A Firenze all’Istituto per il turismo Marco Polo, l’anno scolastico è iniziato con un inno all’entusiasmo e alla conoscenza grande 1200 metri.
È un murales sul tema del viaggio, realizzato dagli artisti toscani Nico Lopez Bruchi e Umberto Staila con il contributo degli studenti dell’Istituto superiore Marco Polo di Firenze e degli educatori del Quartiere 4. La sua realizzazione si colloca all’interno della Rete delle città colorate e il progetto è cofinanziato dalla Regione Toscana; l’obiettivo è promuovere la riqualificazione urbana delle periferie attraverso la Street art. La scuola ha lavorato all’iniziativa, grazie all’idea del dirigente scolastico Ludovico Arte, già dal passato anno scolastico, si tratta di uno degli interventi più grandi d’Europa di questo genere.
All’ inaugurazione nei giorni scorsi, che ha avuto il preciso obiettivo di sottolineare “il ruolo centrale dei ragazzi e della scuola nella promozione del cambiamento e del miglioramento della società”, hanno partecipato tra gli altri il sindaco del Comune e della città metropolitana di Firenze Dario Nardella, l’assessore all’educazione Cristina Giachi, il sottosegretario del Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca Gabriele Toccafondi, l’assessore all’edilizia e alle politiche sociali Marco Cecchi e il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni.
L’Istituto superiore per il turismo Marco Polo di Firenze ha una storia degna di esser raccontata. Sotto la direzione di Ludovico Arte in cinque anni l’istituto è passato dai 90 iscritti alle 5 sezioni a rischio chiusura del 2012 ai 400 iscritti alle 17 sezioni dell’anno in corso.
«L’abbandono scolastico si combatte anche con l’innovazione tecnologica (reti wireless, lavagne multimediali, visori, realtà multimediali), l’ampliamento dell’offerta formativa (corsi di cinese e russo, scambi internazionali, laboratori teatrali) l’attenzione all’accoglienza (5 psicologi operativi, corsi su bullismo e adolescenza, peer education) e la cura degli spazi di apprendimento» spiega il preside.
Quest’ultimo punto merita un particolare approfondimento: nelle scuole pubbliche italiane l’investimento sulla bellezza degli ambienti non è mai in cima alla lista delle priorità, prevalgono problemi di sicurezza strutturale, burocrazia, mancanza di fondi.
Riqualificazione degli spazi e pedagogia, invece, vanno di pari passo; rompere gli schemi con il modello di scuola gerarchica significa innanzitutto riconcepire l’ambiente dell’apprendimento. E avere cura dell’ambiente è tutto tranne che un’azione frivola: si ricordi la concezione organica di bellezza della Montessori che parte dalla sfera del sensibile e comprende anche quella teoretica ed etica.
«Non si capisce mai abbastanza quanto l’ambiente impatti sulle relazioni e l’apprendimento. Sembra che le scuole superiori debbano essere tristi e grigie, pur di non perdere serietà e rigore», sostiene Ludovico Arte.
Nella scuola riqualificata di Firenze ogni elemento suggerisce allo studente la possibilità di prendersi la libertà di affrontare le esperienze in autonomia, iniziando il proprio percorso di crescita personale e formativa senza il rischio di perdersi, sotto la cura autorevole e non autoritaria dei docenti. Ecco perché l’innovazione al “Marco Polo” ha creato una scuola a misura di ragazzo senza perdere il consenso degli adulti.
In questo quadro si collocano la sala LiberaMente, la parete interna della scuola con i disegni dei ragazzi sulla propria visione del futuro, la nuova area ricreativa per studenti e insegnanti e il murales appena finito dove si intersecano le interpretazioni più astratte di aviatori, bussole, rose dei venti, navi che salpano e Ulisse mostra la determinazione con cui si affrontano gli imprevisti dell’ignoto.
Ogni viaggio, ogni arricchimento del proprio bagaglio culturale, ogni uscita dalla propria zona di comfort implica un salto nel vuoto. Quale incitazione migliore a non perdere l’entusiasmo della citazione di Gramsci impressa sulla facciata dell’Istituto tecnico: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo”.
di Sabrina Burrelli Scotti
- Il preside davanti alla scuola
- L’Istituto Marco Polo
- La presentazione
- Il prof Arte con i rappresentanti istituzionali presenti all’inaugurazione
















