Sono sempre di più gli asili nel bosco, si stanno diffondendo in tutta Italia. La formula piace alle famiglie. Al via anche d Arona (Novara).
Ad Arona, in provincia di Novara, sta nascendo un asilo nel bosco che darà il via alle attività nel settembre 2016. A raccontare l’esperienza che sta nascendo è Lucia Maccagnola, che fa parte del gruppo promotore.
Come si connota l’esperienza di asilo da voi avviata e che struttura le avete dato?
«Stiamo partendo dalla costruzione di una comunità educante, primo passo per noi fondamentale per le basi dell’asilo che nascerà a settembre 2016. Abbiamo scelto come formula la costituzione di un’ APS(associazione di promozione sociale), per darci la possibilità di organizzare attività ed eventi culturali collaterali all’asilo. Si prospetta anche la realizzazione di una scuola libertaria primaria, ma a lungo termine, ora la priorità va agli obiettivi da realizzare per iniziare con l’asilo».
Educatori e genitori insieme o altra formula?
«Lasciare che un bambino impari all’aria aperta parte dal desiderio di cambiamento di genitori che osservano i propri figli in mezzo alla natura, desiderio che incontra la passione di educatori che credono in una pedagogia alternativa. Dunque la collaborazione tra genitori ed educatori è alla base del nostro progetto. I ruoli saranno ripartiti e da definire durante il percorso. Una comunità educante permette ai genitori di offrire le proprie competenze a tutti i membri che ne fanno parte».
Quanti bambini ospitate?
«Per il momento ci immaginiamo un asilo con 15 bambini come limite massimo, con un rapporta educatore-bambino di 1 a 5, per avere una maggiore attenzione e rispetto della crescita di ogni bimbo».
Cosa vi ha fatto sentire l’esigenza di creare un’opportunità per i bambini di apprendimento al di fuori della scuola convenzionale?
«L’idea è nata dall’incontro di genitori ed educatori con esperienze pregresse in ambiente scolastico poco in linea con i propri valori e con voglia di cambiamento. Nella maggior parte delle scuole convenzionali si sottovaluta l’importanza del contatto con la natura, che viene relegato solo a brevi momenti di ricreazione. Denominatore comune del progetto è la convinzione che l’apprendimento all’aria aperta sia indispensabile allo sviluppo di alcune abilità fondamentali del bambino: movimento e coordinazione, spirito di osservazione, risveglio e sviluppo dei sensi, capacità relazionali quali dialogo e ascolto. Dall’idea che sia la natura ad essere maestra emerge un nuovo ruolo dell’educatore che diventa accompagnatore del bambino negli spazi da lui scelti e lo segue, ritrovando tempo nella natura “perdendo tempo” ad osservarla».
A chi e a quale pedagogia o approccio vi siete ispirati?
«Abbiamo tratto ispirazione dai modelli educativi degli Asili nel bosco già esistenti in Europa (Danimarca e Germania) e da poco anche in Italia, dove la linea guida è dettata dalla pedagogia della natura. Siamo ispirati anche dalla pedagogia libertaria, da quella della lumaca e della “meraviglia”».
Un bilancio della vostra attività fino a qui?
«Ci siamo conosciuti una anno fa e fino ad oggi abbiamo lavorato per il consolidamento del gruppo fondante, attraverso dialogo , gioco, confronto e condivisione di intenti e valori. Siamo in costante formazione ed autoformazione. Stiamo vivendo questo progetto con entusiasmo, aperti all’incontro con altre realtà con le quali poter fare rete. Il nostro obiettivo partire con l’asilo a settembre 2016».
A proposito di rete…
«Stiamo lavorando a livello regionale per partecipare a bandi.
Siamo disposti a condividere la nostra esperienza passo per passo e ad offrire il nostro bagaglio a chi ha a cuore un cambiamento».
Se una famiglia volesse aggregarsi scrivere a asilonelboscoarona@gmail.com