Li chiamano NEET o vengono diagnosticati con definizioni più articolate: sono i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano.
Sono rimasti incastrati tra due mondi, quello della scuola e quello del lavoro; sembra non ci sia posto per loro da nessuna parte.
Ma perchè sono diventati così tanti? In Italia sono 2.5 milioni e crescono continuamente. Sarà davvero colpa della crisi economica? Delle famiglie distratte? Dei videogiochi e dell’alimentazione?
E se fossero loro la parte sana? Se fossero loro i precursori di una nuova epoca? A lanciare questa provocazione è Silvia Pagani, ideatrice di Artademia, la non-scuola che a Milano accoglie proprio i ragazzi di questa fascia di età.
«Loro che non riescono più ad andare a scuola, che non tollerano le ingiustizie. Loro che stanno male per una frase infelice di un prof, o che scoppiano di rabbia perchè capiscono di non essere ascoltati. Si chiudono, si ammalano, rischiano di sentirsi diversi, inadeguati, sbagliati – spiega Silvia Pagani – Chi li ha conosciuti da vicino, chi si è preso la briga di andare oltre le parole stringate, i capelli sugli occhi, gli sguardi sfuggenti o provocatori, però sa quali enormi doti nascondano. Sono sempre estremamente intuitivi, sensibili, creativi, ma spesso, troppo spesso, spenti dalla mancanza di stimoli adeguati. Difficile essere una persona sensibile e creativa in un mondo che ci vuole iper razionali e che ci invade bombardandoci di stimoli sensoriali sempre più forti. ARTADEMIA nasce per loro, per noi, per il futuro. Vuole dare spazio alla creatività, al contatto con la natura, al movimento, alle esperienze dirette. Si concentra sulla relazione, sulla riscoperta delle passioni e delle doti individuali. ARTADEMIA non ha banchi, non ha aule ma aria aperta, boschi, strade, musei, osservatori… ARTADEMIA non ha bisogno di verifiche e voti perchè le classi sono piccole e le cose si fanno insieme. ARTADEMIA non si accontenta delle solite materie, ma spazia nei primi tre anni tra ingegneria informatica e agricoltura, design e scenografia, arti scrittorie e comunicazione…e nell’ultimo biennio punta in alto proponendo una formazione full immersion nell’indirizzo scelto tra : Formazione e Salute, Antichi mestieri, Tecnologia e Comunicazione. ARTADEMIA fa del movimento la base dell’apprendimento. ARTADEMIA prepara alla vita attraverso la vita. Tutto parte dall’esperienza, per cui sarà attraverso l’osservazione del cielo che introdurremo Galileo, o attraverso la cucina che affronteremo chimica, botanica, scienze dell’alimentazione». 
«Ragioneremo sulle strategie relazionali più adeguate, su come aumentare l’ autostima, come presentare un progetto in una conferenza, e come comunicare in inglese, spagnolo o LIS. Ci inebrieremo di arte, pittura, arti plastiche, canto, musica, teatro ma anche arti e mestieri antichi. Ma soprattutto dovremo imparare a lavorare con piacere, a star bene e ad approcciare la vita con entusiasmo, perchè una persona felice e fiera di sè trova sempre la sua strada».
Sono aperte le iscrizioni. La scuola aprirà l’11 ottobre. Ci saranno 32 docenti, 5 tutors. Previste 462 ore all’aperto, 10 trasferte/gite, 3 indirizzi professionalizzanti con inserimento lavorativo, niente compiti 0 voti.
Classi a numero ridotto per facilitare la familiarità.