Non è solo un giornalino scolastico ma è uno strumento didattico consultabile da genitori, alunni e insegnanti. L’esperienza a Roma.E’ un archivio con proposte di esercitazioni e con la pubblicazione della loro risoluzione, aggiornato settimanalmente con le attività svolte dalla classe. La classe è la quinta B dell’Istituto Comprensivo Bruno Munari di Roma e il maestro che si è preso carico di quest’ idea è Luca Vitali.
Il maestro Vitali non è nuovo a queste proposte, la sua esperienza consolidata sia in ambito pedagogico che tecnologico inizia già a fine anni Ottanta con la realizzazione del giornalino scolastico “Supermatto” nella scuola elementare di Castelverde di Lunghezza (Roma), un bimestrale interamente scritto dagli alunni che vantava ben 150 copie vendute e un fatturato di 250mila lire per numero. La nuova scommessa si presenta con l’era del web e il maestro decide di partire nel 2002 con il giornalino online.
«Il protagonista di questo progetto resta il bambino che così può imparare a misurarsi sia con un nuovo metodo di scrittura, la tastiera, che con un diverso canale di informazione, il web, capace di condividere informazioni nell’immediato» spiega Vitali. Una modalità di insegnamento che può avere una sua forza: la scrittura non resta un mero esercizio calligrafico e grammaticale ma diviene un metodo comunicativo che esce dalle porte della scuola. «Il bambino italiano ancora oggi presenta alcune caratteristiche che lo rendono assai vicino all’adulto europeo di prima di Gutenberg – spiega il maestro Vitali – L’allievo-amanuense continua, per lo più stancamente, a scrivere e riscrivere testi con indubbia fatica, spesso senza capire cosa c’è dentro e sotto, forzatamente in una copia unica, destinata a un solo destinatario, l’insegnante, interessato meno ai contenuti e più alla forma della comunicazione. Scrivere, e leggere lo scritto, significa costruire, passo dopo passo, dei pezzi di architettura del nostro pensiero, significa dargli delle sequenze, ordinate e lineari. L’utilizzo del computer come mezzo per la videoscrittura oggi ci permette di introdurre negli spazi scolastici uno strumento per la scrittura altrettanto potente della stampa, personalizzabile nella produzione manuale».
Il nuovo lavoro del maestro Vitali e dei suoi piccoli redattori si può seguire QUI . Oltre a trovare le loro fantasiose esercitazioni per lo più di italiano, materia del maestro Vitali, ci sono gli interventi degli alunni che raccontano le loro esperienze anche di vita quotidiana, come le avventure del piccolo mago Matteo, perché anche questo è scuola. «Gli alunni della quinta B hanno tenuto fede al nome dei sito e sono stati davvero bravi. Si sono impegnati come giornalisti, scrittori e autori, passando una parte significativa del loro tempo scolastico a scrivere, disegnare, a farsi fotografare, a intervistare e a intervistarsi per le varie rubriche spiega Vitali – Non sono stati da meno nemmeno nella parte divulgativa, navigando nel sito e, suggerendo le visite ad amici e parenti, il contatore interno è arrivato alla rispettabile quota di oltre 6000 contatti». «Non male per un sito di classe con solo 23 utenti ufficiali, calcolando che solo 10-11 di loro hanno un collegamento internet casalingo – aggiunge il maestro – Per i bambini che non hanno un collegamento internet a casa abbiamo pensato a due soluzioni: una volta alla settimana tutti navigano in internet nel laboratorio della scuola, regolarmente, con un videoproiettore, e il sito viene mostrato in classe con tutti gli ultimi aggiornamenti».
Il maestro Vitali non è nuovo all’utilizzo del computer per ovviare a diverse problematiche, nel 2009 ha infatti dato vita a un progetto chiamato “Telescuola” attraverso il programma Skype, per far seguire le lezioni ad Alessandro, un bimbo affetto da Sma e impossibilitato a recarsi a scuola. La sua storia si può leggere sul sito alla sezione Informazioni, “Alessandro e skype”.
Oltre a seguire il diario di classe, dal sito è possibile scaricare del materiale didattico utile anche per altri insegnati, consultare la sezione risorse per conoscere nuovi siti ed esercitarsi nell’area Esercitiamoci grazie al programma QuizFaber che permette di fare un gran numero di test sia di lingua italiana sia di lingua inglese. I test verificano alcune delle conoscenze essenziali nelle due aree disciplinari così come vengono insegnate oggi nelle classi quarte e quinte della scuola primaria italiana e possono essere utilizzati sia per una semplice esercitazione sia per verifica al termine di un itinerario di lavoro. «E’ un’area nuova di zecca – spiega il maestro – in funzione solo da quest’anno e che mi sembra particolarmente promettente. Sto cercando continuamente di ampliarla e renderla più funzionale, sulla base dei risultati che verifico quotidianamente con i bambini. QuizFaber è un software che permette di creare quiz informato ipertestuale. In particolare è un editor di domande per quiz. Il programma è stato progettato espressamente per un utilizzo di tipo didattico e per la pubblicazione di quiz su internet. Per la lingua italiana, i test verificano la conoscenza e il rispetto delle principali convenzioni ortografiche, la conoscenza e il rispetto delle strutture morfologiche, la conoscenza e il rispetto delle strutture sintattiche così come vengono insegnate-apprese negli ultimi due anni della scuola elementare. Per la lingua inglese, i test si rifanno ai contenuti e alle modalità degli esami per bambini della University of Cambridge, universalmente conosciuti come Cambridge ESOL (English for Speakers of Other Languages)».
Impegnati ci sono gli alunni e gli insegnati della classe, in particolare le maestre Stefania Gigliotti e Adriana Servili; poi i genitori e il maestro Vitali. “Per quello che riguarda la struttura tecnica, sono io a metterci l’expertise e l’entusiasmo. Il lavoro di raccordo, l’editing finale e la pubblicazione in internet vengono curati da casa e richiedono un impegno di 4-5 ore a settimana.” aggiunge il maestro Vitali ” Debbo dire che il tutto è possibile anche grazie alla collaborazione dei genitori che hanno accolto la mia idea. Abbiamo esposto il nostro progetto con chiarezza in fase iniziale, evidenziando i vantaggi, i problemi, le carenze tecnologiche della scuola; abbiamo chiesto i consueti permessi per la privacy e il loro aiuto finanziario, tre dei computer nell’aula sono stati donati dai genitori e il costo di 35 euro annui per disporre dell’indirizzo del relativo spazio web è sostenuto da loro”.
di Isabella Wilczewski