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Parte “Scuola Radice” nel Modenese

Pubblicato il 17 giugno 2017 0

Materiale condiviso, niente voti, compiti solo se necessario: Scuola Radice, progetto parentale, parte in provincia di Modena da settembre 2017.

Scuola Radice è un progetto di educazione e istruzione parentale nato dall’Associazione di promozione sociale senza scopo di lucro “Radice” che ha sede a Carpi (Modena). Il progetto nasce da un gruppo di genitori e professionisti in ambito educativo e si caratterizza come una proposta di istruzione per bambini da 6 a 11 anni (equivalente alla scuola primaria).

«Scuola Radice, pur rientrando nel ventaglio delle possibili forme di educazione parentale, sceglie di definirsi “scuola” per le caratteristiche e i valori sostenuti nel progetto – spiega una delle promotrici, Silvia Bertoncelli – allontanandosi dall’idea di homeschooling (o istruzione domiciliare) o di educazione libertaria. Preferiamo definirci come un progetto sperimentale più che come un modello di scuola “alternativa”: certamente non si può negare che Scuola Radice sia fuori dall’ambito istituzionale e in questo senso, probabilmente, l’aggettivo “alternativa” non è del tutto inappropriato, ma viene da domandarsi se dare modo alla creatività di potersi esprimere, lasciare che un bambino impari la disciplina che lo studio richiede esercitando la libertà del proprio pensiero, suscitare in lui la passione per la conoscenza attraverso l’immersione nella natura e nei libri, significhi veramente esserlo».

Scuola Radice prenderà il via ufficialmente nel mese di settembre 2017 con una classe prima composta da 19 alunni tra i quali sarà presente una bambina con disabilità e nascerà all’interno di una casa di campagna completamente ristrutturata (in via Traversa San Giorgio a Carpi, Modena).

«La scuola si sosterrà in primo luogo attraverso il contributo economico che le famiglie verseranno annualmente per l’iscrizione dei propri figli – prosegue Silvia – Il contributo sarà il più possibile contenuto nell’ottica di costruire una scuola democratica aperta a tutti. Il Collettivo pedagogico di Scuola Radice è formato da una preside, una vicepreside un supervisore pedagogico, una ricercatrice alla didattica, una maestra abilitata, una educatrice al sostegno, una madrelingua inglese, una maestra d’arte e di yoga e un maestro di musica. Tutte le persone coinvolte nel collettivo pedagogico di Scuola Radice sono professioniste in ambito educativo a vario titolo (pedagogiste, psicologhe, maestre abilitate, atelieriste). Nell’esperienza di educazione parentale non sarebbe possibile definire i ruoli come nella scuola pubblica, tuttavia lo abbiamo fatto per distanziare Scuola Radice dai modelli di homeschooling o di educazione libertaria, e per essere quindi meglio identificati come scuola considerato che tra le nostre prime aspirazioni c’è quella di diventare scuola paritaria».

«A Scuola Radice si insegneranno le discipline curricolari così come descritto nel testo ministeriale di riferimento per tutte le scuole statali primarie, ovvero le Indicazioni Nazionali per il Curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di Istruzione: matematica, italiano, storia, geografia, inglese, scienza, arte, musica, discipline del corpo. Centrale sarà il valore dell’interdisciplinarità e del rispetto dei tempi di apprendimento, dell’importanza del punto di vista del singolo ma anche del lavoro di gruppo. Un ruolo fondamentale sarà dato alla lettura: a Scuola Radice non si useranno libri di testo o sussidiari perché i bambini avranno a disposizione una ricca biblioteca di qualità. In linea con il testo del Ministero, Scuola Radice sarà un contesto capace di mettere a disposizione strumenti, promuovere la capacità di elaborazione, conducendo verso lo sviluppo di competenze, intese come l’integrazione tra conoscenze, abilità e atteggiamenti in un contesto reale, in un apprendere che non sia per la scuola, ma per la vita. Scuola Radice raccoglie la sfida delle Indicazioni Ministeriali di realizzare una scuola “sufficientemente buona” sostenendo nel proprio progetto un uso flessibile degli spazi, la valorizzazione del territorio come risorsa per l’apprendimento e una modalità di lavoro laboratoriale, capace di sostenere approcci operativi alla conoscenza».

«Al termine di ogni anno scolastico i bambini che frequentano Scuola Radice sosterranno un esame di idoneità presso l’istituto scolastico territoriale di riferimento che certificherà il raggiungimento dei traguardi per lo sviluppo di competenze. A Scuola Radice i compiti, assegnati se la Maestra li riterrà necessari, sono da considerarsi occasioni di esercizio, approfondimento e ricerca calibrate sulle esigenze del singolo bambino. Il compito più costante sarà la lettura: autonoma da parte dei bambini e ad alta voce da parte dei genitori. I libri e il materiale scolastico (matite, gomme, colori ecc.) verrà acquistato dalle famiglie, tenuto a scuola e condiviso da tutti i bambini».

