Cos’è Unlearning? È un’avventura ed è anche un documentario in cui si racconta la storia di una famiglia “di città” e dei suoi esperimenti di vita.
Unlearning sta facendo il giro dell’Italia, tantissime le proiezioni, quasi sempre organizzate da gruppi, associazioni, comunità di base. A realizzarlo è stata la stessa famiglia che ne è anche protagonista, la famiglia Basadonne. Quello di Lucio, Anna e Gaia è il racconto, con uno stile ironico e gentile, intelligente e diretto, di sei mesi trascorsi in viaggio per comunità ed ecovillaggi vivendo con il meno possibile.
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Vediamo com’è nato il progetto.
I Basadonne sono una famiglia genovese composta da papà Lucio, che fa l’aiuto regista, da mamma Anna, che è un’insegnante di marketing e di disegno industriale e da Gaia, una simpaticissima bambina di 5 anni. La loro giornata era frenetica e alla sera finalmente si ritrovavano a casa per cena. Ma nel momento più bello parlavano di lavoro, di casa, di scuola. Un giorno Gaia ha disegnato una gallina. Che in realtà era un pollo, un pollo a quattro zampe. Anna ha avuto un lampo di genio. Le vaschette dei polli comprati al supermercato di solito contengono quattro cosce. Ed è scattato qualcosa. Anna e Lucio hanno visto in quell’immagine il simbolo degli effetti della società sulla crescita della loro bambina e, dopo una lunga riflessione, hanno deciso di prendersi una pausa dalla vita di città per scoprire insieme un altro modo di vivere. Così i tre hanno deciso di partire e, da aprile a settembre 2014, hanno visitato realtà familiari completamente diverse fra loro, hanno conosciuto la vita in una fattoria biologica, hanno provato un’esperienza di cohousing, di vita in ecovillaggio e sono stati ospiti di piccole comunità. Hanno incontrato stili di vita di tutti i tipi e persone che li hanno accolti in cambio del sostegno materiale ai loro progetti di vita. Ma partiamo dall’inizio.
Lucio, parlaci del disegno di Gaia, del pollo a quattro zampe. È stato davvero quello il momento chiave che vi ha spinti a partire?
Sì. Il pollo a 4 zampe rappresentava un malessere. Ci siamo accorti che la realtà che vivevamo, che non ci rispecchiava, si stava rivoltando su vostra figlia e proprio quei valori che non approviamo, per lei, rappresentavano la normalità. Quindi ci siamo fatti delle domande e abbiamo cercato di darci delle risposte. Dovevamo staccare a fare qualcosa di diverso. Ci voleva un cambiamento.
Come avete fatto ad organizzare il viaggio? E come avete gestito le paure?
Ci abbiamo messo un anno per preparare tutto, tenendo anche conto i nostri impegni lavorativi e la nostra non elevata disponibilità economica. Ci siamo preoccupati della nostra casa: avendo un mutuo era necessario trovare i soldi per pagare la rata e così abbiamo usato un sito per poterla affittare per venti giorni al mese e coprire le spese. I restanti dieci giorni la casa veniva scambiata o barattata con passaggi. All’inizio abbiamo studiato e abbiamo conosciuto i siti di baratto e di scambio lavoro. Poi abbiamo pensato a come organizzare gli spostamenti, che di solito sono avvenuti grazie a BlaBlaCar o facendo l’autostop. Certo, niente di trascendentale se avessimo avuto 18 anni e uno zaino in spalla ma comincia ad essere impegnativo quando si diventa genitori, soprattutto per la cultura con la quale siamo cresciuti. Le preoccupazioni non mancavano. I nonni ci facevano mille domande. La sera prima di partire ci siamo chiesti se non stessimo facendo una stupidaggine “a lasciare la strada vecchia per quella nuova”, a partire. Ma in realtà noi abbiamo garantito a Gaia ciò che a noi interessava assicurarle in quel momento.
Quali sono le esperienze che più vi hanno fatto riflettere?
La scoperta del sistema di scuola libertaria e di homeschooling (anche se poi nel documentario abbiamo deciso di parlare solo di quest’ultimo) e poi il sistema di “non delega” in generale: non delega dell’istruzione, con l’homeschooling; non delega del cibo, nell’Eco Villaggio; non delega del lavoro, nel circo. Per riscoprire il valore della famiglia.
Quanto avete speso?
In sei mesi solo 600 €, quindi poco più di 1 € al giorno a testa. E le spese hanno riguardato per esempio passaggi e trasferimenti che abbiamo pagato (perchè magari il conducente aveva bisogno di soldi e non poteva barattare il nostro lavoro). Il bello è che noi non ci eravamo posti limiti di spesa: se non fossimo riusciti a trovare un posto per dormire saremmo andati in un albergo senza alcun problema, ma non è stato necessario!
Com’ è articolata la storia raccontata in Unlearning?
La storia rappresenta un’andata e un ritorno. Ha due linee narrative. Una è la “non delega” di cui abbiamo parlato, l’altra è il cambiamento della bambina. Emblematica è la preparazione del suo zaino prima della partenza, quando cerca di portare con sé un cavallino di plastica di 30 cm, e poi la sua risposta alla mia domanda “Gaia, come vorresti vivere?”, al ritorno.
Ma la risposta non la anticipiamo.
di Alice Dell’Omo