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Scuole sostenibili in rete

Pubblicato il 17 luglio 2017 0

A Bolzano è nata la piattaforma delle scuole sostenibili e a parlarcene è Wilfried Meraner, co-fondatore della piattaforma stessa.

Wilfried Meraner è insegnante di meccanica e costruzioni all’Istituto Tecnico Industriale Max Valier di Bolzano (di lingua tedesca) ed è ideatore e co-fondatore della Plattform Nachhaltige Schule, la Piattaforma delle Scuole Sostenibili.

Che cos’è la Piattaforma delle Scuole Sostenibili? Com’è nata e quali sono i suoi obiettivi?

E’ una rete di scuole che si occupano di sostenibilità, sia nell’insegnamento che nella messa in pratica per le singole scuole stesse. E’ nata circa tre anni fa.

Gli obiettivi che proponiamo per le singole scuole sono:

– la scuola come azienda diventa sostenibile passo dopo passo, in modo da poter diventare un

esempio di sostenibilità

– gli studenti lasciano la scuola con una consapevolezza per la sostenibilità e con una prospettiva

che mostra come la si può raggiungere in modo mirato nella vita privata e nell’economia.

Come le è venuta l’idea?

Volevo fare qualcosa per rendere le scuole sostenibili, non soltanto la scuola in cui insegno io. Avevo il sogno di aiutare i miei studenti a vivere in modo sostenibile. Sono convinto che le scuole hanno un grandissimo potenziale per contribuire al cambiamento globale indispensabile per salvare il nostro pianeta. Vedo che c’è molto interesse, purtroppo a molti interessati manca il tempo per essere attivi in modo continuativo.

Che relazione c’è tra la Piattaforma e la Rete dell’Economia del Bene Comune?

Senza un’economia sostenibile non si può raggiungere la sostenibilità. Per questo l’ Economia del Bene Comune è un elemento fondamentale in tante scuole che partecipano. Si tratta di un’economia che oltre al profitto necessario ha come obiettivo il bene di tutti, al contrario dell’economia che abbiamo oggi. In Alto Adige ci sono circa 100 ditte che la sostengono ed esiste in Germania, Spagna, Austria, Italia. Il fondatore si chiama Christian Felber e l’ha diffusa anche in Sudamerica. Nel mondo circa 2000 ditte la sostengono. L’obiettivo è fare un bilancio del bene comune, oltre a quello finanziario. In questo modo il “grado” di sostenibilità diventa misurabile. Ma soprattutto cambiano subito gli obiettivi della ditta. E noi abbiamo portato questo modello nelle scuole superiori.

Quante sono le scuole sostenibili nella vostra regione?

Non possiamo parlare di scuole che possano qualificarsi completamente come sostenibili perché si tratta di alcuni insegnanti che sono sensibili al problema o che hanno partecipato o hanno l’intenzione di prendere parte ai nostri progetti. Si tratta dei tre quarti delle scuole superiori presenti in Alto Adige. Non abbiamo un sistema formale per diventare soci. Diciamo che si tratta di una ventina di scuole superiori.

Come si diventa soci della Piattaforma?

Non abbiamo un modo formale di entrare a far parte della piattaforma. Basta partecipare.

Supponiamo che io sia la preside o un’insegnante di una scuola che è interessata alle tematiche che diffondete. Che cosa devo fare per partecipare e diventare una scuola sostenibile?

Puoi contattarmi direttamente. Vado nella scuola e faccio una breve relazione al collegio degli insegnanti per spiegare di che si tratta. Poi gli insegnanti decidono se vogliono partecipare o no. In caso affermativo, iniziamo.

Chi si occupa di informare la scuola sui singoli temi? Vi affidate ad esperti?

