La licenza Siae costa troppo e la web radio degli studenti di Bari rinuncia alla musica mainstream. Ma intanto altri progetti didattici hanno dovuto chiudere.
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AGGIORNAMENTO: Vista la ribalta ottenuta dalla notizia, la Siae ha offerto per un anno la licenza alla radio della scuola: QUI.
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Il testo dell’articolo precedente:
Non esiste una convenzione tra la Siae e il Miur per le radio scolastiche e così Radio Panetti – il progetto di webradio dell’istituto tecnico Panetti-Pitagora di Bari nato nel 2006 – è costretto a rinunciare alla musica commerciale. L’amara scoperta dopo quasi 10 anni è stata fatta dal docente responsabile dell’iniziativa, Antonio Curci. “E’ che alla fine va a discapito dei ragazzi – denuncia Curci – costretti a rinunciare ad una parte importante della webradio. D’altronde è un prodotto senza fine di lucro che si rivolge ai giovani, non può diventare un talk di solo approfondimento”.
Nessuna convenzione per le webradio scolastiche
Il campanello d’allarme è partito, come ricorda il docente, all’inizio di quest’anno scolastico, su sollecitazione della dirigente scolastica Eleonora Matteo. “La preside aveva avuto notizia della chiusura di diverse webradio scolastiche per il mancato pagamento dei diritti Siae per la musica trasmessa e mi ha chiesto di fare un controllo” racconta Curci. Poi una telefonata alla sede centrale della Società italiana degli autori ed editori chiarifica che non c’è una via d’uscita: il minimo da pagare per una radio istituzionale senza scopo di lucro è un migliaio di euro all’anno. Senza contare poi il contributo per il Scf (consorzio Fonografici), che si aggira sempre su quella cifra e il costo per l’acquisto di ogni singola canzone
Una spesa insostenibile per un istituto scolastico, sebbene veicolati per un progetto capace non solo di sviluppare le capacità comunicative degli studenti-speaker, ma anche di rafforzare e diffondere le tematiche affrontate in classe. “All’interno del palinsesto della radio – commenta il responsabile del progetto – abbiamo inserito una serie di approfondimenti sulle lezioni, ed è chiaro che per discuterle a braccio bisogna padroneggiare le materie. In radio non usiamo scrivere testi che i ragazzi leggeranno”.
Il passaggio alla licenza Creative Commons
Da quest’anno, quindi, si passerà ad una soluzione di compromesso. Da un lato la diffusione via web delle canzoni legate alla licenza Creative Commons (anche detta copyleft) – ovvero il repertorio di autori non legati alla Siae, meno ‘mainstream’ -, dall’altro l’alleanza con le band locali. Radio Panetti trasmetterà infatti i brani di gruppi pugliesi che daranno l’assenso alla diffusione, permettendo loro anche di fare un’ospitata negli studi di registrazione durante i programmi di approfondimento.
Una soluzione temporanea, nella speranza che in futuro le note degli autori Siae possano tornare ad essere trasmesse sulla webradio. “Sarebbe bello – conclude Curci – avere uno sponsor che copra i costi delle licenze Siae e Scf. Radio Panetti è una radio creata dai ragazzi per i ragazzi e progetti educativi come questi andrebbero finanziati anche dai privati. Oppure che la Siae crei convenzioni specifiche con il mondo delle webradio scolastiche, che non ricevono finanziamenti, ma nascono solo per far apprendere in maniera divertente il mondo della comunicazione ai ragazzi”.
Fonte: Bari Today