporto delle riprese “libertarie” si trova una splendida colonna sonora, che rispecchia l’animo creativo del regista.
Tuttavia “Figli della libertà” non si limita a indagare nel libero apprendimento, fa emergere anche la necessità di rivedere i ruoli, assegnati dalla società di oggi, che gli adulti ricoprono, evidenziando come questa libertà non sia necessaria solo ai figli, ma anche ai genitori.
“Figli della libertà” uscirà nelle sale in 38 città italiane il 7 marzo, a seguito di ogni proiezione ci sarà un dibattito mediato da un esperto. E’ possibile altrimenti vederlo in streaming o in DVD. Il documentario è stato prodotto dal basso dagli stessi spettatori, grazie a un’operazione di crowdfunding, e se si raggiunge l’obiettivo il film sarà finanziato e diventerà libero, ovvero fruibile gratuitamente a tutti entro la fine del 2017.
Per sostenere il film: https://figlidellaliberta.starteed.com/it/partecipa
di Isabella Wilczewski