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Libera università del bosco

Pubblicato il 7 aprile 2018 0

La cooperativa Liberi Sogni Onlus della provincia di Lecco dà vita a un’università immersa nel bosco per valorizzare saperi, competenze e risorse locali.

Inoltre l’intenzione è anche quella di promuovere nuovi modelli culturali e ambientali per suscitare nelle nuove generazioni l’amore per il proprio territorio attingendo dagli antichi saperi degli anziani.
Prendersi cura del proprio territorio significa prendersi cura di se stessi.  “Siamo specializzati in progetti socio-educativi, culturali e sostenibili in mezzo alla natura e dal 2006 proponiamo attività ambientali integrate che mettono al centro i giovani e le loro relazioni col territorio” spiega Adriana Carbonaro della Cooperativa Liberi Sogni. “Da 2010 sul Monte di Brianza interagiamo in modo dinamico con la meravigliosa biodiversità e coi fattori di fragilità ambientale del nostro territorio coinvolgendo giovani, famiglie e anziani.”
La Libera Università del Bosco, il progetto più recente della cooperativa, ha obiettivi molto ambiziosi: “Vogliamo fornire competenze specifiche ai disoccupati, ai neet e a tutti quei giovani con grandi capacità manuali che non riescono a trovare un’offerta formativa in grado di soddisfare le loro necessità. La Libera Università del Bosco sarà un luogo di scambio di saperi, un contesto educativo dove tutti quei ragazzi che prediligono una formazione all’aria aperta basata sulla manualità, la concretezza e la possibilità di fare e costruire possono trovare una risposta reale. L’obiettivo di lungo termine è che grazie alla formazione ricevuta, i partecipanti avviino in futuro una propria attività green e sostenibile”.
Creare un equilibrio armonico e resiliente tra uomo e natura ma non solo; l’università intende mettere in connessione generazioni passate e future per non perdere gli antichi saperi di un territorio che ha ancora tanto da raccontare.
“Il progetto coinvolge il Monte di Brianza in particolare i comuni di Airuno, Colle Brianza e Valgreghentino. Durante tutto l’anno proponiamo attività didattiche in natura per gruppi e scolaresche e in estate proponiamo esperienze in tenda per bambini e ragazzi dalla quarta elementare alla quinta superiore e per famiglie” aggiunge Adriana Carbonaro della cooperativa Liberi Sogni. “La formazione, che sarà sviluppata avvalendoci di persone esperte per le varie materie trattate, è basata su saperi che riguardano il bosco e la sua cura. Ci sono tre azioni principali in cui saranno coinvolti i partecipanti; la prima si chiama “Adotta un sentiero”: le comunità segnalano criticità e punti di forza e avviano un ciclo di salvaguardia, rafforzamento e connessione della rete sentieristica. Il risultato è la creazione di itinerari naturalistici, storici, artistici ad opera delle comunità locali. La seconda azione si chiama “Adotta un rio” e punta ad una mappatura dello stato degli alvei e dei canali di scolo come strumento di conoscenza della rete idrica superficiale. Attraverso la pulizia degli alvei e dei canali di scolo si previene il rischio idrogeologico. Il risultato è l’intervento sostenibile delle comunità sui torrenti e la valorizzazione inclusiva in percorsi educativi”.
Un’ università del territorio e per il territorio, rivolta non ad un target specifico ma a tutta la comunità locale. “Questa zona fino agli anni ‘50 era ricca di borghi rurali abitati da contadini e artigiani. Nel tempo i piccoli paesini si sono svuotati, i suoi abitanti hanno cercato dimora altrove e i borghi sono stati presto abbandonati” spiega Adriana. “Ripartire da questo territorio significa valorizzare le sue bellezze ambientali, riprendere amore per una terra che ha sempre dato tanto e che abbiamo trascurato. Oggi è arrivato il momento di riscoprirla insieme.”
Gite, approfondimenti culturali e storia del luogo sono tra le attività da svolgere nella natura. “L’università sarà inserita nel tessuto sociale del territorio, connetterà le diverse generazioni e vivrà il bosco come palestra di esperienza e apprendimento. Abbiamo inaugurato il primo percorso formativo dedicati ai cittadini locali.  Vi hanno preso parte anche giovani richiedenti asilo ospiti presso il Comune di Airuno, un bell’incontro interculturale. Per recuperare l’intero Monte Brianza puntiamo a stringere alleanze e partenariati con la protezione civile, gli oratori, le amministrazioni pubbliche e gli alpini”.
Entrando nel merito delle questioni organizzative, costi compresi, Adriana Carbonaro ci spiega che «per questa prima fase sperimentale (2018-2019) il progetto si avvale di un contributo grazie a un bando vinto dalla Cooperativa, a parziale copertura dei costi di avvio. La sfida sarà rendere il progetto sostenibile economicamente.  I corsi principali riguarderanno la cura del bosco, la costruzione di muretti a secco, la realizzazione di cesti di vimini e altre attività di costruzione con il bambù. L’idea è di coinvolgere in futuro anche la facoltà di agraria per aggiungere competenze specifiche per tutti quei ragazzi che vogliono crearsi una nuova prospettiva lavorativa con la terra».
Lasciarsi coinvolgere è il modo migliore per capire a fondo il progetto. Come fare? “Si può iniziare partecipando ad uno dei nostri campi residenziali della durata di tre giorni o di una settimana che si terranno a giugno e luglio nel bosco e coinvolgeranno persone di tutte le età. Abbiamo già fatto esperienze di questo tipo e anche campi mirati a target specifici come quelli che coinvolgono esclusivamente padri e figli che di solito hanno poche possibilità di stare insieme e viversi la loro relazione senza interferenze esterne. L’obiettivo è farli mettere in gioco senza le mamme che abitualmente si prendono cura dei bimbi. Alla fine del campo si fa un cerchio finale dove si condivide con il gruppo la propria esperienza e ciascuno ha modo di svelare le proprie abilità. Le attività si svolgono tutte all’aria aperta, gli unici spazi al chiuso sono due tensostrutture che utilizziamo per i pasti. Occorrono spirito di avventura e alcuni strumenti utili per affrontare l’esperienza nel bosco”.
Cosa portare al campo residenziale nel bosco?

Sacco a pelo caldo
Materassino
Un maglione o un pile caldo
Effetti personali (spazzolino, cambi opportuni ecc…)
Stoviglie: 1 piatto, una tazzina, un bicchiere e le posate
Prodotti igienici (shampoo, dentifricio, sapone biodegradabili)
Ciabatte
Cappellino
Repellente (abbondante) contro le zanzare (che sono tante e antipatiche) Salvietta/asciugamano
Scarpe adatte alla situazione (scarpe da ginnastica o scarponcini leggeri)
Stivali da pioggia
Costume da bagno
K-way
Uno zainetto piccolo e maneggevole
Un quaderno per il diario di viaggio
Pila per la notte
1 borraccia
Musica (gli strumenti che sai suonare, i testi e gli accordi delle tue canzoni preferite)
Un libro che ti piace
Quello che per te è davvero importante!
La tenda è fornita dagli organizzatori.

Per info: Coop Liberi Sogni

di Marta Valota

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