Esperienze in natura per un nuovo modello educativo: è l’ambizione della coop sociale Liberi Sogni che dal 2006 è impegnata nel lecchese e nella bergamasca.
L’impegno di questa realtà si dirige, come spiegano, verso «la rigenerazione di spazi e di luoghi naturali ad alto valore culturale attraverso il coinvolgimento delle comunità locali con particolare attenzione ai più giovani».
Bambini, ragazzi, Comuni, scuole, famiglie e poi educatori, artisti, animatori scientifici, storici dell’arte e molto altro ancora: il gruppo che anima la cooperativa è fatto di professionalità e competenze diverse tutte al servizio della comunità per la proposta di un sistema didattico ed educativo differente.
“La nostra cooperativa sociale Liberi Sogni in provincia di Lecco e Bergamo sta portando avanti per l’anno scolastico 2021-2022 il progetto “Esplorazioni”, un percorso di educazione in natura sperimentale in collaborazione con tre istituti comprensivi dall’infanzia alla secondaria di primo grado dei comuni di Airuno, Erve e Caprino Bergamasco, che abbiamo finanziato grazie al bando Educare del ministero” spiega Veronica Pandiani, referente del progetto per la cooperativa di Calolziocorte in provincia di Lecco.
“Stiamo concludendo le trentatrè ore di incontri a cui si aggiungerà un momento di condivisione finale dell’esperienza fatta. A fine novembre terremo come cooperativa un convegno pubblico di restituzione delle esperienze raggiunte con le singole classi e con gli istituti scolastici grazie al progetto e presenteremo il modello di educazione outdoor che il progetto ci ha permesso di sperimentare”.
Iniziative diverse ed eterogenee che hanno però un denominatore comune: partire dalla conoscenza del proprio territorio. “Con le classi di quarta elementare di Caprino Bergamasco abbiamo molto riflettuto sull’ecosistema andando a trovare un apicultore del posto per parlare di cambiamenti climatici ed effetti sul territorio. Abbiamo visto come si produce il miele e come lavorano le api. Con le classi delle scuole medie abbiamo invece esplorato il paese non soltanto dal punto di vita naturalistico, ma anche del tessuto sociale e storico. Ad Airuno, con le due classi di quinta elementare e di prima, seconda e terza media, abbiamo invece intrecciato le attività di un altro progetto intitolato “Museo di comunità”. L’obiettivo a cui hanno portato i vari incontri è stato una grande mostra comunitaria collettiva intitolata “Bella raga” con uscite nel bosco e di esplorazione del paese partendo dai luoghi del cuore dei ragazzi. E’ nata così una mappa di comunità. I bambini e le bambine delle scuole e del centro estivi di Airuno hanno gestito loro la mostra itinerante con tanti laboratori attraverso i luoghi per loro più significativi. Ciò che abbiamo scoperto volta per volta lo abbiamo tradotto in un manufatto legato a quello delle altre classi e confluito appunto in questa grande mostra”.
La sfida è ardua ma avvincente anche perché la cooperativa intende stringere alleanze con i soggetti locali per dare nuova vita agli istituti scolastici: “Il progetto è partito in un momento storico difficile soprattutto per le scuole. Le norme anticovid hanno lasciato il segno e nella fase inziale del progetto alcuni ragazzi non potevano nemmeno uscire nel cortile della scuola. La complessità del contesto attuale, che ha caratterizzato gli ultimi due anni, ha fatto emergere il bisogno di nuove competenze per i bambini, per i ragazzi e per chi insieme a loro si occupa di attività educative e di esperienze formative” aggiunge Veronica Pandiani. “E’ evidente che questa crisi non sia solo sanitaria ed economica; c’è una carenza di relazioni, di modelli e di orizzonti culturali. Sullo sfondo della pandemia c’è la frattura tra ciascuno di noi e il mondo vivente a cui noi umani – che siamo viventi – dovremmo attingere nel corpo, nella mente e nello scambio con gli altri”.
