Anche a Pavia sta per nascere una scuola parentale il più possibile a misura di bambino. E questo grazie a da due mamme e amiche.
L’idea nasce da Silvia Sapori Tirelli e Carla Damnotti, due mamme diventate amiche intrecciando le proprie passioni e condividendo le stesse idee. Dopo un anno di studio intenso hanno fondato l’associazione Semi di senape oggi promotrice della scuola Madre Teresa.
“Sono mamma di tre bimbe e ho conosciuto Carla in oratorio dove anche lei porta i figli al babytime pomeridiano” racconta Silvia Sapori Tirelli spiegando così i primi semi gettati per far nascere la scuola Madre Teresa: “Io e Carla confrontandoci sul tipo di educazione che avevamo in mente per i nostri figli, ci siamo subito accorte che entrambe pensavamo ad un percorso pedagogico diverso da quello proposto dalla scuola tradizionale e soprattutto che a Pavia non ci fosse una struttura che rispecchiasse quello che avevamo in mente”.
Nonostante la ricca offerta scolastica sia pubblica che privata presente sul territorio di Pavia, ci siamo messe a studiare a lungo per trovare il metodo giusto e per riordinare le tante idee: dal sistema Montessori a quello di Arno Stern e poi ancora da Camillo Bortolato a Mario Lodi fino a Don Milani. Abbiamo iniziato ad interessarci alle esperienze di homeschooling presenti in Italia e alla fine abbiamo capito che oltre all’individuazione di un metodo c’era bisogno di un’equipe, una vera e propria squadra di persone interessate e disposte ad intraprendere questo percorso insieme a noi”.
E’ da qui che sono iniziati i numerosi incontri conoscitivi e formativi con chi aveva mostrato interesse al progetto. “All’ingresso dell’oratorio dove abbiamo organizzato i primi incontri, abbiamo messo un grande cartello con su scritto Abbiamo bisogno di voi. Da quegli incontri è nata l’associazione Semi di senape, una squadra di persone motivate dallo stesso obiettivo comune di realizzare una scuola diversa. Oggi ci sono tre insegnanti, due di scuola media uno del liceo, uno psicologo, un educatore, un fisioterapista alcuni volontari e le mamme e papà che compongono il direttivo.”
La scuola Madre Teresa sta facendo i suoi primi passi e si appresta a suonare la sua prima campanella all’inizio del nuovo anno scolastico. “Abbiamo stilato il nostro metodo scolastico che ha molto a che fare con gli insegnamenti di Maria Montessori e abbiamo aperto le iscrizioni a giugno 2017” spiega Silvia. “All’open day hanno partecipato 13 bimbi di prima e seconda elementare di età tra i 6 e i 7 anni. Gli iscritti al momento sono 5, per iscriversi c’è tempo fino a settembre. Vorremmo arrivare a 9 bambini perché solo in questo modo saremmo in grado di pagare in modo equo la maestra che si chiama Arianna Prunotto e l’abbiamo incontrata e scelta dopo ben oltre 30 incontri e colloqui. La scuola che abbiamo in mente è piccola, semplice ma ben strutturata. L’obiettivo è che abbia tutto il necessario per dare risposte di qualità ai bambini e che tenga una retta contenuta.”
Rispetto al programma e alle attività da proporre, Silvia e Carla hanno le idee chiare: ”Ci siamo accorte che nella scuola pubblica i bimbi sono inseriti in programmi fitti, densi e complessi ma poi non sanno distinguere un lago da un fiume, leggono con difficoltà e non sono in grado di prendere un autobus o di orientarsi nel proprio quartiere. La nostra intenzione è di fornire ai bambini degli strumenti concreti e pratici che li agevolino nella vita di tutti i giorni.”
La giornata alla scuola Madre Teresa prevede infatti attività creative che lasciano spazio alla dimensione personale del bambino, ai suoi ritmi e alla necessità di ascoltarsi ma anche a momenti pratici e concreti. “La giornata inizierà alle 8.30 per il risveglio corporale. E’ comprovato che il cervello si attiva quando anche il corpo è in movimento. Nelle scuole in Romania, per esempio, per i bambini è comune iniziare la giornata mettendosi in cerchio e giocando con la palla. E’ importante chiedere ai bambini come stanno, come si trovano e a cosa pensano, per questo alla Madre Teresa pensiamo sia importante dare loro la possibilità di esprimersi attraverso le tante attività e con il supporto di persone esperte.”
Andare a scuola è un lavoro” prosegue Silvia “si deve apprendere ma non solo. Si fa’ lezione ma soprattutto si lavora su progetti specifici che consentono agli studenti di arrivare a fine anno in pari rispetto agli obiettivi stabiliti dal MIUR.”
