Tutta un'altra SCUOLA
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Senza cattedra, senza voti e senza zaino

Pubblicato il 30 dicembre 2015 3

L’esperienza della scuola Senza Zaino a Classe, in provincia di Ravenna. La Rete Senza Zaino è tra i promotori di Tutta un’altra scuola.

Solo la merenda e un paio di quaderni per i compiti: lo zaino ha un peso piuma alla scuola primaria di Classe dell’Emilia Romagna. La mattina, quando si arriva, ci si siede nell’agorà e si discute di quello che si farà durante la giornata. La cattedra, nelle aule, non c’è. E nemmeno i banchi. Ci sono i tavoli, isole per gruppi di alunni. Qui, infatti, la condivisione è tutto. E il lavoro di gruppo è di casa. Ma perché un progetto così innovativo attecchisce in una scuola del forese, nella minuscola Classe a pochi chilometri da Ravenna?
Merito di Rita Gentili, un’insegnante illuminata che dopo essersi innamorata, aver proposto ed essere riuscita ad ottenere di aderire alla rete nazionale “Senza Zaino” – partita da Marco Orsi, dirigente scolastico di Lucca – non tornerebbe più indietro: no, la scuola tradizionale mai più.
La storia che l’insegnante racconta a ROMAGNAMAMMA.IT inizia sei anni fa, quando in attesa della realizzazione del nuovo plesso scolastico, Rita partecipa ad un corso di formazione dedicato all’organizzazione degli spazi. Ed è lì, a Bologna, che conosce Orsi, venendo a conoscenza del metodo da lui lanciato sull’onda di alcune esperienze scolastiche in Nord Europa. Quando torna a casa, si catapulta dalle colleghe: “Chiesi loro se fossero disposte a cambiare approccio, a studiare, a mettersi in gioco. E loro non esitarono a dirmi di sì. Così partì la nostra avventura”. Complessa, visto che il primo anno dopo l’avvio del progetto viene dedicato per intero alla formazione del corpo insegnanti. Le maestre di Classe si appassionano a tal punto da dare indicazioni precise al Comune per la costruzione e l’arredamento della aule.
Sì, perché Senza Zaino significa anche arredi molto diversi da quelli che vediamo normalmente in una scuola. Significa i tappeti con le sedute che caratterizzano l’agorà dove ci si dà il buongiorno, significa pareti colorati come se le classi fossero camerette, significa una cartellonistica particolare per fissare gli apprendimenti. Significa, anche, laboratori: di italiano, di matematica.
Il tutto per agevolare un metodo didattico alternativo, diverso: “Senza Zaino considera il bambino nella sua globalità e cerca di attivare tutte le intelligenze possibili affinché ognuno trovi la sua strada per crescere. Senza Zaino è una scuola accogliente e condivisa: i materiali sono tutti a disposizione e lo spirito è quello di una comunità”. Le regole, infatti, non vengono decise e imposte dall’alto ma discusse e poi scritte insieme ai bambini. Nel caso non funzionino, vengono ritrattate e cambiate. Dietro, c’è uno stile pedagogico montessoriano: “Per andare in bagno, non c’è bisogno di chiederlo. I bambini, senza disturbare, si alzano e ci vanno in tutta autonomia”.
L’autonomia è infatti il risultato più importante del metodo adottato da Classe: “I bambini imparano ad organizzarsi, a fare da soli. Diventano responsabili. Un esempio? Se un alunno ha difficoltà con le ‘c’ e le ‘q’, prende una scheda di auto-verifica e si esercita. Ha tutta la libertà per farlo”. L’insegnante, dal canto suo, gira tra i tavoli su una sedia a ruote, non giudica i bambini con un voto numerico se non sul registro, e con la classe costruisce giochi didattici unici, che poi passeranno in eredità alle classi successive.
Al momento, a Classe, sono sei le sezioni “Senza zaino”: le prime, le seconde e le terze. Tra due anni, la scuola sarà interamente a regime. Tutta “Senza zaino”. E i genitori? “Alcuni obiettano che lavorare sempre insieme non aiuta i bambini a fare da soli. Noi rispondiamo che innanzitutto non sempre il lavoro è collettivo, capita anche che sia individuale. E poi vedessero come i bambini imparano dal compagno. E alle medie avranno una marcia in più, capaci come saranno di cooperare”.

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classe di Ravenna,senza zaino,tutta un'altra scuola   Blog

3 Comments


  • luchy66 30 dicembre 2015

    Sicuramente lodevole ma non si può impropriamente parlare di un metodo. La scuola senza zaino è un progetto, non un metodo. Un metodo diverso da quello tradizionale, riconosciuto dal MIUR , è il Montessori. Comunque meglio di niente meglio il progetto di Scuola senza zaino.

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  • Daniela Pampaloni 31 dicembre 2015

    Senza zaino: per una scuola comunità non é un metodo e neppure un progetto; é un modello di scuola che si fonda sull’Approccio globale al curricolo. Coinvolge la riorganizzazione degli spazi scolastici a partire dall’aula, il “come” ed il ” cosa” si insegna. Il modello nasce dal basso, dal lavoro di ricerca azione di un gruppo di docenti e dirigenti e ad oggi coinvolge più di 2000 docenti distribuiti in più di 100 istituti scolastici che formano una grande comunità di lavoro tra pari che ricerca, innova e si confronta .
    Daniela Pampaloni responsabile Rete Nazionale scuole Senza Zaino.

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  • monica 1 gennaio 2016

    Mio figlio è un alunno ddella scuola di classe e posso confermare che i bimbi sono diventati autonomi nello svolgimento dei loro compiti, capaci di collaborare, seguire le regole e inoltre con una grande competenza emotiva. Il lavoro cooperativo dimostra pienamente che ciò che si riece a fare in gruppo, si è poi in grado di farlo da soli. (Vygotsky)

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