L’Obiettivo della cooperativa? Semplice e chiaro: “Vogliamo sperimentare anche attraverso singoli progetti come questo in corso, un modello innovativo di didattica ed educazione non formale in natura tra scuola ed extrascuola. In realtà, non è la nostra prima esperienza ma un sentiero che percorriamo già da anni grazie alle attività consolidate con i centri estivi e i percorsi extrascolastici realizzati con le realtà del territorio come le botteghe storiche, gli artigiani, le varie associazioni, gli scrittori, i poeti, gli artisti e le realtà agricole. Da luglio 2020 abbiamo iniziato a coinvolgere i Comuni e le scuole di Airuno, Carenno e Caprino Bergamasco facendo dei focus group con le comunità locali per capire i principali bisogni del territorio e dei ragazzi. Abbiamo creato relazioni e ponti nuovi tra genitori, bambini e insegnanti per capire quali opportunità ci fossero. Il bando Educare, rivolto ai modelli educativi outdoor è capitato al momento giusto e ci ha permesso di avere a disposizione delle risorse aggiuntive per svolgere alcune attività”.
La cooperativa Liberi Sogni lavora già da tempo in sinergia con istituzioni e soggetti del territorio per promuovere l’attenzione all’ambiente e per una gestione collaborativa del bene comune: “Sono diversi anni che insieme alle scuole programmiamo attività in natura e siamo quindi stati agevolati dall’accreditamento e dal riconoscimento da parte della comunità per la buona riuscita e adesione a questo progetto, che resterà attivo fino a fine 2021. Oltre ai percorsi con le scuole, gestiamo da anni i campi residenziali in tenda di una settimana tenuti presso il Crazy bosco, una porzione di bosco recuperata dall’oblio nel Comune di Valgreghentino. Da sempre la nostra cooperativa si occupa di formazione e di educazione con uno sguardo attento alla connessione con il territorio sia in termini di natura, di biodiversità che di persone della nostra comunità”.
L’approccio utilizzato prevede di ribaltare i ruoli tra chi insegna e chi impara: “Tutti in natura sono in una posizione di ascolto, di sperimentazione e di condivisione delle esperienze: questa è la chiave di volta della nostra idea di educazione non formale, partire dalla percezione del contesto, da quello che ci suscita e ci stimola e dalla condivisione dei propri saperi. Il nostro metodo, se così può essere chiamato, è deduttivo: si parte dall’esperienza per poi arrivare alla conoscenza. I bambini e i ragazzi hanno un ruolo centrale perché in questo approccio sono loro a mettere in campo le proprie intuizioni e osservazioni rispetto a quello che scopriamo insieme in natura”.
Il territorio di riferimento è di sicuro, in questo caso, un altro elemento favorevole: “Abbiamo la fortuna di vivere in contesti naturalisticamente ricchi, questo ci permette di svolgere con regolarità iniziative in natura legate al riconoscimento delle specie arboree e di incontrare e riscoprire il territorio attraverso i racconti degli abitanti più anziani. L’ecosistema è stato al centro di tutte le iniziative tenute fino ad ora. Partendo dal regno vegetale e animale abbiamo spaziato sfruttando le ore con multidiscipinarietà. Oltre alle ore scolastiche, il progetto continua a prevedere ore extrascolastiche con spostamenti nei dintorni. Anche nelle prossime settimane proseguiranno le attività di conoscenza della natura e le osservazioni in giardino, l’analisi delle differenze tra mondo animale e vegetale, il riconoscimento delle piante del giardino, il focus sui mammiferi i rettili e gli anfibi per capire come si orientano gli animali nello spazio in cui vivono e come avvengono le migrazioni. Ai ragazzi piace molto, al termine di questo percorso, costruire una mappa con il rilevamento delle piante e dei fiori del paese, il gioco del mimetismo e la costruzione dei ripari in natura”.
Obiettivo futuro? “Trovare nuovi fondi per attivare altri progetti ed esperienze. “Esplorazioni” è nato in un momento storico difficile, tante scuole e tanti insegnanti si sono dimostrati però interessati. Vogliamo attuare nuovi piccoli cambiamenti con continuità e stabilità nella scuola pubblica in modo che questa esperienza non resti isolata ma venga replicata su vasta scala. In questi mesi abbiamo visto quanto sia importante favorire l’acquisizione di conoscenze e competenze multidisciplinari a partire dall’incontro con la natura e la biodiversità locale, rafforzare il legame tra minori, l’ambiente la storia e la cultura del proprio territorio. Non c’è modo migliore di promuovere stili di vita sani, felici e sostenibili partendo dalla pratica attiva nella scuola e nella vita quotidiana. Solo così potremmo ambire ad una crescita armoniosa e al benessere dei minori favorendo lo sviluppo di sensibilità rispetto al proprio mondo interiore e verso il pianeta”.
Per informazioni: https://www.liberisogni.org/
di Marta Valota