Per cosa questa nuova scuola si distingue da una scuola tradizionale? Silvia spiega che è un fatto di numeri e di contenuti: “La scuola pubblica tradizionale nella maggior parte dei casi ha a che fare con tanti bambini e poche risorse. Noi vogliamo dedicare ai bimbi la massima attenzione, per questo immaginiamo classi con non più di 10 studenti ciascuna. Vogliamo però che la nostra scuola sia accessibile e non d’elite, per questo facciamo affidamento sul prezioso contributo dei volontari che mettono a disposizione le proprie competenze e professionalità. C’è un volontario che si occuperà del metodo Suzuki per la musica1. Al quarto e quinto anno verrà invece inserito lo studio della chitarra, uno strumento che anche nell’età adolescenziale e adulta ha un grande valore aggregativo e conviviale. Un esperto del Parco del Ticino si è appassionato al nostro progetto scolastico offrendosi a titolo gratuito di portare i bimbi in gita una volta alla settimana per studiare la flora e la fauna. Tra le attività facoltative inseriremo anche lo yoga che si terrà due pomeriggi alla settimana.”
La scuola Madre Teresa è immersa nel parco del Ticino, un posto che si presta a tante attività in mezzo alla natura. Un posto “capitato” con un pizzico di fortuna: “Abbiamo pensato a lungo a chi rivolgerci per trovare uno spazio adeguato per realizzare il nostro progetto, e anche in questo caso la provvidenza ci è venuta incontro: a San Lanfranco nell’omonimo oratorio, il Vescovo e il prete della parrocchia ci hanno dato piena disponibilità ad utilizzare gli spazi gratuitamente visto che di mattina l’oratorio è inutilizzato. Abbiamo a disposizione anche la sala musica e la biblioteca per le nostre attività. All’interno c’è persino la cucina ma per il momento il pranzo sarà al sacco. Quando avremo più risorse ci piacerebbe garantire un primo piatto e un contorno lasciando la possibilità alle famiglie di dare al bambino una pietanza aggiuntiva portata da casa”.
I genitori che intendono iscrivere alla Madre Teresa i prorpi figli sanno già che sono tra i protagonisti del progetto e coinvolti sin da subito nella vita scolastica dei propri figli: “Una cosa è certa, nella nostra scuola dev’esserci un collegamento solido tra genitori e maestri. I genitori saranno costantemente coinvolti negli incontri, negli open day e nella gita scolastica prevista ogni venerdì. I papà e le mamme sono consapevoli di dover mettere a dispozione il proprio tempo e nel caso della gita dovranno accompagnare i bambini nelle diverse escursioni magari prendendosi anche un giorno di ferie dal lavoro.”
La retta è pensata in modo da poter essere il più accessibile possibile agevolando le famiglie che volessero iscrivere più di un figlio: “La rettà sarà di 150 euro al mese per il primo figlio, la metà per chi manda anche il secondo e qualora ci fosse un terzo figlio sarà completamente gratuita. La nostra priorità è quella di tenere prezzi contenuti perchè ci interessa che questa proposta educativa soddisfi le esigenze e l’interesse di tutti quei genitori che come me e Carla credono nel progetto e nei contenuti proposti, aldilà della loro condizione economica”.
I fondi per partire da dove arrivano? “Dalle nostre tasche” risponde Silvia. “All’inizio è così, fa’ parte del portare avanti qualcosa in cui credi e sei convinta possa servire non solo per i tuoi bambini. Ci auguriamo di raggiungere il numero sufficiente di iscritti per partire a settembre, altrimenti rimandiamo l’apertura all’anno prossimo. Per chi fosse interessato a consocerci dal vivo può seguirci e contattarci sulla nostra pagina facebook, siamo ben contente di condividere e spiegare la nostra idea con l’auspicio di trovare nuovi sostenitori”.
Indirizzo: Scuola Madre Teresa: Via San Lanfranco Beccari 4,6 Pavia
1 Il metodo prende il nome dal suo fondatore Shinici Suzuki, violista giapponese che si trasferì in Germania negli anni ’20 per cercare di comprendere il vero significato dell’Arte. Dopo lunghi studi Suzuki comprese che proprio “l’imitazione” è alla base del processo d’apprendimento umano nei primi stadi della vita e, attraverso il metodo che egli chiamò “della lingua madre”, dimostrò che si poteva insegnare ad un bambino così come gli si insegna a parlare: niente di più ovvio, eppure niente di più straordinariamente rivoluzionario per quei tempi in cui il gran maestro giapponese ideava e codificava il metodo. Come, infatti, un bambino impara a parlare ascoltando e ripetendo continuamente le parole dette infinite volte dai genitori, così impara a suonare ascoltando e ripetendo continuamente un frammento musicale, un ritmo, una melodia che gli stessi genitori, “addestrati” dall’insegnante, gli proporranno nel corso della giornata affinché gli risultino familiari. Poiché la musica sarà a questo punto entrata a far parte in modo del tutto naturale della vita del bambino e della sua famiglia, diventerà per loro “metodo di vita”, attraverso il quale verrà costruito il carattere, si coltiverà il buon gusto, si svilupperanno le buone maniere, si imparerà ad entrare in relazione con gli altri rispettando le regole, ma anche affinando la sensibilità.
di Marta Valota