Sei gli agrinidi nelle Marche, di cui uno nell’Anconetano che è stato aperto nel 2014, di stampo montessoriano. Ce ne parla l’ideatrice.
Tutto nasce, come spiega la responsabile, Larisa Lupini, dal bando regionale delle Marche «che ha deciso di stanziare fondi in particolare per le aziende agricole che volevano attivare un servizio sociale per differenziare la propria attività primaria di produzione di beni alimentari e offrire così un servizio di qualità al territorio che rispondesse alle esigenze» spiega la stessa Larisa, che porta avanti l’esperienza dell’”Orto dei pulcini”, all’interno dell’azienda agricola Larini, a Ostra in provincia di Ancona.
«Qui mancano posti negli asili nido e quindi la Regione ha pensato di coinvolgere aziende private, visto che i Comuni hanno sempre meno trasferimenti statali e quindi riescono sempre meno a finanziare esperienze pubbliche. Peraltro, dopo gli asili nido, ora si sta proseguendo con un progetto rivolto agli anziani e ci sono idee per incidere anche su altre fasce deboli di popolazione».
«Con il bando uscito per la prima volta nel 2011, e fino al 2014, hanno aperto 6 agrinido nelle Marche; noi ci siamo avviati a gennaio 2014, unica esperienza di questo tipo dnella provincia di Ancona. Abbiamo scelto di applicare il metodo di differenziazione montessoriano che si sposa molto bene con l’ambiente naturale e le attività all’aperto, agevolando il contatto con la natura».
«L’agrinido è un asilo nido che risponde alla legge regionale sui servizi all’infanzia, è un asilo nido a tutti gli effetti. I criteri previsti dalla legge sono: un educatore ogni 7 bimbi, 7 metri quadrati a bambino e l’offerta di un programma educativo che abbia finalità. E si presuppone continuità e frequenza. Noi ci concentriamo sulle attività all’aperto, siamo dentro all’azienda agricola di famiglia».
«Come mi è venuta l’idea? Io ho sempre operato nel mondo dell’agricoltura prima come ricercatrice universitaria, poi come consulente di studio privati che si occupavano di assistenza tecnica a enti locali, sono laureata in economia. Poi è nato il mio primo figlio; avevo l’azienda agricola dei nonni e ho deciso di valorizzarla. La dimensione è familiare e abbiamo deciso di agganciarci qualcosa di diverso. Mi era venuta in mente l’idea di lavorare con i bambini per riavvicinarli alla natura e per far loro riscoprire tradizione e radici. Siamo partiti con i lavori nel 2013, a inizio anno; a luglio abbiamo costruito la struttura che è risultata pronta a dicembre. Poi abbiamo aperto a fine gennaio 2014. La capacità è di 18 bambini, siamo partiti con 5, poi sono diventati 11, 14 a maggio. A settembre 2014 abbiamo aperto avendo già la lista d’attesa e lo stesso ora. Il progetto nella zona è innovativo, non ci sono altre realtà dove i bimbi stanno tanto all’aperto e ha attirato molto, vengono bimbi anche da 15-20 km di distanza. Abbiamo due educatrici a tempo pieno e una a tempo parziale, siamo aperti dalle 7.30 alle 18.30; c’è un’ausiliaria che cucina internamente, noi siamo azienda biologica, serviamo a pranzo e a merenda prodotti dell’azienda oppure prodotti a km zero, possibilmente biologici».