«A Scuola Radice non ci saranno i voti – aggiunge ancora Silvia – La maestra valuterà costantemente i suoi alunni per accompagnare, definire e riorganizzare il percorso scolastico di ciascuno, incoraggiando al contempo l’autovalutazione. Grazie al lavoro di gruppo si costruiranno strumenti di confronto condivisi. A conclusione di ogni tappa del percorso didattico, la maestra si premurerà di avere un colloquio individuale con ogni bambino per ripercorrere con lui le fasi del suo apprendimento. Di questo dialogo verrà riportato un riassunto sul quaderno per rendere partecipe anche la famiglia. Ci saranno inoltre colloqui individuali con i genitori per illustrare loro il percorso scolastico svolto. Gli spazi saranno semplici e flessibili: ci sarà un’aula, una biblioteca, dei laboratori, un orto “spettinato”, una cucina, un grande giardino e il Tomoe (il secondo piano, uno spazio mobile, imprevedibile e libero). Vogliamo, prima di tutto, essere autentici, capaci di costruire non solo un ponte con il mondo, ma anche con la scuola pubblica, ponendoci con un esempio concreto e in ascolto. Allo stesso tempo, desideriamo costruire una rete, per far sì che le esperienze nascenti non siano isole e nemmeno in competizione tra loro».

«Sosteniamo la libertà con la disciplina, l’ispirazione con il metodo, la complessità con la semplicità, i buoni libri con il catalogo della natura, l’amore per il proprio mestiere con una ferrea preparazione. Noi pensiamo siano binomi esportabili ovunque. La conoscenza è la parola che fonda il nostro progetto pedagogico, e il cambiamento, nel rispetto della tradizione e della cultura in cui viviamo, è ciò che lo muove. Scuola Radice vuole essere una scuola della contemporaneità, capace di riconoscere che i bambini appartengono al mondo e al mondo vanno restituiti; ma che, tuttavia, non si piega sincronicamente sul presente, scegliendo di investire su ritmi e tempi diversi, a volte di nascita lenta, altre di esplosioni improvvise, di sfioritura e di maturazione. Una scuola coraggiosa, che affonda i piedi nella terra, ma che è capace di riflettere il cielo. Una scuola che si mette a testa in giù, che si arrampica su un albero per provare a scegliere un altro punto di vista per pensare e pensarsi».

La sede della Scuola è anche la sede dell’Associazione di promozione sociale senza scopo di lucro “Radice”. Dopo le lezioni, diventerà un Circolo Culturale ospitando conferenze, laboratori, formazioni, feste ed eventi, aprendosi così alla comunità iniziando a costruire quel ponte con la città a cui tanto aspiriamo.

«Scuola Radice nasce dalla volontà e dal lavoro costante di volontari che portano avanti il progetto senza alcun guadagno. Le uniche figure regolarmente retribuite saranno la Maestra, l’educatrice che si occuperà del sostegno e l’insegnante madrelingua inglese. Dal mese di maggio è partita la campagna di crowfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso per raccogliere fondi necessari per il finanziamento di una parte importante del progetto. Il fundraising per noi è quindi di assoluta importanza per raggiungere la cifra che ci permetterà di arrivare agli obiettivi più urgenti. Siccome avremo la fortuna di accogliere una bambina con la Sindrome di Down riteniamo importante assumere un’educatrice al sostegno al gruppo classe, in una prospettiva di piena inclusione nel contesto scolastico. Un’altra esigenza iniziale sarà quella di acquistare arredi (semplici e funzionali) e materiali per la scuola (prevalentemente libri per la biblioteca)».

«Infine, è importante per noi pensare alla sicurezza: una parte del contributo sarà destinata all’acquisto di una seconda porta con maniglione antipanico. Nonostante le scuole parentali non debbano sottostare alle stesse normative dell’edilizia scolastica, a Scuola Radice teniamo molto alla sicurezza anche in un’ottica futura di scuola paritaria».

Per contatti e approfondimenti

Sito della libreria Radice-Labirinto  cercate gli articoli dal titolo Scuola Radice#

oppure

http://www.topipittori.it/it/topipittori/andare-alla-radice

Per informazioni scrivere a:

scuolaradicecarpi@gmail.com oppure contattare: Alessia Napolitano (tel. 347-3981864) e Silvia Bertoncelli, rappresentante legale dell’Associazione (tel. 333-4709078).

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