Collaboriamo con il Terra Institute di Bressanone, una azienda che si occupa di aiutare altre aziende a diventare sostenibili. Loro sono esperti e vengono nelle scuole a fare una relazione. Nella nostra scuola, per esempio, in tutte le seconde e quarte classi. Nelle prime sono ancora piccoli e nelle quinte gli studenti sono impegnati con la maturità. La relazione dura circa tre ore e nella prima ora viene descritta la situazione attuale globale che è molto triste e grave. Dopo però vengono vengono mostrate delle prospettive che possono dare grandi speranze e, concretamente, cosa si può fare. Vengono illustrate varie forme di economia sostenibile, tra le altre l’Economia del Bene Comune. Nell’ultima parte gli studenti, circa quattro classi per relazione, si dividono in gruppi e cercano insieme idee su temi specifici. Nel corso dell’anno scolastico, queste proposte vengono scelte e approfondite da un apposito gruppo di lavoro.

Ci può fare un esempio concreto?

Ad esempio: su cosa si può risparmiare in una scuola o che cosa si può migliorare? L’uso disattento della carta, il riscaldamento che fa disperdere energia inutilmente. Durante l’anno un gruppo di lavoro – studenti assieme a insegnanti – decide su temi molto pratici che si possono mettere in atto. Passo dopo passo la scuola diventa più sostenibile.

Che cosa avete realizzato fino ad ora?

Fino ad ora non moltissimo perché abbiamo dovuto trovare metodi pratici da realizzare. Tra l’altro ci siamo occupati di vedere dov’è il problema tecnicamente riguardo alla dispersione di energia e nella nostra scuola siamo riusciti a risparmiare tanti soldi all’anno sul riscaldamento. È ancora da verificare quanto, ma potrebbe trattarsi di 50.000 euro o anche di più.

Quali sono i progetti a parte la carta e il riscaldamento? I progetti, inoltre, riguardano anche temi che si possono sviluppare al di fuori della scuola?

Sì. Ci sono scuole che hanno inziato anche prima di entrare a far parte della piattaforma.

Vi rivolgete a esperti per mettere in pratica i progetti di ristrutturazione?

Si occupano i dirigenti scolastici di contattarli. Noi facciamo soltanto le proposte. Ogni scuola lo fa indipendentemente.

Esistono scuole sostenibili anche tra le scuole elementari e medie?

Sicuramente anche lì fanno qualcosa. Cercheremo di coinvolgere possibilmente tutte le scuole.

Si paga per far parte della piattaforma?

No. Fino ad ora non abbiamo neppure avuto bisogno di soldi ma non so se in futuro ne avremo. Stiamo cercando di ricevere aiuto per realizzare un sito web e forse possiamo riuscirci. La scuola paga qualcosa quando gli esperti del Terra Institute si recano a fare le relazioni.

Quanti si occupano dell’organizzazione della Piattaforma?

Nella nostra scuola sono circa venti persone che si interessano piú intensivamente del progetto. Il Gruppo di lavoro interno comprende 8 insegnanti e 5 studenti. Un altro gruppo, al quale partecipano insegnanti di tante scuole diverse, si occupa del progetto esterno, cioè della Piattaforma Delle Scuole Sostenibili. All’ ultima riunione eravamo in una quindicina.

Nelle scuole pubbliche della vostra provincia esistono i coordinatori alla valutazione, alla formazione professionale, alla salute. Esiste anche un coordinatore alla sostenibilità?

Ci piacerebbe molto che fosse così. Al momento non esiste questa figura ma ci auguriamo che in futuro sia possibile e ci stiamo muovendo in questo senso.

Chi supporta economicamente i progetti nelle scuole?

Le scuole fanno da sole perchè vengono già finanziate dalla provincia. Inoltre i nostri progetti spesso non hanno spese, o poche. Se però i miei studenti realizzano progetti tecnici – e ogni anno ne fanno molti – le spese ci sono, e ci sono due possibilità: gli studenti portano a casa il progetto, questo è il caso di, forse, 8 su 10, e allora devono finanziare loro il materiale, altrimenti finanzia la scuola, che prende i soldi dalla provincia. Così funziona anche per i progetti sulla sostenibilità.

di Marica Spagnesi

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